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Krauspenhaar Franz - Cattivo sangue | Export manager in un'azienda cartotecnica vicino a Milano, Bruno Bruide ha quarant'anni quando decide di cambiare vita. O forse sono solo le circostanze a spingerlo a diventare un killer al soldo di una misteriosa organizzazione criminale. Approfittando dei viaggi di lavoro in Francia su auto a nolo, esegue le sue missioni. Ma il gioco è fin troppo sporco, e le sorprese non mancheranno. Un "romanzo europeo" dal ritmo adrenalinico, con uno stile asciutto e un umorismo paradossale, composto dallo scrittore milanese autore di "Le cose come stanno", qui alle prese con il suo primo noir.
13 recensioni presenti. Media Voto: 4.15 / 5fata ignorante (18-06-2007) Questo libro è un disastro. La trama è piena di buchi alcuni dei quali giustificati in maniera goffa e forzata. Lo stile è a tratti puerile, pieno di considerazioni banali e precisazioni inutili, umorismo scadente e cinismo talmentte esagerato da raggiungere il patetico. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Giancarlo Tramutoli gtramuto@tiscali.it (14-09-2005) Quando il noir è un felice pretesto per far tramare i fatti con le parole in un lungo delirio esistenzialista. Avvincente. Bruno Bruide è un personaggio a cui ti affezioni. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
GIUSEPPE IANNOZZI iannozzi@hotmail.com (17-07-2005) In “Cattivo Sangue” c’è rabbia, passione, disperazione; c’è un po’ di quel sole dei morenti che Jean Claude Izzo ci ha lasciato, c’è l’ironia feroce che fece nera e di più la verve di Léo Malet, e ci sono quelle latebre che James Ellroy ha messo in luce ne “I miei luoghi oscuri”, ma c’è anche una sana dose di cattiveria spinta al limite estremo d’un cinismo à la Céline. E sì, c’è pure dolcezza, una dolcezza che ha il sapore quasi d’un ricatto, quasi d’un riscatto impossibile, perché per Bruide nessuna redenzione possibile né in cielo né in terra: la dolcezza che Bruide sa è d’una qualità che non si dimentica, come in “Fight Club” di Chuck Palahniuk. Un’abbondante emorragia di schiettezza à la Dürrenmatt domina su ogni sentimento e durezza di Bruno Bruide: così è “Cattivo Sangue” di Franz Krauspenhaar, un noir onesto fino all’ultimo colpo. (Giuseppe Iannozzi) Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Paolo Pastore paolopaoli@fastwebnet.it (27-06-2005) Ottimo libro. Certi passaggi mi hanno ricordato il migliore Houellebecq e il miglior Murakami. Un libro scorrevole, ma che lascia il segno. Assolutamente da leggere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Giorgia rockstar@tiscali.it (18-06-2005) Il libro più noioso che ho letto negli ultimi cinque anni. Poteva esser lungo la metà, sarebbe bastato e avanzato. Inutile. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Mia Hoffmann (10-06-2005) Un criminale improvvisato, un'associazione a delinquere, tre donne innamorate, un vero amico, un giudice, un parente psicotico, la galera, e poi Milano, Parigi, la Germania, l'Olanda.
Per seguire Bruno Bruide - il protagonista di questo suo terzo romanzo - Krauspenhaar ci fa attraversare l'Europa - un'Europa disegnata in "noir" - fino ad arrivare al cuore incandescente di una narrazione dominata da un destino cinico e violento in cui tutto non è come sembra - proprio come accade nel mondo reale, se solo avessimo la capacità di vederlo dall'esterno.
Le ultime pagine si insinuano fin dentro la coscienza facendo sorgere un dubbio: se spesso è vero che "si raccoglie ciò che si semina", non è da escludere che intraprendendo "la via del male" si diventi persone migliori.
Romanzo da leggere e conservare. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Pamela Canali pamelacanali@virgilio.it (10-06-2005) Questo libro mi ha preso, coinvolto, non riuscivo a staccarmi. Dopo averlo finito, non riesco a liberarmene, continuo a pensare al protagonista, a Bruno Bruide, a cui sono ormai affezionata, per le scelte sbagliate, per i suoi pentimenti, per la sua ricerca, per il desiderio di morte e felicità contraddittori e coesistenti.
Bruno è un uomo apparentemente normale, solo, senza affetti, privo di rapporti significativi. Logica conseguenza del suo isolamento, di cui lui non ha una chiara coscienza, è lo scivolamento in una lucida follia: per Bruno gli altri, le persone, cessano di essere persone e possono quindi diventare bersagli. Deve toccare il fondo, il protagonista, per poter risalire, per poter sentire la necessità degli affetti e trovare il coraggio di ammettere, prima di tutto con se stesso, il bisogno di ricercare la donna che ha sempre amato. Ho trovato bellissimo il personaggio di Paola, che accetta il ritorno di Bruno anche se è stato un killer, ormai braccato da polizia e altri malavitosi, accetta di mettere a rischio anche la propria vita, accetta l’amore senza condizioni.
Bruno commette in continuazione degli errori, nella sua carriera di killer. Li attribuisce alla sua impulsività, al suo carattere, ma è invece in questo modo che la sua parte sana si manifesta, violentemente, per imporsi sulla follia, anche a costo della libertà e della sua stessa vita. Per tutto il libro, tra inseguimenti, fughe, personaggi che indossano diverse maschere, Bruno è alla disperata ricerca della verità, la verità delle persone con cui interagisce, che hanno sempre comportamenti ambigui, ma soprattutto la propria.
La scrittura è bellissima e i personaggi, in modo particolare le donne, donne disposte ad innamorarsi di un killer professionista, affascinanti.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
anna setari (07-06-2005) Ci si appassiona subito alla storia, fin dalle prime righe, e il libro si legge poi tutto difilato: non permette al lettore di staccarsi dalle sue pagine, a causa del ritmo serrato della narrazione e dei molti colpi di scena e sorprese che riserva e che riguardano sia la storia narrata, sia la struttura stessa del romanzo.
Il protagonista, il killer, è anche l'io narrante.
Questo fa sì che la sua narrazione, pur cercando l'asciuttezza della descrizione esatta fin nei dettagli degli accadimenti, sia essenzialmente una visione soggettiva, parziale: una ricostruzione, a volte persino forse onirica, delle vicende rivissute nel racconto.
Il killer si racconta e nello stesso tempo rivive momento per momento, come in un film, le fasi del suo viaggio e della sua ricerca di salvezza. Questo conferisce ai molti momenti di azione una sorta di immediatezza appassionata, che avvince il lettore, lo coinvolge emotivamente e, mettendolo in una situazione di complicità col protagonista, anche lo intriga profondamente.
E poi c'è il piacere del linguaggio in cui il romanzo è scritto. È un linguaggio ricco di invenzione e di un umorismo paradossale, amaro, rabbioso e divertentissimo; ma anche capace, nello stesso tempo, di esprimere il disagio profondo del protagonista che, cercando la propria salvezza fisica e il capo di un'ingarbugliata matassa, si accorge di cercare confusamente, smarritamente, anche qualcosa che riguarda la sua personale origine, e una salvezza più alta e profonda.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Alessandro Angeli angelibussini@hotmail.com (07-06-2005) Cattivo sangue è un libro eccezionale, che mi ha tenuto attaccato alle pagine per due giorni di fila. Il protagonista è affascinante, un cattivo dalla personalità complessa. Mi è piaciuto tutto, il libro, ma specialmente la seconda parte, nella quale Bruno fa questa specie di viaggio ipnotico alla ricerca di se stesso e delle sue radici. L'ho trovato anche un libro sempre sul filo, una specie di gioco di equilibrismo dello scrittore, di cui spero di leggere presto un nuovo romanzo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Gianmaria gmpastore@hotmail.com (07-06-2005) Bando alle ipocrisie! Il protagonista di Cattivo Sangue ha tutte le stimmate dell’eroe - o antieroe - occidentale contemporaneo: metropolitano, piccolo borghese, cinico quanto basta ma mai a buon mercato, irriducibilmente sarcastico, fondamentalmente onesto, sognatore ultra disilluso quanto pervicacemente ottimista nei recessi più reconditi dell’animo.
Krauspenhaar ha tentato di riassumere un prototipo del proprio tempo senza cederlo alla deriva della disperazione, disinnescandola, anzi, grazie a un epilogo surreale e dal ritmo convulso e stroboscopico. Un lavoro bello e interessante.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
riccardo ferrazzi rferrazzi@infinito.it (07-06-2005) Frenetico. Il protagonista brucia 400 pagine cercando di reagire a una realtà che ce l'ha con lui, non si sa come, non si sa perché. Anche lui ha commesso il suo peccato originale, e il suo dibattersi come una bestia ferita è la metafora della condizione umana, che non può sfuggire alla morte. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
giovanni (07-06-2005) Un noir eccellente, che va oltre il genere, lo spacca. Bruno Bruide è un personaggio negativo ma il fatto strano è che non puoi non amarlo, e alla fine della lettura ti dispiace tantissimo abbandonarlo. L'autore ha fatto un lavoro superbo in tutti i sensi, anche da un punto di vista lingusitico. Veramente bravo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
maurizio mauro.mineo@transearch.it (25-05-2005) La prima parte è decisamente intrigante,con un ritmo coinvolgente e sotto certi aspetti originale.La seconda parte potrebbe far parte di un libro di fantascenza,a causa delle banali,astruse,impossibili coincidenze.Sarebbe stato meglio concludere il libro con la prima parte. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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