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Barbacetto Gianni - Il grande vecchio |
| La recensione de L'Indice |
 SILJ, ALESSANDRO, Malpaese
BARBACETTO, GIANNI, Il Grande Vecchio
scheda di Ferraresi, F., L'Indice 1994, n. 9
Chi studia la lunga stagione di violenze, torbidi, tentativi di golpe, stragi, attentati, al cui centro sono stati gli anni della cosiddetta strategia della tensione, ha sempre lamentato gravi difficoltà di documentazione. Da qualche tempo però compaiono dei tentativi di ricostruzione, o delle raccolte di materiali che inducono a sperare non lontano il momento in cui si potrà scrivere una storia non troppo congetturale. I due volumi che qui si presentano sono molto da apprezzare perché si muovono in questa direzione. Barbacetto, giornalista de "Il Mondo" e di "Società civile", intervista alcuni dei magistrati che hanno segnato la storia giudiziaria di questi decenni: Stiz e D'Ambrosio (piazza Fontana); Zorzi (Brescia); Tamburino (Rosa dei Venti); Lombardi, Salvini (attentati liguri, 1973-74); Minna, Nunziata (attentati toscani, 1974); Mancuso (Bologna); Colombo, Turone (P2); Casson (Peteano, Gladio). I ritratti sono vivaci e godibili, e soprattutto fanno emergere delle tremende costanti: lo sgomento dei giovani magistrati che gradualmente si rendono conto di che cosa in realtà fosse, e da che parte stesse, quello Stato di cui si consideravano servitori fedeli; le campagne di odio e delegittimazione montate contro di loro dalla stampa; l'ostilità dell''establishment' politico e giudiziario; la comparsa sistematica fra gli avversari degli stessi personaggi ambigui e nefasti; il senso di sconfitta che induce molti magistrati a chiedere l'assegnazione ad altri incarichi; la determinazione di altri a perseverare nelle indagini. Più ambizioso il tentativo di Silj, già autore di uno studio pionieristico sul terrorismo di sinistra ("Mai più senza fucile", 1977), la cui ricostruzione del "malpaese" prende le mosse dalla legittimazione della criminalità con lo sbarco alleato in Sicilia nel 1946 e il presunto patto con la mafia, e giunge fino a Tangentopoli, passando attraverso tutte le vicende eversive, di destra e di sinistra, il caso Moro, i fondi neri della grande industria, le collusioni con la criminalità organizzata. Sono cinquecento pagine fitte, documentate, angosciose, di cui si consiglia la lettura a chiunque creda che la seconda Repubblica possa costruirsi senza fare davvero chiarezza sui misteri della prima.
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