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Montanari Raul - Chiudi gli occhi | Un paese sonnecchia sulle rive di un lago del Norditalia, apparentemente tranquillo, in realtà percorso da silenziosi rancori, conflitti razziali, debolezze inconfessabili, e su tutto e dappertutto il sesso con la sua potenza sottile e distruttiva, estrema risorsa per dare un senso a vite annoiate. Ma questo sonno illusorio culla anche l'incubo di un delitto avvenuto tredici anni prima: lo stupro e l'assassinio di una ragazza innocente. E la quiete si spezza quando nel paese ritorna Andrea, che all'epoca era stato considerato colpevole di quell'infamia.
17 recensioni presenti. Media Voto: 4.64 / 5evi (10-09-2010) davvero bello! mi ha tenuto compagnia l'estate... articolato sapientemente... molto coinvolgente.. scorrevole alla lettura.. piacevole.. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Dave (15-04-2010) Bello bello bello. L'ho letto quattro anni fa e ne ricordo ancora l'atmosfera ed i personaggi.
Un libro da leggere! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Paganelli Patrizia (06-10-2008)
Un romanzo corale, che è uno spaccato della società odierna di cui mostra i conflitti. Un paese sulle rive del lago, teatro di antichi rancori e drammi vissuti, ma soffocati dalla routine di una scontata quotidianità. Il ritorno di un uomo incolpato dell’omicidio di una giovane donna, accaduto tredici anni prima , risveglia nella coscienza di molti il ricordo, trasformandolo in un costante presente sul quale aleggia la morte. Una ricerca della verità che si svelerà solo alla fine in una crescente tensione, lasciando al protagonista la possibilità di riscattare il proprio passato e ricominciare una nuova vita.
Un romanzo intenso, a tratti malinconico, i cui personaggi sono descritti con le loro debolezze , passioni, drammi, miserie che li rendono ancora più veri mostrando le più recondite pulsioni dell’animo umano.
Il lago fa da sfondo alla vicenda con le sue foschie, luci e suggestioni in perfetta sintonia con gli eventi narrati.
Una lettura che appaga non solo per la trama e la suspance , ma soprattutto per le considerazioni e i pensieri dei protagonisti che esprimono una profonda riflessione sul senso dell’esistenza e sui suoi valori.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Giulia giuliacorradi1979@libero.it (13-06-2006) Questo è un romanzo che si presenta come un "noir", quindi un libro di genere, ma che, come ogni buon libro, esula dal suo genere e ne abbraccia altri, diventando un'opera di più ampio respiro. Devo infatti notare che gli elementi noir sono i meno efficaci ed interessanti, in un'opera che invece è un bell'affresco sociale, un romanzo corale, una spietata analisi del male quotidiano, una discesa nell'animo umano, nelle sue abiezioni e nei momenti più puri. Il libro si legge velocemente, grazie ad uno stile efficace che ti catapulta in mezzo al paese, dentro alle persone, dialogando con loro e vedendo tutto da ogni punto di vista. La trama non è originalissima, qua e là ci sono delle cadute, dei momenti poco perfetti, delle situazioni stereotipate, a volte troppe botte e troppo sesso , per cui non mi sento di dargli il massimo. Tuttavia ha creato dei bellissimi personaggi; vale la pena leggerlo, io sicuramente lo farò ancora. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Nicola (01-03-2006) Un romanzo corale che è anche uno splendido spaccato di vita quotidiana. La trama di per se non è neppure formidabile ma la scrittura di Montanari, il suo caratterizzare i personaggi indagando nelle loro emozioni più nascoste, valgono da sole il piacere della lettura. Magnifiche la descrizione dei problemi di alimentazione di Dora e l’omelia di don Alfio, sicuramente, insieme ad Anna, il personaggio più suggestivo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Andrea72 (30-10-2005) Un affresco di vita, di provincia talmente intenso da rimanere impresso nella mia mente come un quadro da cui non riesci staccare lo sguardo, e da cui pure il ricordo non riesce a staccare le sue emozioni.E' scritto in maniera diretta, semplice e mai banale, come se le parole fossero gocce di un fiume che scivola dolcemente nel suo letto senza che una sola pietra ne ostacoli mai il cammino.
Uno stile che alterna la prima e la terza persona senza preavviso, rimbalzando da un personaggio all'altro, senza che si possa prendere mai un attimo di respiro. Tutti personaggi bellissimi, caratterizzati in modo personale ed originale, attraverso la forma pensiero che entra in ognuno di loro con personalità e grande sensibilità.Credo la si debba avere per poter dar voce ai pensieri di una ragazzina in maniera così efficace, per poter masturbare un prete nei pensieri e con le immagini senza fargli perdere la sua identità agli occhi di chi legge ( anche se questa si è persa per sempre dentro di lui ), per entrare nella testa di un uomo che ha chiuso il passato in una scatola e che la sta riaprendo come si riapre un taglio ancora vivo.I piccoli accenni agli inizi di ogni capitolo, ad esaudire richieste e a moltiplicare tensione, li ho letti sempre con molta curiosità, come se fossero una piccola mano il cui mignolo mi conduceva oltre il cammino.Storia esistenziale, che parla di sentimenti, in cui il thrilling comincia a prendere sostanza da un certo punto in avanti, una tensione palpabile fatta di piccoli momenti e che esplode nelle pagine finali in modo dirompente, con finali che si sommano ad altri finali, fino all'ultimo catartico sfregio che sfocia in un pianto liberatorio, esaustivo e completo, che si asciuga in un ultima carezza, si rialza insieme a quella bici e guarda fuori dal finestrino l'orizzonte di un mondo ancora da vivere, da descrivere, di cui temere la grandezza ma da cui si può trovare conforto.DA LEGGERE! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
fedcap@katamail.com (26-09-2005) In Chiudi gli occhi si sente l’aria - il vento - e l’acqua - il lago, la pioggia, le lacrime - Aria e Acqua sono personaggi. Il movimento è a passo d’uomo, c’è molta natura, matrigna e patrigna! La storia è quella di un ritorno. La soluzione del mistero è il percorso vero del tornare, il protagonista fa poco per arrivare alla soluzione: mette in moto Nemesi e lei pensa a tutto! Andrea: bello e impossibile o meglio, impossibile resistergli! Capace di azioni e parole. La pelle liscia da pellerossa pare di sentirla sotto i polpastrelli! Esemplare per capire che è più facile soffrire che gioire. Dora: vergine ma non verginale, bambina ma femmina, avvezza ma non assuefatta al dolore del cuore. Don Alfio è IL personaggio! Quello che più mi ha convinta e coinvolta, quello che dovrebbe dar perdono e pace e non sa darsi né pace, né perdono. Magnifica scelta farne il raccontatore di storie! Da rileggere il capitolo del padre nostro e quello della messa con omelia. La voce di Don Alfio supera le parole scritte e arriva parlando alle orecchie di chi ‘lo ascolta’, intrappolandolo al punto di ritrovarsi a dire: ‘Peccato che abbia finito!’. Azzedine: il vero Padre, colui sul quale contare, che si assume la responsabilità, che aiuta e risolve, bella figura di Uomo. Anna, Mater dolorosa, capace di perdono, nella natura delle cose e nel cuore delle persone. Gilberto, capace di vero amore, vittima di un amare incompreso. Werner, incapace di vero amore, vittima di un amare sbagliato. Mauro, il servo del male, senza dubbi, quindi pericoloso. Loris e Gianni, nel male, il riscatto. Barbara, Antonella, Lidia, Ilaria, in funzione di un uomo o degli uomini e più o meno coscienti di questo. Chiudi gli occhi è un romanzo armonico, la risoluzione del ritorno, del delitto, della tensione, arriva nei modi e nel tempo giusto.
E’ un grande quadro pieno di ombre e di luci nel buio, di intensa atmosfera emotiva ed erotica, i personaggi in primo piano delineati con segni efficaci, quelli in secondo con piccoli tratti precisi. Bella lettura. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Mina (26-09-2005) Questo romanzo è grande, grande, grande! Bugiardo incosciente chi dice il contrario. Consiglio di non credere a chi lo critica senza averlo letto: sono solo parole, parole. Ogni personaggio è un grande amore: il prete che è anche un uomo, la ragazza candida come la neve. Se stasera sono qui, è per non perdere l'ultima occasione di descrivere questa città vuota, che l'autore ha colorato adagio con mille coriandoli. Questo libro va letto per farsi un favore; certe cose si fanno! Adesso, l'importante è finire di ripensare alle sensazioni stupende che mi ha dato questa lettura. E poi, non gioco più. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Mekhala Lapàl Pebrah (26-09-2005) Altro che "Chiudi gli occhi": questo è un romanzo da leggere a ciglia immobili sull'attenti e cuore spalancato! Personaggi fantastici anche (soprattutto) nelle loro imperfezioni: dentini storti e coscienze straziate. Ogni stonatura dell'anima è così abilmente orchestrata da diventare un'eccellente sinfonia. Fantastico! L'ho letto perché l'ho trovato in biblioteca; poi ne ho comperate cinque copie: una per me, le altre da regalare agli amici, sicurissima di fare una bella figura. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
kalb-al-akrab (22-09-2005) leggendo un'intervista a questo autore ho letto:
" Non ho in mente però un lettore ideale di riferimento; di sicuro una volta avevo un lettore di riferimento più colto di quello che ho ora. "
Allora, mi chiedo, ha per riferimento un lettore un po' piu imbecille? Desumete il desumibile. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
melissa (04-08-2005) Il libro più bello dell'anno. Letto di un fiato, semplicemente fantastico, lo consiglio a tutti. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Cristiano Tinazzi cristiantinazzi@hotmail.com (29-06-2005) Un romanzo che si svolge nel giro di quattro giorni in un paese sul lago d’Iseo. Lì nasce tutto, lì finisce. Ma questi quattro giorni non sono che l’epilogo di un fatto di sangue che ha scosso la tranquillità di questo paesino tredici anni prima. Lo stupro e l’omicidio di una ragazza. Il presunto assassino viene quasi catturato subito. Additato da tutti come il responsabile dell’efferato gesto, marchiato con il timbro dell’infamia, non riuscirà a scrollarsi di dosso la colpa neanche quando il vero assassino si suiciderà dopo aver sparato ad un poliziotto sul luogo del delitto. Poi l’ostracismo silenzioso da parte di tutti, compreso i parenti più stretti come la madre, porta Andrea Rivolsi ad allontanarsi dal paese per andarsene lontano da tutto e da tutti. Si parla di assassini, ed anche se prove su di lui non vengono trovate, per la comunità lui è colpevole. Dopo la sua partenza tutto sembra ricomporsi. Addirittura si verifica l’‘happy end’, con l’ex ragazza di Andrea che sposa il paralitico poliziotto Werner, rimasto su una sedia a rotelle dopo il tragico epilogo. Ma niente è come sembra. In una atmosfera crepuscolare, in un paese dall’apparente e superficiale tranquillità, qualcosa incomincia ad incresparsi, come il lago diventa nero e increspato quando arriva il cattivo tempo, svelando così la vera natura di quei bravi cittadini della bergamasca. Come ha raccontato Montanari in una recente intervista, il tema della morte è centrale nella sua ispirazione: “Io descrivo continuamente situazioni che o sfociano nella morte o nascono da una morte, in una maniera un pò diversa da quella, in definitiva consolatoria, del giallo classico, in cui alla fine tutto si ricompone, l’ordine si ritrova. Il mio lettore deve accettare in definitiva questa sfida”. E nel romanzo la venuta di Andrea, riapre le ferite e le verità nascoste che per troppo tempo sono rimaste sepolte nella nebbia dell’indifferenza e nel segreto di un confessionale. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Romano De Marco romdema@tin.it (27-06-2005) CHIUDI GLI OCCHI è un esempio limpido di narrativa italiana che pur avendo avuto un buon successo non ha goduto del risalto che avrebbe meritato. In questo romanzo ho trovato la grande voglia di raccontare una storia e il grande talento di saperlo fare con semplicità e con una enorme classe.
Ho conosciuto personaggi nei quali ho potuto ritrovarmi e grazie ai quali ho potuto riflettere. Nelle paure, i sentimenti, le sensazioni della fauna umana del paesino sul lago d’Iseo ho riconosciuto almeno tre aspetti di me stesso. Chi sono, chi vorrei essere, chi ho paura di diventare.
Non credo sia giusto archiviare quest’opera sotto una etichetta specifica tipo noir o giallo.
E’ vita.
Vita presentata in maniera piacevole e appassionante. Per questo tralascio di criticare gi aspetti prettamente “gialli” che non mi hanno completamente convinto ed evito di segnalare quello che in un primo momento mi era sembrato il diverso finale verso il quale la storia si era incanalata.
Non posso giudicare le scelte dell’autore, sindacare i motivi che l’hanno spinto verso determinate direzioni nella realizzazione di questa opera. Posso al massimo dare un giudizio complessivo da lettore sul libro. Bellissimo. Pieno di tensione, malinconia, amore, odio, desiderio, ipocrisia. Insomma pieno di vita.
Montanari è davvero un grande.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Ceia ceiaceia@alice.it (19-06-2005) La conclusione di una storia e di un mistero rimasti in sospeso per 13 anni. Come sapete è ambientato a Lovere, un paese dove non sono mai stata. Ma che per molti versi è simile a dove vivo io. E a dove vivete voi. Chiunque di voi. Un paese segnato dalle falsità, dalle ipocrisie, dal buonismo. Governato dalla legge dell’apparire, a tutti i costi. Non è un vero thriller, o meglio, se visto come un thriller è piuttosto scontato, le parti di azione sono fin troppo sensazionali. E non ce ne sono neanche molte. In realtà, come giustamente ha detto Albys è più una storia “sentimental-drammatica”. Ed è proprio su questo aspetto del libro che mi voglio soffermare. La storia che si racconta, al di là di tutto, è davvero bella. E’ intrigante. Montanari scrive bene, in modo scorrevole, appassionante, curioso. Salta dalla terza alla prima persona senza che te ne renda conto. Che a prima vista può sembrare un pasticcio, ma che a me invece è piaciuto un sacco. E’ come se di colpo fossi catapultato nella testa del personaggio. E i personaggi sono davvero interessanti, e scavati dentro proprio come piace a me. La bella Dora, con i suoi problemi di alimentazione (descritti magnificamente), Don Alfio, un prete che non dimenticherete mai più, e poi Andrea… (mi sono innamorata di lui). E il favoloso Azzedine, il personaggio di spicco tra gli extracomunitari presenti nel paese. Ok, non vi dico altro… altrimenti… Purtroppo faccio una piccola critica, in quanto per me alcune parti del libro sono state liquidate un po’ troppo in fretta, non sono state abbastanza approfondite. Insomma, alla fine mi sono rimaste due o tre domande nella testa… vabè… io sono anche un po’ fissata. Tirando le somme il libro mi è piaciuto. E molto. E leggerò sicuramente altro di suo. Ne ho lette 230 pagine in un giorno... ma chissà per quanto ci penserò ancora. Ah...Un’ultima cosa. Ragazzi ha delle parti sul SESSO davvero grandiose. Quell'Andrea.. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Gigi (06-06-2005) Eccellente! Non è facile riuscire a staccarsene, una scrittura, quella di Montanari, fluida, come fosse musica, la senti nelle orecchie e nel cuore prima che nella mente. Magnifiche, mai volgari e banali le scene umanissime di sesso. Un moderno Conrad sul lago d'Iseo, il cuore di tenebra non è lontano, nel Congo oscuro: è dentro di noi e Montanari sa riportare a galla paure, tensioni e pulsioni sopite grazie alle sue parole indelebili. Ed è solo il suo primo romanzo che leggo! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Albys braveheart1966@libero.it (17-05-2005) "Chiudi gli occhi" è un gran bell'affresco di vita di paese, una storia moderna di amori difficili, di rapporti precari, di sordidi segreti. Un Inno alla povertà morale dell'uomo contemporaneo, stretto fra la necessità di apparire forte e positivo e il bisogno di sentirsi invece fragile e meschino. Un'Elegia del Rancore Sopito che Montanari ambienta nel Bergamasco ma che si adatta ad ogni contesto non metropolitano del Nord. E il bravo scrittore affida spesso questa Elegia al vero protagonista del romanzo, lo splendido Don Alfio, che nel grandioso capitolo dell'omelia domenicale dà un senso all'intero libro. Una bella storia, dicevo; non originalissima, non avvincentissima nella sua componente thriller (peraltro non predominante), ma intrigante e profonda, che per quel tanto che offre può piacere davvero a una grande varietà di lettori. Montanari scrive in modo originale pur senza avere una prosa particolarmente scintillante o fascinosa. Riesce a farlo attraverso un continuo ribaltamento di visuale, con l'io narrante che passa da un personaggio all'altro, dalla prima alla terza persona, anche nella stessa scena. Se questa cosa sulle prime mi era sembrata una libertà forse troppo azzardata, alla fine mi ha convinto. Di certo una soluzione che ha contribuito a creare personaggi davvero interessanti, reali, diversi e significativi. Un ritratto a più colori di ambigui figuri e sensuali silhouette femminili, che si rivela come uno dei punti forti del romanzo. Ognuno saprà trovare il suo personaggio preferito, nella parata sul lungolago lombardo. A me sono piaciuti tutti. Fra le vie e l'acqua di Lovere si dipana una storia di sopita violenza e sesso inquieto. Le pagine di sesso sono eccellenti, davvero ben costruite e scritte da una mente sapiente ed evidentemente attenta ad ogni dettaglio. Molti scrittori dovrebbero andare a scuola di sesso narrato da Montanari: le sue pagine eccitano, intrippano, suggeriscono. E qualche invenzione qua e là (il Club) è geniale. Ci sono pure alcuni difettini, ma rimane un ottimo libro. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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