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Bellini Fulvio; Bellini Gianfranco - Il segreto della Repubblica |
Media Voto: 4 / 5Bill Butcher (12-09-2006) Tanto entusiasmo per un libro che ripropone vecchie teorie smentite dalla storia. Giusto rieditarlo ma senza dargli tutto quel peso che, vista anche la sentenza di assoluzione del processo di Salvini che scredita il disegno del giudice, molti gli danno. Forse pochi sanno che Bellini-Rubini era in contatto con i servizi segreti inglesi fin dalla Resistenza e la sua teoria ricicla pari pari gli articoli dell'Observer che accusavano Saragat e che coniarono il termine "strategia della tensione" che ebbe tanta fortuna. Guarda caso Moro nel memoriale sosteneva cose simili e dopo poco uscì fuori questo libro. Nessuno si chiede perchè tanto odio contro Saragat, fautore della scissione del PSI e del distacco dal PCI? Un buon servizio alla storia si fa anche senza appiattirsi fideisticamente sulla vulgata che ci hanno tramandato tanti "storici imparziali"... Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Giorgio Ferranti (18-05-2006) E' una lettura indispensabile per riuscire capire la trama politica che si è intessuta dietro la strage di Piazza Fontana. Il contenuto è credibile, gli anni che vanno dal 66 fino alla elezione di Moro alla presidenza della DC sono ricostruiti con precisione e puntualità. Nel 2003 uscì un bel di Vladimiro Satta dal titolo "Odissea nel caso Moro" nel quale l'autore sosteneva che Moro non potesse rivelare alcunchè ai suoi sequestratori semplicemente perchè, duro e puro, fu tenuto al margine delle vicende politiche di quegli anni. Questa teoria perde inevitabilmente consistenza alla luce di quanto scritto nel "segreto della repubblica" dove Moro al contrario risulterebbe essere il vero orchestratore delle vicende politiche di quegli anni. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
luigi dei (01-01-2006) Il libro fu pubblicato poco dopo il caso Moro, sotto pseudonimo da una improbabile casa editrice. E' una testimonianza importante del clima che si respirava in quegli anni. Bellini non parlava del rapimento dello Statista ma della madre d tutte le stragi italiane, quella di Piazza Fontana e lo faceva ben 10 anni dopo...eppure... era ancora molto rischioso parlarne in senso storico.politico, e non meramente mistificatorio come fido ad allora era stato fatto DA TUTTI. E' una bella pagina di giornalismo,di quelle che vorremmo vedere spesso e che sono sempre più rare.
Giusta la riedizione...la prima pubblicazione è rintracciabile solo presso la biblioteca di incalliti "complottisti",,,e non sempre. Io per esempio ho avuto modo solo di leggerlo ma non posseggo l'edizione originaria a nome W. Rubini. Molto doverosa la parte dedicata al poliziotto Juliano, vittima vera del suo essere uomo d'ordine e servo dello Stato democratico.
Molto inquietante il profilo di Giuseppe Saragat, al quale si dedicano mezzi busti nel Transatlantico...da non perdere
5/5 Voto: 5 / 5 |  |  |  |
andrea (26-07-2005) finora ho letto solo degli estratti: il libro è assolutamente valido, quello che propone interessantissimo, e i due autori molto coraggiosi. Un solo neo: 13 euro sono troppi, per tutti i libri!aspetterò un'edizione più economica o di trovarlo usato per comprarlo!! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
michele (25-06-2005) Il “segreto della Repubblica” è stato pubblicato nel 1978 con lo pseudonimo di Walter Rubini. Questa cautela era ben giustificata visto che Gianfranco Bellini, coautore nonchè uno dei fratelli Bellini dell’omonima banda descritta da Marco Philopat, a causa di questo libro ha ricevuto a casa una bomba, per fortuna inesplosa.
Il libro racconta di come il “partito americano” nel 1969 organizzò, preparò ed eseguì la strage per poter sfruttare la tensione con un “colpo di stato bianco”, cioè legale. Il libro racconta anche come il golpe fu fermato il 15 dicembre 1969 dal sacrificio dell’anarchico Giuseppe Pinelli e dall’intervento delle masse operaie e studentesche al funerale delle vittime (a Milano) e di come il complotto si ritorse ben presto contro i suoi esecutori e organizzatori. Il libro racconta dell’accordo di potere, il 23 dicembre 1969, che coprì i veri esecutori della strage in cambio dello stop al tentativo autoritario. Accolto nel 1978 da una congiura del silenzio è stato “riscoperto” dal Giudice Salvini e in parte utilizzato nel suo recente tentativo di dare un colpevole alla strage.
Nonostante l’argomento, un libro leggero, di facile lettura, pieno di nomi, di fatti ormai dimenticati. La ristampa, dopo trentasette anni, è utile soprattutto a chi nel 69 non era ancora nato, a chi oggi di stragi di stato e servizi segreti deviati ne sa ben poco e che per questo rischia di farsi suggestionare da nuove “strategie della tensione”. Guai al Paese che dimentica il proprio passato. Da leggere, da far leggere, da studiare.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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