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"Ciò che affermo è che questa testimonianza, che viene dopo tante altre e che descrive un abominio del quale potremmo credere che nulla ci è ormai sconosciuto, è tuttavia differente, singolare, unica. (...) Il ragazzo che ci racconta qui la sua storia era un eletto di Dio. Non viveva dal risveglio della sua coscienza che per Dio, nutrito di Talmud, desideroso di essere iniziato alla Cabala, consacrato all'Eterno. Abbiamo mai pensato a questa conseguenza di un orrore meno visibile, meno impressionante di altri abomini, ma tuttavia la peggiore di tutte per noi che possediamo la fede: la morte di Dio in quell'anima di bambino che scopre tutto a un tratto il male assoluto?" (dalla Prefazione di F. Mauriac)
10 recensioni presenti. Media Voto: 4.7 / 5Massimo (11-09-2009) Indimenticabile. E' un libro che può cambiare la vita di chi lo legge, aiutandolo a riflettere su ciò che veramente conta nella propria esistenza. Un enorme grazie a Wiesel. Voto: 5 / 5 |
anna (29-05-2009) a volte ci vuole poco per toccarti il cuore,sarà anche una storia tra mille ma una storia che ti rimane dentro Voto: 5 / 5 |
Riccardo conte43@hotmail.it (09-03-2009) E' una testimonianza di uno degli avvenimenti più tragici della storia, ma nulla di più. Un libro tra mille. Scritto bene, molto coinvolgente, ma quasi aneddotico. Scarse le riflessioni. Piuttosto deludente. Voto: 3 / 5 |
M. T. (08-07-2008) Scritto in modo limpido e lineare, questo racconto tocca le corde del cuore e le fa risuonare di compassione e di orrore. Voto: 5 / 5 |
Claudia (27-02-2008) La vicenda, vissuta dall'autore al tempo un quindicenne come altri, ambientata in una città della Transilvania, anni '40, II guerra mondiale, la vita che trascorre come se nulla fosse, solo in apparenza normale, nonostante gli avvertimenti di un ebreo sopravvissuto ad una fucilazione. Così passano gli anni , poi gli avvenimenti su susseguono rapidamente. Primavera '44: l'arrivo dei tedeschi, la creazione di due ghetti nella città, la deportazione, la separazione dai familiari, la sopravvivenza ad Auschwitz (con il padre)e poi a Buchenwald, infine la liberazione. Nel 1986 Elie Wiesel ha ricevuto il premio Nobel per la pace. ... A volte non servono tante pagine per raccontare la Storia! Voto: 5 / 5 |
Giulia (11-09-2007) libro bellissimo, scritto in modo sincero ed emozionante. trama ke riesce a far riflettere, l'ho divorato in 2 ore... l'ho passato a mio nonno... il giorno dopo l'aveva già finito. sn contenta ke ce l'abbiano assegnato x le vacanze. Voto: 5 / 5 |
Alice (02-11-2006) Ho finito ieri di leggere una versione didattica di questo libro e credo che ne valga la pena di leggerlo pr capire la sofferenza di un bambino di quindici anni nel periodo dello sterminio in cui ogni notte gli pareva dovesse essere l'ultima. Un tema già di per sè molto delicato e toccante sviluppato in modo semplice e molto comprensibile. Vi consiglio di leggerlo, si fa fatica a tenere le lacrime. E' un libro profondo che oltre a commuovere e a ricordare fa anche riflettere. Voto: 4 / 5 |
Chris (27-01-2006) Il tema dell'Olocausto e dello sterminio degli ebrei mi ha sempre toccato profondamente, fin da adolescente. Questo libro, che leggevo già alle scuole medie, lo rileggo ogni anno in occasione della Giornata della Memoria. La vicenda narrata, purtroppo vera, ci fa comprendere quanto sia stata tremenda l'esperienza di vita (o di morte?)in un campo di sterminio. È anche uno dei pochi libri in cui viene narrata la "marcia della morte".
Invito a leggerlo, per riflettere e per non dimenticare. Voto: 5 / 5 |
Cristian (11-11-2005) Io lessi questo libro molti anni fa, quando andavo a scuola, era un libro didattico. L'ho ripreso in questi giorni a distanza di anni... beh, chi si imbatte in questo libro non può far altro che rendersi conto di come questa ferita non si rimarginerà mai, di come l'uomo abbia mostrato la parte più brutta di se. Io voglio sperare che questo libro possa davvero servire a far capire che LA NOTTE, quella più buia, è sempre alle porte.. sta a noi tenerla lontana. Voto: 5 / 5 |
Patrizia Pezzenda (03-07-2002) La Notte,una notte destinata a fare da sfondo alla vita di un giovane ragazzo ebreo che visse la terribile vicenda della deportazione del suo popolo durante la seconda guerra mondiale.
È questa l’ambientazione del libro “La Notte” di Elie Wiesel, nato in Transilvania e deportato prima ad Auschwitz e poi a Buchenwald.Il libro è introdotto da François Mauriac che ci fa comprendere fin dalle prime righe l’unicità di un libro che, per molti versi, si può definire differente da tutte le altre testimonianze della deportazione ebrea.
Questa non è la storia di un ragazzo qualunque, è la storia di un prescelto da Dio che fin dalla sua prima giovinezza decide di dedicare la propria vita allo studio della Cabala, di studiare giorno e notte per seguire e servire il proprio Dio.
Il suo sogno si infrange nel 1944 quando i tedeschi occupano anche il suo villaggio, poi sarà la volta del ghetto e infine l’internamento nel lager.
Ciò che più stupisce nel leggere il libro non è solo l’insieme delle crudeltà alle quali gli ebrei furono sottoposti, ma soprattutto il clima di iniziale inconsapevolezza da parte degli ebrei rispetto a ciò che stava accadendo attorno a loro.
Infatti gli ebrei di Sighet, il paese di Wiesel, erano già stati avvisati della ferocia nazista da un uomo che era scampato per miracolo alla morte e che aveva deciso di salvare i suoi concittadini fornendo loro la testimonianza della sua terribile vicenda personale. Moshé lo Shammàsh, così era chiamato quell’uomo, non fu creduto e fu considerato un pazzo. Non essere creduti fu una delle paure maggiori che i sopravvissuti dovettero affrontare; lo stesso Primo Levi ne parlò nelle sue opere.
Per Moshé non esser creduto fu il motivo per cui decise che vivere fosse superfluo per lui:- Vivere? Non ci tengo più alla vita. Sono solo. Ma sono voluto tornare, e avvertirvi. Ed ecco che nessuno mi ascolta. -
Un libro che ci fa comprendere quindi anche la storia di un popolo che non smise mai di sentirsi pienamente integrato nei luoghi in cui viveva, nonostante le sue differenze religiose.
Un “ottimismo” che accompagna gli ebrei anche dopo l’occupazione tedesca, quando alcuni dissero:- E allora?… eccoli i vostri tedeschi…dove è la loro famosa crudeltà?-.
Tuttavia queste speranze sono destinate a svanire così come i corpi della madre e della sorellina del giovane Wiesel, che lui stesso vede salire in cielo come nubi nere dal forno crematorio.
È nel lager che egli impara l’indifferenza, l’egoismo che spesso spinge i figli ad uccidere i propri genitori semplicemente per sottrarre loro un tozzo di pane. È qui che si rende conto di aver perso la sua fede verso un Dio ancora più indifferente, e perciò ancora più colpevole, degli stessi uomini.
Altri ebrei trovano ancora la forza di pregare nel lager, quando invocano il nome di Dio; al contrario Elie Wiesel sente di non dover alcun ringraziamento a quel Dio che non faceva nulla per salvare i suoi figli, che riusciva a non intervenire nemmeno quando alla forca fu mandato un bambino innocente. In quel momento si sentì dire:- Dove è Dio?- e lui sentì dentro sé che quel Dio non c’era più, che li aveva abbandonati.
Elie riuscì a sopravvivere al lager ma non come uomo fatto di anima e corpo,soltanto come corpo.
Da quella esperienza aveva imparato a pensare solo a se stesso, a sognare cibo e non ideali, a sentirsi addirittura sollevato dalla morte del padre.
Elie aveva perso la sua anima, quella che un tempo lo aveva spinto a seguire la Cabala e ad amare i suoi simili, tanto che guardandosi allo specchio non riuscì a vedere altro che un “cadavere” il cui sguardo non l’avrebbe più lasciato per il resto dei suoi giorni.
“La Notte” è un libro che ognuno di noi dovrebbe leggere per capire quanto un uomo possa morire moralmente senza per questo morire corporalmente, per capire quanto sia importante frenare i propri egoismi affinché non si arrivi a ripetere quanto di più terribile fu commesso nella storia.
Affinché la lunga notte che vissero migliaia di uomini non rimanga vana, ma serva ai giovani per costruire un futuro di luce.
Patrizia Pezzenda.
Voto: 5 / 5 |
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