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Narrativa italiana  Moderna e contemporanea (dopo il 1945) 

Sciascia Leonardo - Il giorno della civetta

Il giorno della civetta TitoloIl giorno della civetta
AutoreSciascia Leonardo
Prezzo
Sconto 15%
€ 11,05
(Prezzo di copertina € 13,00 Risparmio € 1,95)
Dati2003, 160 p., brossura
EditoreEdizioni Angolo Manzoni  (collana Corpo 16)

Disponibilita immediata
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I vostri commenti
Recensioni 1 - 20 di 21 recensioni presenti.  Media Voto: 3.71 / 5

Nicola Mosti (30-08-2009)
Di fronte ad un tale Maestro di letteratura e di onestà, non ci si può che inchinare.
Voto: 5 / 5
FRANCESCO (14-09-2008)
DI AGEVOLE LETTURA,MOLTO PRESO ' A SPIEGARE LE OSCURE VICENDE DI MISTERIOSI INTRALLAZZATORI DOTATI DI OSCURE COPERTURE AD ALTI LIVELLI.TRISTE FINE DI UN SOCIO DI UNA COOPERATIVA EDILIZIA (E DEL TESTIMONE OCULARE,EVIDENTEMENTE AVEVANO BISOGNO DI TRANQUILLITA')COLPEVOLE DI NON AVER ACCETTATO LA SOTTOPOSIZIONE A PROTEZIONE(OGGI DIREMMO RESPONSABILE "DI NON AVER VOLUTO PAGARE IL PIZZO"),MACCHINOSA LA RISCOSTRUZIONE CHE PORTA AD INDIVIDUARE I PRESUNTI COLPEVOLI E RELATIVI MANDANTI.TECNICA DI INTARROGATORIO DA MANUALE DELLA CIA QUELLA CHE ADOPERAVANO I CARABINIERI,INTRESSANTE L'ESCAMOTAGE DEL FALSO VERBALE DI CONFESSIONE RESA DAL COMPARE PER INDURRE IL SOTTOPOSTO A RENDERE PIENA TESTIMONIANZA.PROTAGONISTA IL BELLODI ,FASTIDIOSO CAPITANO,TACCIATO DI ESSERE COMUNISTA,CAPACE DI RINFACCIARE AI SIGNOROTTI DEL POSTO QUANTO SPREGEVOLE DOVESSE RISULTARE LA INVETERATA PRATICA DI ANNIENTARE IL SALARIO DEGLI OPERAI,METTERE SUL LASTRICO LA GENTE,FARLA MORIRE DI FAME.MA QUELLI,NIENTE,CONTINUAVANO IMPERTERRRITI PER LA LORO STRADA,CHI LI AVREBBE OSTACOLATI,IL POTERE POLITICO CONTIGUO CON I LORO INTERESSI?DI QUI DUNQUE LE LORO PROTESTE,LASCIAVANO MORIRE DI FAME GLI OPERAI NON RETRIBUENDOLI E RECLAMAVANO PRESSO LE FORZE DELL'ORDINE PERCHE' INFASTIDITI DALLE GRIDA DEI POVERI CRISTI SOTTOCASA,TALI DA IMPEDIRE A MADRE E FIGLIA DI RECARSI TRANQUILLE ALLE SANTE MESSE..IMPRESSIONANTE L'ATTUALITA' DI QUESTO ROMANZO.I VERI PERSONAGGI CENTRALI DEL RACCONTO SONO LE VOCI DEI NON VISIBILI,DEI QUALI SCIASCIA RIESCE RENDERE TESTIMONIANZA PERSUASIVA DELLA LORO FORZA DI MANOVRARE,AGGIUSTARE ,INSABBIARE.DA UN CAFFE' DI ROMA FANNO INTENDERE CHE POSSONO CAMBIARE OGNI QUINDICI GIORNI UN COMANDANTE DELLE FORZE DELL'ORDINE.STUPEFACENTE,IN UN CONTESTO DEL GENERE,QUASI FORZATAMENTE REVERENZIALE GIUSTIFICAZIONISTA DELLE DEVIANZA ORGANIZZATA O SEMPLICEMENTE LATORE DI UNA DRAMMATICA ATTUALITA',IL CAPO IN CARCERE ,PUR ESPRIMENDO AMMIRAZIONE PER IL CAPITANO,LASCIA INTENDERE CHE NON SARA' POSSIBILE INCRIMINARLO E TENERLO A LUNGO RISTRETTO.QUOD ITA CONTIGIT.
Voto: 3 / 5
Giorgia (08-06-2008)
Bè chi dice che questo libro non ha significato o è privo di sentimento si sbaglia di grosso perchè non è il libro che deve far capire ma sei tu che devi capire il libro soprattutto su questo scritto che è sulla mafia perchè è sciascia che vuole far capire che se si combatte da soli non si avrà mai un risultato ma se si combatte insieme potremmo porre fine a questo massacro.Perchè il nostro dovrebbe essere un paese libero e non una dittatura.Perchè è questa una dittatura proprio come Mussolini solo che è passata sotto un altro nome. Siamo noi che non dobbiamo pagare i pizzi, siamo noi che non dobbiamo coprire i colpevoli soprattutto gli assassini, perchè soltanto noi decidiamo di vivere una vita dove la giustizia ci sarà sempre accanto.Chi non capisce questo messaggio è chiaro che vive nell'INDIFFERENZA quell''indifferenza che volevano evitare tutti gli scrittori.QUESTO è UN LIBRO ASSOLUTAMENTE OTTIMO.
Voto: 5 / 5
Sinedron (23-04-2008)
Semplicemente noioso,dopo averlo letto quasi 2 volte per capirlo non sono ancora riuscito ad afferrere la storia. Pessimo e complicato,fortunatamente corto.
Voto: 1 / 5
cia (24-01-2008)
Non è un libro su cui io possa dire "mi piace" o "non mi piace". E' uno spaccato su una realtà che esiste e che a volte passa inosservata. Ogni libro va naturalmente visto per il periodo storico in cui è stato scritto...questo ha rappresentato una novità per il suo tempo. Da leggere.
Voto: 4 / 5
crespo (03-01-2008)
Libro eccezionanale, una storia spietata sulla mafia , un racconto che senza falsi moralismi contiene il seme dell'onestà e della civiltà. Non dare il "5" a questo romanzo significa non averlo letto o non aver prestato attenzione alla data della prima pubblicazione; siate accorti!
Voto: 5 / 5
Raffaella, Napoli scorrere30@libero.it (06-02-2007)
mi imposero di leggere il libro anni fa, durante le vacanze di natale, quando frequentavo le scuole superiori, siccome le cose forzate non hanno mai un buon seguito x me, lessi a mal voglia il libro al punto di odiarlo, così pochi mesi fa l'ho rivisto nella mia camera e ho pensato di rileggerlo. L'ho trovato praticamente fantastico e molto significate!!!....mi spiace solo che quando lo consigliano a scuola non lo illustrano come dovrebbero, e di conseguenza viene molto screditato dai ragazzi.
Voto: 5 / 5
marghe (23-06-2006)
di sciascia avevo letto in passato candido e ne avevo avuto l'mpressione di un auture sterile e cinico, sono stata invitata leggere ,dalla prof di ita, il giorno della civetta e mi sono dovuta ricredere: mi é piaciuto davvero come libri, scritto con franchezza e distacco obiettivo. Sciascia ha dato prova di essere un osservatore critico e coraggioso. sicuramente il tema nn permette allegria o leggerezza ma richiede una grande consapevolezza del contesto trattato che l'autore ha saputo descrivere con delicatezza.
Voto: 4 / 5
michela (23-11-2005)
trovo che sia un libro attuale che fa capire molto perchè questi fatti si verificano ancora oggi. questo libro è un capolavoro bisogna capira prima certi argomenti e guardare in faccia la realtà per poi giudicare questo libro.
Voto: 5 / 5
Dancan_05 (Giorgio B. 89') (20-09-2005)
Il romanzo “Il giorno della civetta”, di Leonardo Sciascia, inizia in media res. In un piccolo paese nei pressi di Palermo viene ucciso Salvatore Colasberna, modesto imprenditore edile e contemporaneamente scompare Paolo Nicolosi, giovane potatore. Le indagini sono condotte dal capitano Bellodi, giovane ufficiale dei carabinieri originario di Parma, che con la collaborazione del maresciallo Ferlisi, si occupa del caso con grande astuzia e lucidità riuscendo a collegare i due eventi. Dalle dichiarazioni della vedova Nicolosi e di quelle del confidente Parrinieddu, scarta definitivamente l’ipotesi del delitto passionale, avallando la pista mafiosa. L’autore, descrivendo le indagini del capitano Bellodi, evidenzia gli interessi della mafia in ambito edilizio ed i meccanismi con cui esercitava e manteneva il potere. La collusione tra mafia e politica emergono dalla particolare tecnica narrativa di Sciascia che alterna le vicende del capitano Bellodi a quelle del Palazzo, a Roma, dove parlamentari e ministri vengono informati dell’efficienza dell’ufficiale che cerca di incastrare i boss mafiosi. L’ottimo lavoro del capitano che potrebbe concludersi con l’arresto di due sicari e di un uomo di “rispetto”, viene vanificato dalle amicizie di costui in Parlamento e nel Governo che fanno cadere come un castello di sabbia la corretta costruzione logica dei fatti, consentendo la scarcerazione dei tre imputati. Le indagini, al fine di tranquillizzare un po’ “tutti”, proseguiranno orientandosi verso il motivo passionale: la vedova Nicolosi ed il suo amante vengono sospettati per quei delitti. Lo Stato, rappresentato in questa occasione dal capitano Bellodi viene sconfitto dal potere mafioso, radicato nelle stesse Istituzioni.
Voto: 5 / 5
jessy (01-09-2005)
non mi è piaciuto per niente. non credo sia scritto male, ma non è proprio il mio genere. Lungo racconto sul tema della mafia, l'ho trovato noioso,privo di sentimento e di un messaggio concreto.
Voto: 2 / 5
Albys braveheart1966@libero.it (17-07-2005)
Autore molto legato al bisogno narrativo di rappresentare la piena essenza della società sicula - così pregna di esclusive definizioni date a certe questioni come l’onore, la giustizia, la democrazia - Sciascia ha sempre voluto imprimere un valore sociale alle sue opere. E c’è riuscito, senza alcun dubbio. Sciascia scrisse questo primo atto d’accusa verso lo stato mafioso (cioè il governo e il parlamento e tutto l’establishment politico-giudiziario italiano) con circospezione (non era certo peregrina l’ipotesi che lo scrittore potesse finire male per aver parlato troppo...) ma anche con estrema chiarezza. E’ un racconto lungo (130 pag.) che trova il suo pieno valore nelle ultime 30-40 pagine, nelle quali si inserisce anche l’ottimo dialogo fra il boss mafioso e il Capitano di polizia, di Parma, che segue l’inchiesta su un pluri-omicidio di stampo mafioso. In quelle righe molto carismatiche ci sono i valori della Famiglia (nei due sensi), la definizione di Uomo, il concetto più intimo della mafiosità sicula. Niente che mi abbia sorpreso, sono cose che immagino o so da tempo (come chiunque abbia provato a soffermarsi su questa piaga sociale), ma sono righe davvero ben confezionate, senza tempo. E’ un libro che si fa leggere a scuola, ed è cosa buona e giusta. Peccato che in giro ci sia troppa poca intelligenza e onestà per far sì che questa cosa possa avere una qualche conseguenza positiva.
Voto: 4 / 5
Francesco Venezia (11-06-2005)
Le sensazioni scaturite dalla lettura del libro sono state un certo senso d'angoscia e di impotenza nei confronti di uno dei tanti mali presenti nella società contemporanea: La mafia.L'autore Sciascia trovo che come scrittore impegnato nella c.c.d. questione meridionale abbia appieno sollevato i problemi del Mezzogiorno e sicuramente non verranno invanamente ignorati,almeno, dalle persone con un pò di senso critico.
Voto: 4 / 5
steno doneddu@hotmail.it (09-06-2005)
Libro davvero interessante. Pur se breve rispecchia molto la situazione siciliana di quel periodo che purtroppo ai giorni nostri non è ancora cambiata. Alcuni punti sono molto lenti ma in fin dei conti il libro, in maniera non molto esplicita, fa capire molte cose che forse noi già sappiamo ma che dovremmo "PRATICAMENTE", e quì mi riferisco al governo, risolvere. Chi come me è interessato alla questione della mafia dovrebbe assolutamente leggerlo.
Voto: 4 / 5
Stefano di Orte Scalo'91 (19-05-2005)
Libro sicuramente privo di sentimenti e di emozioni, classificabile come "decrizione della situazione siciliana", tema cui Leonardo Sciascia ha dedicato ogni suo libro,o come "contestualizzazione di un romanzo giallo(che di giallo ha solo gli omicidi!Niente a che vedere con i romanzi gialli brittanici!)nell'entroterra siciliano". Da sempre la sicilianità di Sciascia ha coinvolto l'autore, facendo si che concentrasse i suoi racconti sulla sua regione.E' come se Sciascia volesse far notare al resto del paese che una parte dell'Italia è ancora sotto l'azione della mafia!!! Questo ha implicato la MANCANZA di una descrizione sentimentale o coinvolgente...quindi non c'è da stupirsi se Sciascia appare come un Verista d'altri tempi!!! E' facile che questo romanzo non vi piaccia, d'altro canto per comprendere fino in fondo gli argomenti trattati, bisognerebbe riuscire ad identificarsi nei personaggi e sapersi inserire nell'ambito socio-culturale della Sicilia degli anni '60...il che è davvero molto difficile!
Voto: 3 / 5
Leo (27-04-2005)
Questo libro del bravissimo autore siciliano Leonardo Sciascia rispecchia a fondo quello che è la Sicilia..Che si può dire? Scritto molto bene,scorrevole, e soprattutto si vede chiaramente che il narratore, essendo siciliano, conosce molto bene la realtà mafiosa. mi è piaciuto e consiglio di leggerlo a chi interessa approfondire il tema mafia.
Voto: 5 / 5
bardo bardoz@hotmail.com (30-03-2005)
un giallo siciliano , dove non esistono delitti passionali ma tutti i delitti sono così classificati. Delitti, indagini , politici collusi e infine .... niente tutto resta com'è anche con utta la buona volontà delle persone per bene , niente si muove. Non è una storia siciliana è l'ITALIA.
Voto: 4 / 5
mary nuotatrice@msn.com (20-02-2005)
libro interessantissimo riguardante la mafia e ambientato a Palermo.anke se è una storia prettamente siciliana ,riguarda tutti noi perchè c fa capire qnt la mafia abbia potere nel nostro paese e penso che ci debba dare una marcia in più per combattere questo nemico che ci schiavizza,anke se indirettamenete.dobbiamo essere i primi a dire NO alla mafia,dobbiamo unire le nostre forze e inoltre nn ci deve essere omertà,ci dobbiamo aiutare tutti.Leggetelo...
Voto: 2 / 5
Flavia (21-10-2004)
Primo autobus del giorno per Palermo e l'omicidio di un passeggero:così comincia il romanzo di Leonardo Sciascia. La vicenda è ambientata in un piccolo paesino della Sicilia,di cui lo scrittore preferisce non fare nome.Il delitto è stato compiuto per mezzo della mafia,per alcune questioni di appalto.Ciò che l'autore in questo romanzo vuole evidenziare è l'omertà del popolo siciliano:infatti,non appena giungono sul luogo del delitto i carabinieri,l'intero autobus si svuota e a rimanere sul luogo è solo l'autista.Le indagini,svolte dai carabinieri del paesino,riconducono a due nomi particolarmente noti per varie associazioni a delinquere.Il capitano Bellodi,originario del nord,vede però crollare tutte le sue indagini a causa di un "colpo di vento" e,sia per la sconfitta subita dalla mafia,sia per vergogna verso la Sicilia,fa richiesta di trasferimento a Milano,dove però capirà quanto ama quell'isola mediterranea.Sciascia ha scritto questo libro in maniera molto scorrevole ma soprattutto appassionante.Egli è inoltre molto obbiettivo nei confronti del racconto e si limita a descrivere la vicenda senza esprimere,se non per mezzo dei suoi personaggi,giudizi personali:insooma egli fonde nel suo romanzo sia i lati posotivi che i lati negativi di questa terra meravigliosa.
Voto: 4 / 5
Ila (03-09-2004)
Nn male cm opera,forse i fatti sn troppo incatenati..... Diciamo che avrebbe dovuto aggiungere un pò di sentimenti in più e meno delitti o affari loschi
Voto: 3 / 5
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