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Montanari Raul - La verità bugiarda |
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Titolo | La verità bugiarda |
| Autore | Montanari Raul | Prezzo Sconto 15%
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€ 14,28
(Prezzo di copertina € 16,80 Risparmio € 2,52)
|  | | Dati | 2005, 312 p., rilegato |
| Editore | Dalai Editore
(collana Romanzi e racconti) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Maggio 2005. Un giovane e tranquillo traduttore italotedesco prende in affitto un bilocale in una villa milanese, dove vivono inquilini che sembrano nascondere un segreto... come lui, forse. Poco lontano, presso i binari della ferrovia, sono stati commessi due orribili delitti. Poco per volta Chris si addentra come un esploratore in una Milano enigmatica e fascinosa, dove maturano trame terroristiche e persino un omicidio politico che farà epoca. Insieme a lui il lettore si immerge in un mondo alla deriva, dove galleggiano le disillusioni di una generazione di venti-trentenni costretti a vivere sentimenti, lavori e rapporti familiari caratterizzati dalla precarietà.
Recensioni 1 - 20 di 45 recensioni presenti. Media Voto: 4.28 / 5Andrea72 whitewhizard@tiscali.it (26-12-2005) I libri di Montanari mi riconciliano con la lettura,hanno la grande capacità di prenderti per mano, di farsi vivere, e di tenerti con loro come una catena invisibile che ti lega alla storia e impedisce di staccarsene fino alla fine.Non tutto mi ha convinto fino in fondo, il carico di aspettative era così alto da rendere probabilmente inevitabili alcuni momenti di mancata soddisfazione, anche se questi non hanno rovinato il piacere complessivo di aver vissuto a fianco di un amico di carta per un'intera giornata.Ho ritrovato molti elementi distintivi che mi hanno fatto innamorare di CGO, una scrittura scorrevole e intensa ( e se non avevo molti dubbi sul fatto che Raul scriva in un modo divino questa è stata un'ulteriore conferma ), bellissima ambientazione, caratterizzazione del personaggio principale approfondita e completa, un richiamo ad elementi onirici che contattano l'inconscio e lo proiettano nella realtà, l'idea ben riuscita di trasformare in parte viva, pulsante ed integrata il luogo in cui tutto si svolge ( in questo caso la villa di Via Calvino ).Quelle brevissime schegge all'inizio di ogni capitolo ad anticipare frammenti di ciò che succederà, l'amore di una giovane ragazza che riesce ad infiltrarsi nel cuore di un uomo più adulto, il passato che ritorna a riscuotere i suoi debiti e a chiedere le sue spiegazioni, l'animo umano tormentato dalle emozioni che dovrebbero dargli la felicità, un senso nostalgico e rabbioso di distacco dalle proprie origini e il desiderio di ritrovarle per chiudere i conti con loro e rinnovarsi in una vita nuova, la possibilità di scelta, il potere e il destino dell'uomo di crearsene uno proprio, il dolore e una via aperta alla speranza che niente sia finito e tutto si possa ancora costruire.LA VERITA' BUGIARDA è un bellissimo libro, che merita di essere letto, che insinua la sensazione e il dubbio di non poterlo mai afferrare del tutto, che avvolge e riempie per tutta la sua durata, consigliato per gli ingordi, per i palati fini, e per chi è entrambe le cose e molto di più. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Nicola nicolaceccoli@alice.it (05-11-2005) E'il primo libro di Montanari che ho letto ma non sarà certo l'ultimo! Dietro il pretesto della trama gialla viene raccontato con grande maestria l'universo giovanile con i suoi disagi,i suoi sentimenti confusi e le sue contraddizioni. Bellissima la concezione della vita come libro con le note ai piedi di ogni pagina e indimenticabile il finale paradossale e struggente, eppure consolatorio.Uno di quei romanzi che ti lasciano qualcosa dentro! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
ant lomell@libero.it (07-10-2005) Un noir per ragazzotti, molto superficiale e senza succo. Non incide, se non per qualche facezia divertente Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Greta gretel68@virgilio.it (28-09-2005) Grandissimo Montanari, bellissimo libro, bellissimo come "Chiudi gli occhi".
Ambientato in una Milano nerissima, il libro è imperniato sulla vita dei personaggi che vivono nello stesso condominio e si abbattono nel loro non sapersi relazionare con il prossimo, che è quasi una paura d'amare e di oltrepassare il rapporto fisico.
Chris il protagonista è continuamente abbagliato dalla bellezza femminile, è continuamente invischiato in attrazioni sessuali, ma la sua incapacità sentimentale è solo un piccolo risvolto della nostra capacità, segno indelebile della nostra generazione o forse del disincanto dell'età.
Montanari è eccezionale nel descrivere le scene di sesso, nel descrivere LA DONNA con cura maniacale, con particolari quasi ossessivi.E' un esteta grandissimo.
La scrittura dell'autore è semplice, scorrevole, ma nello stesso tempo ricca a modo suo. Non è certamente Pinketts, che colora la frase con tutti i colori dell'arcobaleno, che orna le parole con eleganza. Montanari la fa più semplice, ma ugualmente riesce a trasmettere ricchezza di contenuti e profondità.
Come gli altri libri dell'autore, anche questo è amaro, forse più cinico degli altri.
Non manca anche l'assassino seriale, può essere chiunque del gruppo, perché tutti portano dentro l'anima il nero delle cose passate e del disagio di vivere. Non sarà una sorpresa scoprire il colpevole.
Non mancano le descrizioni bellissime e struggenti del MIO LAGO, che diventa sempre più bello visto da chi sa scrivere e descrivere quello che gli occhi registrano e trasmettono al cuore. Qui naturalmente sono di parte.
Unico appunto; il finale.
Anche se era prevedibile, o forse proprio per questo, mi sarei aspettata o avrei sperato in qualcosa di meno "semplice". E' una sensazione mia che nulla toglie ad un libro che grida all'orgoglio della Patria. La prossima volta che vado all'estero mi porto le foto di Montanari e le distribuisco come le figurine degli eroi del pallone. Quelli li conoscono tutti, lui no.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Gigi gigisalluzzi@libero.it (09-09-2005) Un traduttore italo-tedesco ventottenne si trasferisce in città per lavorare in una piccola casa editrice, e l’incontro con la padrona di casa dell’appartamento preso in affitto, con i figli di lei e con gli altri vicini gli cambierà inesorabilmente il corso della vita, sullo sfondo di truci delitti non ancora chiariti e la realizzazione di un omicidio fantapolitico. Pur con il suo stile inconfondibile, “La verità bugiarda” ha qualcosa di diverso rispetto a “Chiudi gli occhi”, capolavoro dello scrittore bergamasco. Quanti si sono lasciati affascinare dal precedente romanzo, scopriranno infatti che, sebbene la scrittura sia fluida e eccezionalmente scorrevole, non riusciranno a identificarsi completamente con nessuno dei personaggi di questo romanzo, diversamente da quanto può facilmente verificarsi con Mauro, Andrea o Dora. Le pagine di un Montanari maturo, consapevole prima di tutto di essere artista e di scrivere letteratura di alta qualità, si trasformano velocemente in un’esplicita riflessione metanarrativa. Chris, il protagonista, coscientemente si trova a barcollare in una vita che prima era un “banale romanzo psicologico, con risvolti da romanzo sociale”, fino a incontrare “personaggi da commedia”, per sfociare in quello che alla fine era diventata: un “Krimi”, termine che in tedesco indica un ibrido tra thriller e romanzo giallo. Le vicende, le emozioni, le morti, gli omicidi sono tutti elementi di questo grande romanzo che Montanari scrive, i personaggi vivono e di cui i lettori diventano spettatori, ma esterni. Montanari ricorda che, tramite improvvise interruzioni postmoderne dal sapore brechtiano tratte da un romanzo nel romanzo, i lettori sono spettatori distaccati di un grande spettacolo e che i personaggi della sua storia sono prima di tutto personaggi di carta (come direbbe Barthes) e che la vita è altro. Quello che in “La verità bugiarda” si legge è letteratura, ottima davvero, ma in fondo soltanto un “Krimi”. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
35mm (01-09-2005) una domanda a montanari. a quale regista vivente affiderebbe questo libro?
Polanski - Abel Ferrara - altri?
Per come l'ho letto io vedo Ferrara sopra tutti. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Romano De Marco romdema@tin.it (29-08-2005) Al termine della lettura di questo romanzo, non posso nascondere una punta di delusione causata dall’aver letto dello stesso autore opere molto più convincenti ed ispirate. Detto ciò mi corre l’obbligo di sottolineare che Montanari, come sempre, scrive da Dio e ti tiene incollato alle 312 pagine mantenendo dall’inizio alla fine una tensione narrativa eccelsa. Gli eventi si susseguono ad un ritmo forsennato condito da una suspance sempre all'altezza della situazione.
La storia c’è, i personaggi pure, l’ambientazione ci sarebbe… eppure qualcosa non quadra…
All'inizio della lettura sono rimasto notevolmente irritato dal poco credibile gioco delle coincidenze che davvero sconcerta e lascia perplessi (come accade anche nell'episodio del "presidente").
A posteriori, però, l'aver voluto dare questa direzione all'intera opera può apparire come una scelta precisa e significativa dell'autore, necessaria ad introdurre il lettore in un complicato labirinto di corsi e ricorsi nelle vite dei protagonisti che avrebbe dovuto/potuto assumere un significato quasi simbolico.
Un pretesto artificioso ma necessario nell’ottica generale di un romanzo che poteva assumere un respiro più ampio nell’affrontare temi importanti come quelli della solitudine dell’uomo (anche per l’essere stato “abbandonato da Dio”) e della difficoltà nel vivere i rapporti interpersonali. Tutto questo pur rimanendo sostanzialmente un’opera di narrativa. Invece, la mia impressione è che tutte queste potenzialità si perdano in una disperata corsa verso un finale troppo scontato e che lascia troppe caratterizzazioni in sospeso, troppi dolori privati da tirare fuori, troppe colpe da espiare.
Credo che a questo romanzo manchino almeno 100 pagine.
Le pagine perfette in questo libro ci sono. Quando, ad esempio, si parla di sesso o quando è Dio a fare capolino nella disperazione dei pensieri degli uomini. Ma nonostante questi picchi pregevoli, un pizzico di delusione resta.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
stefano (03-08-2005) decisamente un buon libro.
lo stile scorrevole ed il dosaggio sapiente dei particolari decisivi rendono molto godibile questo racconto. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
guido (22-07-2005) Mi ha colpito molto lo stile pulito e scorrevole di questo autore e la sua straordinaria facilità espressiva. La storia non è gran che ma la lettura resta molto piacevole. I personaggi sono ben caratterizzati. Un' opera matura. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
oro oroccuzzo@katamail.com (06-07-2005) ‘La verità bugiarda’ credo che sia il libro di una fase di passaggio di Montanari, anzi che sia già dall’altra parte! La sua scrittura è cambiata, si è alleggerita e pulita, ma sembra non sia solo una questione di limatura di stile, è lui che è cambiato e ho avuto come l’impressione che questo cambiamento sconcerti lo scrittore per primo! Che aver assecondato il mutamento gli abbia creato delle insicurezze, che abbia paura di indagare nuove paure, avendo ormai fatto l’abitudine alle vecchie.
Mi è piaciuto questo libro, proprio per questa sensazione che mi ha data, Montanari non è più solo 'giovane di belle speranze'! Bella l’idea dei titoli ai capitoli, bello il passare alla prima persona quando il protagonista è molto coinvolto in emozione, mentre la vive, ( il racconto accurato del fare l'amore di Chris, ti prende come lui prende Stefania ! ), belli i corsivi dell’assassino che è in noi.
La nascita che doveva esserci, quella impossibile di 'Un bacio al mondo', c’è stata!
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Giacomo giacomolore@yahoo.com (24-06-2005) E' il primo libro di Montanari che leggo e devo dire che l'ho trovato ottimo. I personaggi sono verosimili, i dialoghi sono profondi e ricchi di sfumature interessanti, l'ambientazione è perfetta. Il finale può anche sembrare scontato ma a me è piaciuto. L'unica nota stonata, se la vogliamo chiamare così, è l'inserimento dell'omicidio politico, che poco o nulla c'entra con la storia. In generale comunque è davvero un ottimo romanzo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Vincenzo Conti visconte@tin.it (15-06-2005) Perfetto quasi in tutto.
Un autore di cui si dovrebbe parlare di più, a mio modesto avviso.
Molto belli anche La perfezione e Chiudi gli occhi, usciti negli anni passati.
Non è un giallo, scrittura molto più intrigante e personaggi ambigui.
Ho speso bene i miei soldi, diversamente da altri acquisti fatti quest'anno nella narrativa italiana. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
lenny (07-06-2005) mediocre. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Paolo Vellari pvello@libero.it (01-06-2005) Questo bellissimo romanzo continua la produzione dell'autore per Baldini, iniziata nel 2001 sotto il segno di uno stile più maturo e meno "borgesiano" o buzzatiano rispetto ai romanzi brevi degli anni '90 e ai pur splendidi racconti di "Un bacio al mondo". Montanari cattura più fette di vita e di realtà rispetto al gusto che aveva per la trama astratta, geometrica. E' impressionante il piacere di lettura che il libro regala: le tematiche possono essere condivise o no, ma si arriva sparati alla fine, abbarbicati alla pagina, e scusate se è poco per romanzi che non hanno in nessun modo la struttura a enigma del giallo classico. La tensione sta tutta nei rapporti drammatici fra i personaggi e nelle grandi verità che l'autore dissemina quasi con modestia. Lo consiglio a tutti, come pure i precedenti "Chiudi gli occhi", "Il buio divora la strada" e "Che cosa hai fatto" (questo solo per lettori dai nervi d'acciaio e dalla morale molto elastica). Voto: 5 / 5 |  |  |  |
patroclo m.patrone@banklenz.de (29-05-2005) una cosetta. Insomma, vuole Ammanitare, cioé mischiare thriller e cronaca italiana, senza avere le capacitá di Ammaniti.
Si legge bene, perché no, ma é artificioso, i personaggi sono come sclerotizzati nella loro superficialitá, a un certo punto - come se lo scrittore sperasse di far scandalo - fa pure uccidere Berlusconi, cosa che nell´economia del romanzo c´entra poco e nulla.
Pretestuosa anche la nazionalitá tedesca del protagonista, per come ne viene esplorata la personalitá, poteva anche essere samoano o danese.
Insomma: disimpegno da spiaggia. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
claudio campestriclaudio@hotmail.com (25-05-2005) Non dico di essere deluso ma visto che ho letto anche le altre opere dell'autore posso dire con certezza che in alcuni momenti ci sono troppe situazioni o anche tratti caratteriali e fisici di alcuni personaggi che francamente risultano un po' ripetitivi. Certo i neofiti di Montanari saranno invece giustamente entusiasti. Poi trovo strano che anche in questa occasione venga premuto l'acceleratore sui momenti truculenti (non vorrei però passare come moralista) mentre per quanto riguarda il sesso c'e' sempre una sensazione di incompiutezza un po' come accade in tv, manca cioe' un pizzico di morbosità (il gusto del piacere) essenziale per rendere tutto anche più credibile. Che sia una caratteristica legata a questo particolare genere letterario, dove si tende sempre ad un erotismo sado-chic vagamente algido e sofisticato? Viene poi il sospetto che l'omicidio politico sappia un po' di manovra pubblicitaria (sembra con scarsi risultati di esposizione mediatica) visto il polverone alzatosi in Germania l'anno scorso per un caso analogo (da noi però non se ne è parlato molto) il cui protagonista era Schroeder e che è costato al testo in questione addirittura il rogo a causa del fatto che il "tiranno" è stato più volte oggetto di sconsiderati tentativi di emulazione (a quanto pare qualcosa di più che un trepiede). L'aspetto romantico del protagonista non convince e risulta vagamente posticcio, per non parlare della sua timida bisessualità non sfruttata a dovere per giungere a situazioni eccitanti o anche solo interessanti.
La carrambata del finale è imbarazzante, ma incrdibilmente l'autore riesce a non farsene travolgere e a salvarsi in corner.
Ciò che in conclusione promuove il libro sono gli aspetti classici del thriller (i delitti compiuti come riti sacrificali, l'assassino che dialoga o si paragona con dio, l'ambiguità di ambienti e personaggi) e il gioco di specchi (questo sì è originale) tra verità e menzogna, che anzichè contrapporsi inutilmente finiscono col mescolarsi dando vita ad un ibrido inquietante. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Albys braveheart1966@libero.it (17-05-2005) Grande scrittore, Montanari. Adoro le location che sceglie per i suoi romanzi, la Padania vera, con le sue contraddizioni e i suoi problemi: Il lago d'Iseo con la gente bergamasca molto meno azzurra dell'acqua, Milano e i suoi grigi "colori". Apprezzo al massimo il suo stile narrativo e il suo linguaggio, così moderni, stuzzicanti, variegati. Amo, infine, quel continuo giocare fra amore, sesso, morte, cattiveria, redenzione. Montanari gioca le sue partite con personaggi che spaccano le pagine e si affiancano al lettore in una sorta di amichevole uscita fra amici. Ci si trova a casa, con lui e con loro, e le pagine volano che è un piacere. Come Chiudi gli occhi, anche questo La verità bugiarda non è un thriller, non è un noir puro, non è esattamente classificabile (ma serve?). E', semplicementeincredibilmente, un ROMANZO. Che mischia un po' i generi come dovrebbero fare le crime story moderne (che Montanari cita nel corso della storia). Crime story, perchè il vero Crimine è l'Uomo, con le sue incongruenze, le sue debolezze, le sue solitudini. La prima metà del libro è accattivante, quasi perfetta. Nostalgia, un pizzico di malinconia e di tristezza, ormoni in eruzione continua, l'ombra del male dietro la porta. La porta... bisognerebbe scrivere una recensione solo sulle porte di Montanari. Di quella casa strana, una villa a Milano, dove esse sono violate di continuo, in un gioco di "chissà chi è, ora" che fa anche sorridere al pensiero di quanto si deve essere divertito l'autore. Nella seconda parte del libro emergono alcune magagne: qualche forzatura nella storia (l'evento di Piazza della Scala, oltre che ultimamente abusato, mi pare inserito in modo un po' troppo gratuito), e in generale una parte "gialla" non propriamente scevra da semplificazioni eccessive. Il colpo di scena finale, poi, è un po' telefonato. Nonostante questo, il libro è assolutamente da leggere, perchè ci sono dei passaggi che sono davvero meravigliosi. Frasi, situazioni, riflessioni, monologhi interiori (grandissimi!) che segnano le pagine. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Ceia ceiaceia@aliceposta.it (13-05-2005) La verità Bugiarda, come Chiudi gli Occhi, non è un thriller in senso classico, manca una trama “importante”, quella storia misteriosa o terribilmente violenta o sviluppata magistralmente. Gli eventi accadono in modo affrettato e non sempre c’è la dovuta spiegazione, razionale o meno, che ci si aspetta in questo genere letterario. Detto ciò.Raul Montanari confeziona un romanzo drammatico-psicologico che reca in sé pagine di una bellezza senza fine. Costruisce personaggi che escono fuori dalla pagina, personaggi complessi, ambigui, malinconici, sofferenti. Gli costruisce intorno una casa, complessa, ambigua, malinconica e sofferente. E la posiziona in una città – Milano – complessa, ambig… ecc. ecc. che è perfettamente inserita nel mondo attuale, nella nostra Italia in balia degli stranieri, in balia dei telegiornali e del timore di Dio. Sì, Dio. Un Dio che… beh… “Spesso Dio dimentica persino di essere Dio”. Il protagonista è terribilmente VERO nella sua malinconia e nel suo passato doloroso. Lo è perché è un uomo che sente il “richiamo della foresta” e non riesce a sottrarsene come (forse) vorrebbe. Lo è perché ha paura di amare e perché, come tutti, finisce con l’accontentarsi. Che poi, non so, magari ha ragione lui. E’ un uomo sensibile, anche se sa essere cinico e cattivo. C'è da dire anche che la verità Bugiarda si legge in tre giorni perché la sua prosa, il suo stile, sembra fatto apposta per esser divorato. Divorato con gli occhi, con il cuore, con la mente. Ha uno stile particolare, lui. A partire da quella sorta di “sommario” che mette all’inizio di ogni capitolo. Delizioso. E poi ha una capacità grandiosa: quella di passare dalla terza persona alla prima quasi durante la stessa frase, senza risultare confusionario. Addirittura trasformando i pensieri del protagonista in un vero e proprio modo di raccontare a parte. Ecco. Montanari ha uno stile ben definito, originale, ma perfettamente leggibile e comprensibile da tutti. Pasticcia anche un po’ con i tempi narrativi, ma lo fa in un modo delizioso… Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Francesco Raiola franra2002@libero.it (13-05-2005) "La verità bugiarda" è un gran libro, che ti colpisce sin dalla bellissima copertina, e ti tiene incollato fino alla fine. Ottimi, come sempre, i dialoghi, i personaggi. Aspettando il prossimo. Fra Voto: 5 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 40 Recensioni 41 - 45
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