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Abate Francesco - Il cattivo cronista | Come ci è finito il protagonista di questo romanzo su un letto d'ospedale, delirante di morfina e con braccia e gambe rotte? Lo si saprà avventurandosi all'indietro in un anno della sua esistenza. Lo si saprà seguendo Rodolfo Saporito, Rudy, cronista di nera. Rudy sta al centro della storia: perché è lui, sbruffone ciarliero con carico grosso di vanità, a gestirla con la sua voce la storia, proprio come s'industria o s'illude, nella vita, di gestire e manovrare le persone che gli stanno intorno e i fatti di cronaca che con penna scaltra ri-plasma a suo uso e consumo. Tutt'intorno una giostra di fatti e persone che sono le tante storie e la varia e commovente umanità di questo romanzo.
7 recensioni presenti. Media Voto: 4 / 5gizzy (08-09-2009) Il ns Rudy Saporito è un vero mito! Cinico e implacabile...eppure alla fine non riesce proprio a non starti simpatico. Nel sequel "Cosi si dice" il personaggio acquista sfumature anche più divertenti. Oltre a un personaggio indovinatissimo abbiamo una scrittura tagliente e veloce. Peccato solo per la brevità del racconto ma...Straconsigliato! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Stefania (22-05-2007) Era l'ultimo romanzo di quelli scritti da Abate che mi mancava dopo la lettura di Mi fido di te (realizzato con il grande Massimo Carlotto). Da questa prima opera ho capito tante cose, soprattutto ho scoperto le origine di un altro grande personaggio: quel Rudy Saporito che appare inquietante in Mi fido di te (il protagonista assoluto di questo romanzo) e del suo compare Gepi. Lo consiglio vivamente a chi ha amato Mi fido di te. Se non è corretto definirlo un prologo è senza dubbio un eccellente affluente di Mi fido di te. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Anelita (09-07-2006) Ho aquistato questo romanzo subito dopo aver letto "Getsemani". Non sarà patinato come l'ultimo libro di Abate, ma è sicuramente quello che preferisco.
Nonostante il protagonista sia un gran pezzo di m.
la malvagità con cui tratta le persone piatte lo fa diventare simpatico. La narrazione non cade mai di tono neanche quando l'autore inserisce altri racconti all'interno del romanzo.
Insomma un buon libro di un bravo scrittore.
Consigliato per chi ha aprezzato Getsemani. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Sabrina (27-09-2003) Ho letto con attenzione il libro di Abate e devo confessare che mi ha lasciato piacevolmente sorpresa. Una grande evoluzione rispetto al suo precedente romanzo, una storia originale e un personaggio originale. Cinico, privo di scrupoli, pronto ad usare tutto e tutti a suo vantaggio e, alla fine, vincitore odiosamente affascinante.
Bella la scrittura, ritmata e coinvolgente e i personaggi, ricchi di umane debolezze e borghesi certezze.
Spero che questo giovane autore sardo ci regali altre belle sorprese. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Dany (05-07-2003) Mah, non mi ha detto granchè. Il Manifesto ne ha parlato come fosse un grande romanzo, ma io sono delusa, son cascata in questa segnalazione inspiegabile. E poi, il protagonista che crede di affrancarsi dal complesso borghese dei familiari e finisce per essere più borghese di loro, anche se in altre forme... è un equivoco in cui cade l'autore più che il suo personaggio. Mediocre. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
giamapaolo cassitta giampaolo.cassitta@libero.it (13-05-2003) Il libro è ben costruito e certi passaggi sono magistrali. La storia ha un "plot" riuscito e scorre bene.Una Cagliari quasi sconosciuta si affaccia dentro i nostri occhi e scivola veloce, con pezzi che ricordano il buon atezni di "bellas mariposas".
Il risultato è soddisfacente e, come ho avuto modo di dire all'autore, il cattivo cronista non è poi così cattivo ma uno stereotipo di tanti cronisti che ci sono "in giro".
Unico neo: i racconti del cronista. Non legano alla storia e, seppure belli, appesantiscono il romanzo.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Luciano Arca preferisco@di.no (23-04-2003) Avevo letto il precedente romanzo di Abate e mi aveva lasciato perplesso. Ho dunque acquistato questo con molti pregiudizi e devo dire che mi sono notevolmente ricreduto. Quello che colpisce di più è una scrittura fluida e tagliente. Molto ben ritmata e contro ogni formalismo ma soprattutto luogo comune. La storia è molto dura, molto nera, non lascia nessuna speranza. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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