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Saul John - Voci di mezzanotte | La tragica e improvvisa scomparsa del marito lascia Caroline sola a New York, costretta a crescere due figli di dodici e undici anni, con pochissimo denaro e ancora meno speranze. Ma un giorno Caroline incontra un uomo di successo, sicuro di sé e capace di affascinarla. Tanto da convincerla a spostarsi nel suo spazioso appartamento nel cuore di Manhattan. Per qualche tempo le paure di un futuro incerto, l'ansia di non poter dare abbastanza ai figli si placano... finché non cominciano a sussurrare le voci di Mezzanotte e la vita della donna non sprofonderà nel terrore.
6 recensioni presenti. Media Voto: 3.16 / 5maurizio crispi maurizio.crispi@gmail.com (29-01-2006) Questo è il terzo romanzo di Saul che mi capita per le mani, dopo "Creature" e "I cacciatori del sottosuolo".La mia impressione è che siano dei libri godibili ed intriganti: non mi spiegherei in modo diverso il fatto di avere letto i tre più facilmente disponibili. Tuttavia, benchè la trama sia ben orchestrata ed i personaggi costruiti con credibilità psicologica, vi è sempre qualcosa che sfugge e lascia lievemente delusi (che, come comune denominatore stilistico, si ritrova nei diversi romanzi che già conosco). Si tratta d'una discrepanza tra la "lentezza" della trama nei primi due terzi del romanzo (e della sua organizzazione in un lento crescendo che fa intuire i fatti senza però metterli del tutto a nudo, in modo da esercitare sul lettore un costante stimolo ad andare avanti per scoprire da sé cosa accade, lasciando un ampio spazio per le congetture e le ipotesi) e la precipitosità con cui il plot evolve verso l'ovvia (e rassicurante) conclusione in cui tutto ritorna a posto (ma lasciando il lettore profondamente insoddisfatto, perchè l'autore glissa sulle spiegazioni e sulla definizione degli antefatti). Alla fine rimane così la vaga sensazione d'aver portato a termine un pasto ricco,ma privo di alcuni essenziali condimenti.
Il contenuto della storia offre qualche spunto di riflessione sulla "rivisitazione" d'alcuni stilemi propri della letteratura horror e del suo sottogenere "storie di vampiri" con una contaminazione verso altre tipologie horror (non morti, morti viventi, zombie) ed un'incursione nel terreno dei moderni orrori metropolitani (e nelle tendenze pedofile che allignano nella nostra società). Volendo leggere come metafora il plot narrativo, vi è la rappresentazione drammatica (ma fortunatamente a lieto fine) dell'abuso all'infanzia come fonte di vitalizzazione e di protezione dalla pervasità di thanatos, ma anche del commercio clandestino di organi (magari prelevati da bambini) da destinare al trapianto d'organo a favore di ricchi committenti, disposti a tutto per prolungare la propria vita. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
pam (20-09-2005) Ma sì... non male.. carino, critto bene, si legge veloce, peccato però che effettivamnete si capisca quasi tutto fin dall'inizio. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
irma bellepagine@libero.it (25-07-2005) Il libro nell'insieme è molto scorrevole ma si capisce subito che si parla di vampiri o cose del genere; sarebbe stato molto più interessante se il male fosse incarnato dal palazzo stesso e non da chi lo abita. Il finale è banale sarebbe avrebbe avuto più senso scrivere la storia di queste persone dalla transilvania all'America. Non scendo sotto al 2 di voto perchè comunque si porta a termine la lettura. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Pleiade Mauro pleiadem@libero.it (18-07-2005)
Secondo me un vero horror deve contenere un fondo
di verosimiglianza e una certa dose, conseguenziale, di credibilità.
Questo Saul scrive bene ed in modo scorrevole, ma le promesse misteriose che appaiono tra le righe dei primi capitoli, sono, infine, disilluse da un banalissimo finale con vampiri assortiti, che sono causa di tutto e soprattutto del tempo inutilmente atteso dal lettore in epifanica risoluzione di un libro che prometteva ben altro.
Per gli amanti del genere possono pure tradurre l'opera omnia di questo Saul.
Per me..... Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Standbyme Standbyme@ticino.com (08-07-2005) Che John Saul sia un maestro del genere horror, unitamente a pochissimi altri scrittori, è fuori dubbio. Basta leggere “Gioco crudele” (nonostante siano trascorsi parecchi anni ho ancora i brividi nel ricordarlo), “I misteri di Blackstone” “L’incubo della luna d’agosto” e il recente “I cacciatori del sottosuolo” per rendersene conto. Che in Italia si pubblichino con il contagocce i suoi libri è altrettanto vero mentre si dà stranamente credito ad autori molto meno bravi di lui. Su questi due aspetti non posso che concordare con Luna. Non sono però del tutto consenziente ad assegnare il massimo voto a questo libro. La storia è interessante ma si intuisce fin dalle prime pagine come si svilupperà la trama e questo, credetemi, toglie molta suspence alla lettura. Sarà perché tutto ricorda il magistrale “Rosemary’s baby” di Ira Levin (ecco un altro Autore con la “A” maiuscola) da cui Roman Polasky ha tratto alla fine degli anni ’60 l’omonimo stupendo film interpretato da una giovanissima Mia Farrow. Ecco “Voci di mezzanotte” è troppo simile al libro di Levin ed è quindi troppo prevedibile. Anche i luogo dove si svolgono i fatti: qui siamo al “Rockwell”, lì la storia è ambientata nel mitico “Dakota.” Buona la prosa, personaggi ben caratterizzati anche se non sono riuscito ad affezionarmici, finale originale con questo vago accenno, anche se non menzionato direttamente, a Dracula. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Luna (02-06-2005) Io l'ho letto in inglese, perché non ce la facevo più ad aspettare. Questo é il miglior autore horror in assoluto, ma anche quello meno tradotto in italia! Veramente bello, cupo, spaventoso...
Anche gli altri suoi libri sono potentissimi, ma quasi tutti introvabili... sarebbe ora che qualcuno li ristampasse! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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