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Pessoa Fernando - Lisboa. Quello che il turista deve vedere |
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Titolo | Lisboa. Quello che il turista deve vedere |
| Autore | Pessoa Fernando | Prezzo Sconto 10%
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€ 6,98
(Prezzo di copertina € 7,75 Risparmio € 0,77)
|  | | Dati | 1997, 104 p., ill., brossura, 2 ed. | | Curatore | Serani U. |
| Editore | Voland
(collana Confini) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Ecco, invitiamo il turista a seguirci. Gli faremo da cicerone, con lui percorreremo la capitale, mostrandogli monumenti, giardini, i palazzi più importanti, i musei, tutto ciò che merita di essere visto in questa meravigliosa Lisbona. Una guida scritta da Pessoa nel 1925 con tutti i misteri della capitale atlantica e gli enigmi sempre attuali del poeta portoghese.
| La recensione de L'Indice |

recensione di Nadotti, A., L'Indice 1993, n. 7
(recensione pubblicata per l'edizione del 1993 presso la Biblioteca del Vascello)
"Sorge dalle parti dell'Oriente la luce bionda della luna d'oro. La scia che lascia nel fiume largo apre serpenti nel mare". Così Bernardo Soares, chiuso nella sua stanza, immobile alla finestra da cui guarda Lisbona. Fernando Pessoa invece è fuori, percorre le strade della città che è sua, e per di più non da solo, n‚ a piedi, come sarebbe plausibile, bensì in automobile e in compagnia di un ipotetico gruppo di visitatori stranieri. Per loro infatti e per quanti altri volessero conoscere la città sul Tago, la "ville blanche" dove i tram si chiamano 'eléctricos' e il cinema 'animat¢grafo' - per loro e per gli altri Pessoa scrisse, o meglio dattilografò in inglese, negli anni venti, gli appunti per una breve guida, rinvenuti tra le sue carte nel 1988, e ora tradotti in italiano e pubblicati con un accurato corredo di note e immagini d'epoca. E una "guida discreta, spoglia di ogni retorica", rileva Andrea Ciacchi nell'introduzione; pratica e vagamente didascalica, aggiungerei io, eppure nella sua stessa tessitura, nell'itinerario proposto con la cura attenta di chi conosce di un luogo i più minuti interstizi e li ama, si sente l'entusiasmo dell'autore, il suo desiderio che i visitatori apprezzino della città non solo la bellezza, a tratti quasi intollerabile, ma l'intelligenza, la lingua, i poeti, i caffè, i giornali.
"Per il turista lo stupore comincia quando la nave si avvicina alla barra e, dopo aver passato il faro del 'Bugio' appare la fortificata 'Torre de Belém'...". Oggi non si arriva più a Lisbona per mare, eppure lo stupore rimane, forse perché la città è rimasta la stessa, e lo sbarco, seppur dall'aereo, è come allora, "agevole e abbastanza rapido" e le piazze sono le stesse, ampie, distese e squadrate quelle della 'Baixa'; rotonde, in pendenza, un po' nascoste e ciarliere quelle dell''Alfƒma'; e sono gli stessi di allora i 'miradouros' affacciati sulla città.
Sono ben poche le città che hanno conservato tanto di sé, quelle che gli anni non hanno reso estranee a se stesse. Forse perché ha memoria, Lisbona ha intitolato quasi ogni luogo agli scrittori e ai poeti, a loro assegnando - e a noi - ovunque una panchina per leggere, guardare, scrivere. Ed è lo scrittore e il poeta che racconta qui la "meravigliosa Lisbona", non trascura il nuovo, quanto "è ancora in costruzione"- e ovviamente oggi finito - n‚ lesina gli aggettivi allettanti, quasi promozionali. Possiamo seguirne l'itinerario ancora oggi, da 'Belém' al 'Carmo', al 'Castelo de Sao Jorge', come lui acquistando per strada l'ultima edizione del "Diario de Noticias". Come sempre si sdoppia, Fernando Pessoa, ma stavolta, come ogni cicerone che si rispetti, alla prima plurale. E vien da chiedersi chi sia - Bernardo Soares, Alberto Caeiro, Riccardo Reis, Alvaro de Campos? O tutti insieme i suoi eteronimi?- che invita i turisti a fermarsi, "scendendo un po' per 'Rua do Alecrim',... davanti alla statua del romanziere Eca de Queir¢s", e fa loro notare la frase incisa nel basamento, "Sulla violenta nudità della verità il trasparente velo dell'immaginazione".
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