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Montanari Raul - L' esistenza di dio | Condannato per un delitto di cui è parso fin troppo ansioso di dichiararsi colpevole, Adriano salva in carcere un ragazzo, Bruno, da una violenza sessuale. Ma Bruno non è un detenuto qualsiasi: è il figlio di un boss mafioso. Quando Adriano esce dalla prigione trova Bruno ad aspettarlo, pieno di una riconoscenza che finisce per rivelarsi pericolosa per lui, per i suoi affetti e per tutto il mondo che sta cercando di ricostruire intorno a sé. Cosi Adriano dovrà alla fine affrontare Bruno e mettere in gioco la propria esistenza per salvare quella delle persone che ama. Ambientato in una Milano visionaria, questo thriller psicologico assume le cadenze di una tragedia greca, dove il destino incalza l'eroe costringendolo a scelte drammatiche.
Recensioni 1 - 20 di 23 recensioni presenti. Media Voto: 4.43 / 5Mauri-74 (28-03-2008) Il libro che mi ha fatto conoscere Raul Montanari, secondo mè un grandissimo scrittore...ora me ne mancano un paio e li ho letti tutti. Consigliatissimo, sia questo che tutti gli altri, una certezza!un modo di scrivere unico!grazie Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Nicoletta (20-03-2007) Di questo autore ho letto l'anno scorso chiudi gli occhi che mi era piaciuto abbastanza e quando ho visto in libreria quest'altro romanzo l'ho comprato con piacere, l'ho letto in due giorni tanto è scorrevole, leggero, e scritto in modo semplice ma mi sembra che sia la storia a mancare. Purtroppo lasciate passate alcune settimane devo constatare che non mi è rimasto nulla che non siano immagini stereotipate di personaggi strambi e atmosfere irreali, oltretutto faccio fatica a rammentare la trama. Leggendo gli altri commenti mi chiedo se per apprezzarlo avrei dovuto leggere tutti i suoi libri così da cogliere significati sotterranei che invece mi sono sfuggiti? Oppure si cercano significati sotterranei proprio quando manca la sostanza? Non so se lo consiglierei, per questo il mio voto è 2 su 5. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
stefano (11-12-2006) Nelle pagine di Montanari ritrovo acute riflessioni sulla società di cui faccio parte, in più la trama è molto avvincente e godibilissima. Le pagine scorrono veloci...e spesso si vorrebbe rallentare nella lettura, ma è difficile farlo tanta è la curiosità e il trasporto con cui si VIVE la narrazione.
Ci si trova pienamente coinvolti nella storia e anche una volta chiuso il libro i personaggi così ben definiti rimangono vivi dentro di me.
E' piacevole e fa sentire Montanari molto vicino al lettore ritrovare alcuni elementi che caratterizzano i suoi libri. Ne cito alcuni: la pesca descritta sempre con dovizia di particolari, il fiume. E infine gli scenari sullo sfondo delle storie. Se questa volta è mancato il lago d'Iseo troviamo una nitidissima descrizione di Milano.
Grazie Raul! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Roberta Licursi (15-11-2006) C'è qualcosa che non funziona nel mondo dell'editoria italiano se un autore bravo come Raul Montanari non riesce a sfondare in maniera fragorosa. I suoi libri hanno il pregio di essere leggibili e profondi in uno scenario caotico e inflazionato nel quale si fa a gara per ritagliarsi una originalità stilistica che spesso affonda le proprie basi nel nulla. Chi tira via la punteggiatura, chi le maiuscole, chi scrive in rima, chi per enigmi. E chi ha voglia di leggere un libro divertente e profondo che abbia il sapore della vera letteratura riuscendo ad intrattenere ed appassionare? Io la risposta l'ho trovata, leggo Raul Montanari. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
sigmund (06-07-2006) una sola ombra, quella tirata sulla psicanalisi, anzi contro, benché la condivida pienamente mi chiedo: ma ce n'era proprio bisogno? era così utile alla storia? è stato l'unico momento in cui mi sono annoiato, ciò non toglie che montanari si becca 5. Se un dio esiste, questo libro gli renderà giustizia. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Greta gretel68@virgilio.it (22-06-2006) Mettiamola così: se qualcuno mi avesse regalato questo libro, togliendo il nome dell’autore con la sfida all’ “indovina chi”, io a pagina dieci circa avrei risposto. Raul Montanari, giocandoci pure dei soldi.
E’ una sicurezza questa.
Come una coperta che tiene caldo, è una consolazione, perché quando di un autore hai letto tutto o quasi (compresi articoli, scritti nel forum, interviste partecipazioni tv etc. etc.) è con una strana forma di autocompiacimento che scorri il suo ultimo libro con velocità e beatitudine. Come se il fatto che “anche questo” ti sia piaciuto, fosse un merito del lettore che ha saputo scegliere l’autore giusto, quello che non delude.
Insomma se questo libro mi è piaciuto è merito mio no?
A parte le divagazioni personali, potrei scrivere qualcosa come dieci pagine in word solo per parlare di quel dio che forse c’è o forse no e che ricorre così spesso nei lavori e nei discorsi di Raul Montanari. Ma siccome io faccio parte di quella fetta d’umanità che ha deciso di non affrontare il problema….lo accantono pure qui.
Vorrei soffermarmi invece sull’enorme spirito di espiazione che avvolge il protagonista.
Adriano è noi, è la parte di noi che ha bisogno di crederci, è chiunque voglia il bene degli altri arrivando ad annullarsi per una strana forma di masochismo e di amore eccessivo.
Adriano mi è piaciuto, la storia pure, dio anche.
L’amicizia, forte e salda anche nel dubbio è stata tracciata bene e senza cadute di tono. Naturalmente ha descritto meglio l’amicizia fra Adriano e Carlo (anche perché Adriano è il protagonista) ma è stata svelata anche se non approfondita quella tra Federica e Bianca.
Lo stile è il suo: per chi lo ama è uno scorrere felice fino all’ultima sillaba, anche se si tratta di un noir, senza troppi fronzoli in mezzo e posso dire senza ombra di dubbio che ad ogni libro questo stile si rafforza sempre di più. Lo senti quando l’autore è “sicuro” nel suo incalzare e anche quando è sincero e mai forzato..
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Vincenzo Altamura vincenzo.altamura@fastwebnet.it (13-06-2006) Nell’ “Esistenza di dio” Raul Montanari ci conduce in un viaggio fantastico osservando gli avvenimenti dietro i vetri: talora apparentemente limpidi, poi deformanti, appannati, smerigliati, gocciolanti, imbrattati, infine lucidi a specchio. Allora il vetro ci rimanda la nostra figura: l’Oudeis omerico che non possiamo fissare. Intuiamo tuttavia che quello zero è la cifra chiave, la benda che ricopre il viso di Ananke. Una schiera di automi instancabili, pagina dopo pagina, solleva Dio dalla fortezza vuota, e lo stende sulle case e sulle chiese, sulle strade aride e sulle finestre vigili: siamo così in basso che non possiamo vedere.
Bravo Raul, bravo elevato a una potenza che è soltanto nello spirito di chi ti sappia leggere Voto: 5 / 5 |  |  |  |
martina cossia castiglioni (04-06-2006) Di recente Raul Montanari si è definito un «sacerdote delle storie». Uno dei bisogni primari dell'uomo è per lui quello di RACCONTARE, e Raul si considera essenzialmente un narratore, un costruttore di trame, un autore al servizio delle storie. I suoi romanzi hanno sempre trame forti, vicende ben costruite che trascinano il lettore e gli fanno divorare i suoi libri in un paio di giorni. Eppure più romanzi leggo di Raul più mi convinco che la loro forza sta soprattutto nella scrittura, nello stile. Certo ne «L'esistenza di Dio» la trama è importante, ed è importante, più che mai, la figura del protagonista. Ma nel leggere io mi sono fatta incantare dalle descrizioni - quelle di Milano, ma anche quelle dell'«anima» dei personaggi – dall'abilità che ha Raul di usare il linguaggio, dal suo stile semplice ma nello stesso tempo ricchissimo. Bello l'incipit, bello il brano su Milano e il «sono tornato», bella perché molto vera la notte d'amore con Federica, bello il capitolo in cui Adriano porta il figlio di lei sul lago.
Ecco, io avrei tolto invece la scena «dell'orgia», che nei libri di Raul non manca quasi mai ma che in questo romanzo, secondo me, è superflua. O il capitolo sulla psicoanalisi che, Raul perdonami, ho trovato un po' banale. Ma per il resto «L'esistenza di Dio» mi è molto piaciuto, l'ho trovato più maturo di «La verità bugiarda». Insomma, un romanzo da consigliare assolutamente. E poi, spero che venga il giorno in cui Raul parlerà di sé più come di uno SCRITTORE che di un Narratore. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Maurizio D'Ambrosio (25-05-2006) Consigliato da una mia amica, sua grande estimatrice. Divorato in due giorni.
Non avevo mai letto Raul Montanari, adesso sono fermamente intenzionato ad approfondire questa piacevole conoscenza recuperando altre sue cose.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Giorgio Vitali (23-05-2006) Straordinario.
Il tizio con il nome da arabo che si atteggia a conoscitore di Dostoevskij deve aver letto solo l'intervista a cui fa riferimento... Probabilmente Montanari deve avergli soffiato la ragazza, visto che anche in un'altra occasione aveva infierito in questa maniera gratuita nei confronti dell'autore milanese.
Il più bel romanzo italiano che mi sia capitato di leggere negli ultimi 10 anni (e ne ho letti tanti...).
Più maturo rispetto all'ultimo LA VERITA' BUGIARDA, meno roboante, meno compiaciuto, più intimista.
Complimenti. Continui così Raul e se ne infischi dei delatori. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Marino (20-05-2006) A ogni nuovo libro Montanari lascia il segno. Avvincente e denso di spunti di riflessione come sempre, questo autore ha fatto di nuovo centro. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
marica pdmarica@yahoo.it (19-05-2006) Come al solito con Montanari, mentre necessariamente alterni la lettura ai gesti quotidiani di sopravvivenza, è come se stessi per tutto il tempo facendo un viaggio nell’autore, come se lui ti avesse invitato a entrare nelle sue angosce e nei suoi sentimenti con una generosità che è veramente rara, senza ammiccamenti e meccanismi troppo spesso evidenti nella narrativa.
Certo non è per tutti, è materiale pericoloso: è vero che ti regala l’immediato divertimento della rivelazione finale del mistero e dell’intreccio incalzante, ma ti ritrovi a tremare sull’abisso delle tue stesse angosce, dei tuoi stessi sentimenti. Non è per tutti: è per chi HA paura della morte e proprio per questo decide di non far finta che non esista.
Però se avete gli attributi per affrontarlo vi troverete anche a godere di alcune situazioni divertenti, di alcune memorabili descrizioni di tipi umani, di alcune frecciatine eleganti e ben assestate, di alcune autocitazioni che è gratificante riconoscere.
Difficile decidere con quale personaggio identificarsi: sembrano maschere appena abbozzate, ci sono un sacco di riferimenti concreti (problemi di lavoro ed economici, rapporti sentimentali appena accennati, irrisolti, mai cominciati) che sembrano volutamente lasciati cadere. Ho la sensazione a caldo che sia stata una scelta, che il lettore non si identifichi con Bianca o Bruno, Carlo o Federica e neanche con Adriano il protagonista, che il punto di vista del lettore sia un po’ discosto e indifferente, come se fosse lo sguardo di quel Dio citato nel titolo, ripetutamente invocato dai personaggi (sublime la scena del prete in ospedale), ma beffardamente assente nell’intreccio delle loro e delle nostre esistenze.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Ornella Roccuzzo o-roccuzzo@libero.it (19-05-2006) Con la progressione di un percorso di scrittura compiuto e maturo, Raul Montanari ha dato vita al suo libro migliore per profondità psicologica, qualità di scrittura e potenza narrativa. Personaggi che con tratteggio più o meno incisivo, esistono come persone e come simboli nel tempo della tua vita invaso da questa lettura; una storia essenziale che si sviluppa con una trama fitta e piena di spunti e permette allo scrittore di approfondire temi ed emozioni. Uno stile che grazie all'apparente semplicità espressiva consente riflessioni di una profondità inversamente proporzionale e questo per ogni spunto proposto. La scrittura di Montanari genera una lettura che procede, al di la delle intenzioni del lettore, inesorabile come lo scorrere di un fiume. Ancora una volta vieni preso per mano – o sei risucchiato alle caviglie dalla corrente – e ti viene chiesto di aver fiducia in chi scrive, di abbandonarti, con lo stesso abbandono che, calibrato con millimetrico equilibrio, ti regala chi ha scritto: e sei trasportato nel mondo parallelo ricreato da Montanari. Chi mette in dubbio ‘L’esistenza di dio’, non lo ha letto. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
kalb-al-akrab (19-05-2006) ..vogliamo gareggiare con Dostoevskij per caso?Chi si entusiasma forse non sa nulla della Leggenda del Grande Inquisitore.Eravamo gia' tanto avanti ed ora facciamo un passo indietro?
E' persino puerile la distinzione , fatta dall'autore in un'intervista, tra illusione e speranza. Ben piu forte il bacio di Cristo all'inquisitore, molto piu' emozionante.
Questo libro non puo'emozionare se non chi legge solo i contemporanei e scopre l'acqua calda...e l'emozione e' tutta nel titolo accattivante.
Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Chiara Mazzotta (19-05-2006) Titolo azzeccatissimo (copertina pure) per un romanzo dalla scrittura fluida e coinvolgente al servizio di una storia che è un viaggio tra le relazioni umane.
Ogni libro di Montanari ti regala un personaggio che rimane nel cuore. Difficile scegliere in questo caso... Vincenzo, il medico che è il padre (o il Dio) che tutti vorremmo, capace di un amore totale e incondizionato. Bruno, l’amico/nemico, che non riesci a odiare per i suoi piccoli gesti e i suoi grandi discorsi. Federica, una tra le più belle figure femminili dell’autore (anche se Dora di “Chiudi gli occhi” è imbattibile!). Adriano, il protagonista, così vero e terreno eppure sovraumano per la sua costante inclinazione al bene. E tra gli avvenimenti drammatici fioriscono pagine esilaranti, il tutto con una misura assolutamente perfetta.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Vittorio (18-05-2006) Semplicemente stupendo. Una lettura che avvolge, coinvolge, seduce, lontana anni luce dagli esordi cannibalistico-noir dei primi anni novanta. Una prova di maturità e di coerenza.
Perchè Montanari continua ad essere (solo) autore di culto?
P.S. sarebbe il caso di evitare di raccontare le trame nelle recensioni qui su IBS. La trama è già riassunta nella scheda del libro. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Monica D'Ottavio (18-05-2006) Dopo il mezzo passo falso di Che cosa hai fatto Raul Montanari continua a sfornare romanzi strepitosi che riescono a parlare al cuore e alla mente con la stessa impetuosa e convincente forza. Chiudi gli occhi, la verità bugiarda, l'esistenza di dio, di bene in meglio per un autore di culto che meriterebbe un grande successo a livello nazionale. Affascinante il modo in cui racconta la mia adorata/odiata Milano fra le righe di questo suo ultmo imperdibile lavoro. Bravo Montanari, continui pure a regalarci i suoi bellissimi romanzi, noi lettori affezionati non la deluderemo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Gloria (18-05-2006) Ho letto quasi tutto di Montanari ed anche questa volta era difficile staccarsi dal libro prima di averlo terminato.
Notevole la descrizione dei personaggi fin nel loro intimo; coinvolgente all'inverosimile lo svolgimento della storia.
Ci sono intermezzi dove veramente si può "sentire" la voce dell'autore che parla di amore, amicizia, riconoscenza, conflitti personali. I personaggi "vivono" in questo libro e ci trascinano nei loro pensieri, nelle loro storie, nei loro dubbi.
E poi, come già in altri libri di Montanari, ci sono riferimenti a precedenti suoi scritti che creano un intrecciarsi di storie e personaggi davvero notevole.
Da comprare subito e leggere immediatamente!!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Romano De Marco romdema@tin.it (18-05-2006) Un romanzo straordinario nel quale Raul Montanari ha raggiunto l'equilibrio che ad alcune delle sue precedenti opere forse mancava. La cosa che ho maggiormante apprezzato è stata la straordinaria umanità dei personaggi e la compattezza della storia che, questa volta, non deborda di un solo millimetro, consentendo all'autore di quadrare perfettamente il cerchio del suo modo di intendere la letteratura. Montanari riesce a coniugare la fruibilità dell'opera e il piacere della lettura, con la profondità e l'originalità del suo sguardo sul mondo, sulla condizione umana e, soprattutto, sul rapporto fra l'uomo e un dio che non c'è e proprio per questo è quantomai presente nella sua vita.
Adriano, su tutti, è un personaggio tridimensionale, vero, commovente. Bruno, Carlo, Federica, Bianca, sono tutti distanti dalle mere caratterizzazioni secondarie a cui un certo tipo di letteratura italiana contemporanea ci ha abituato, e vivono di una dignità propria, estrema e autonoma, regalando al romanzo molteplici angoli di visuale che lo rendono un'opera dal sapore originale, inedito, estremaente convincente.
Fatta eccezione per CHE COSA HAI FATTO che probabilmente (anzi, sicuramente) merita un discorso a parte nella produzione dell'autore, ritengo L'ESISTENZA DI DIO il miglior romanzo di Raul Montanari. E auspico che oltre allo zoccolo duro dei numerosi affezzionati estimatori, Montanari riesca finalmente con quest'opera a guadagnarsi il grosso riscontro di pubblico che da tempo stra-merita. Ma probabilmente è un tipo di riscontro che non si coniuga facilmente con l'onestà e il coraggio di chi ha scelto di narrare al di fuori delle mode e delle etichette del momento. Un coraggio dimostrato anche nel titolo assolutamente funzionale all'opera e tutt'altro che commerciale come sopra asserito.
Assolutamente consigliato a tutti. Voto: 5 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 23
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