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De Carolis Massimo - Una lettura del «Tractatus» di Wittgenstein |
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Titolo | Una lettura del «Tractatus» di Wittgenstein |
| Autore | De Carolis Massimo | Prezzo Sconto 15%
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€ 12,29
(Prezzo di copertina € 14,46 Risparmio € 2,17)
|  | | Dati | 1999, 223 p. |
| Editore | Cronopio
(collana Tessere) |
Normalmente disponibile per la spedizione entro 3 giorni lavorativi | | 
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Adriano Zanon (23-05-2006) Esistono anche italiano diverse introduzioni o letture del 'Tractatus' di Wittgenstein (W), ma tutte cercano proprio di spiegare gli assunti principali e la struttura di questo mitico libricino pubblicato nel 1922. De Carolis invece afferma subito che una tesi "inverosimile, ha dominato fino ad un decennio fa: che vi fossero cioè un «primo» e un «secondo» W del tutto indipendenti l'uno dall'altro" e che "lo sviluppo successivo dell'opera di W può essere interpretato, coerentemente e per intero, come una progressiva 'appropriazione' dei nodi problematici che erano al fondo del 'Tractatus'". Con "questa prospettiva" si giustifica il fatto che "si sia fatto ricorso alle opere successive per cogliere il senso delle proposizioni del 'Tractatus'". Secondo me l'autore spiega qui troppo poco del secondo W per convincerci facilmente dei suoi pur legittimi pensieri. Il secondo W è infatti sì lo sviluppo del primo, ma nel senso della critica della sua critica, la negazione della negazione: è soprattutto il risultato del serrato confronto con Piero Sraffa, il maggior economista marxista del Novecento, l'amico di Antonio Gramsci, come W stesso ammette. Il legame tra i due intellettuali esuli a Cambridge ha finora interessato solo gli economisti alla ricerca di elementi per ricostruire la biografia intellettuale dell’enigmatico italiano, sul versante filosofico poche e distratte sono state le attenzioni, quasi sdegnose. Si legge ancor oggi W come fosse un pensatore del tutto estraneo al suo tempo, alla faccia proprio della sua biografia. Quando emergeranno tutte le carte si vedrà semplicemente che sia il primo che il secondo W, sono in realtà un unico costante tentativo di dare una composizione, una cucitura alle pezze sfilacciate di un certo pensiero occidentale. Un pensiero che non sa e non vuole parlare di società e di storia, ma non può infine ignorare che “Le parole sono anche atti” (Ricerche filosofiche), anzi “Le parole sono azioni” (Pensieri diversi), meglio ancora “In principio era l’azione” (Goethe, Faust). Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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