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Nothomb Amélie - Stupore e tremori |
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Titolo | Stupore e tremori |
| Autore | Nothomb Amélie | Prezzo Sconto 10%
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€ 9,90
(Prezzo di copertina € 11,00 Risparmio € 1,10)
|  | | Dati | 2002, 128 p. | | Curatore | Bruno B. |
| Editore | Voland
(collana Amazzoni) |
| | Disponibile anche in ebook a € 5,90 |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| La giovane Amélie è al suo primo impiego alla Yumimoto, una delle 'aziende più grandi dell'universo'. Suo diretto superiore è Fubuki Mori, donna imperturbabile che prova piacere nell'umiliare la sua sottoposta. Inizia così la vertiginosa caduta di Amélie, presto declassata a guardiana delle toilette. Ma la discesa agli inferi è resa meno amara dalla contemplazione della bella e orgogliosa Fubuki...
8 recensioni presenti. Media Voto: 4.62 / 5Andrea (20-12-2008) Solo una cosa: che ridere! La Nothomb colpisce ancora! Consigliato! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
daniela guida danielaguida@libero.it (28-01-2006) Cosa significa per un’occidentale lavorare in una grande multinazionale giapponese?
C’è possibilità di conciliazione tra due realtà culturali e umane poste agli antipodi?
Quale è la variante nipponica del dilagante fenomeno del mobbing?
Stupeur et tremblements, questo il titolo originale, racconta, con esemplare profondità e rara ironia, il dramma professionale e umano di una giovane donna che, tornata in Giappone per ritrovarvi i ricordi d’infanzia, si trova a fronteggiare una realtà che con quei ricordi ha poco a che vedere.
E’ il racconto di una “discesa agli inferi” impiegatizia, da interprete a “signora pipì”; una spietata e lucida descrizione di una società schizofrenica, dove non c’è spazio per l’immaginazione, per il desiderio, per il bisogno; nella quale il Sudore è il peccato capitale e il suicidio è l’unica risorsa e al contempo l’atto più onorevole che si possa scegliere.
Tuttavia questa satira garbata non ha pretese di analisi sociologica; e all’autrice, senza dubbio, interessa di più evocare il potere assoluto della bellezza; il rapporto ambiguo tra vittima e carnefice; il fascino dell’etimologia; così che il romanzo, più che aver parvenze di denuncia, risuona di poesia.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Isabella video_girl_ai2003@yahoo.it (14-06-2005) Veramente molto bello! L'ho appena finito e devo dire che non vedo l'ora di iniziarne un altro di questa autrice.
Molto interessante per capire una cultura diversa dalla nostra di cui sappiamo così poco.
Sarcastico, fa però sorridere sapere cosa pensano degli occidentali gli orientali Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Pippomix (11-05-2005) Essenziale, acuto, ironico ed estremamente coinvolgente. Le peripezie nippo-impiegatizie di una giovane Nothomb alle prese con l'esclusiva etica del lavoro made in Japan. Rigore e stravaganza colorati di rosa.
Molto bello davvero. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Nazario natosoni@tin.it (21-04-2004) Siamo circondati dal “Made in Japan”. Tutto, o quasi, il nostro vivere quotidiano parla “Sol levante”: dai gadget elettronici agli apparecchi più sofisticati ed intelligenti. Nonostante questa invasione tecnologica, della millenaria cultura giapponese capiamo ben poco. Di questa ignoranza, ne facciamo addirittura una spavalda ilarità, come quando pensiamo alla precisione atomica dei loro servizi ferroviari, allo stacanovismo dei lavoratori, alla super miniaturizzazione dei chips. A dodicimila chilometri di distanza, il loro mondo, zeppo di caratteri virtuosi, estremi ed esagerati ci fa più divertire che riflettere. In realtà, di questo oscuro sapere orientale, sembrerebbe non averne consapevolezza neppure Amèlie, che in Giappone, ci è nata e cresciuta. Bisogna essere autolesionisti per intraprendere un’esperienza di lavoro, come quella pensata dalla giovane autrice. Lavorare in un’azienda con un forte management maschilista, senza un adeguato background è già difficile in occidente, figuriamoci dentro le pulsioni morbose dei tecnocrati samurai. Scoprire che dietro la crosta della gentilezza e la suprema efficienza di questo popolo, si celano costrizioni, soprusi, idiosincrasie e tante frustrazioni fa comunque pensare. Ma non confonderei la vera anima nipponica, sicuramente migliore e più nobile, con questa singolare esperienza. Andrei prudente nel giudicare severamente i loro sentimenti. L’esistenza di un giapponese è poco invidiabile, perché vive in un contesto molto competitivo, ma dire che danno la vita per niente, e che non c’è spazio per i sogni e l’amore, mi pare una forzatura! La romantica Amèlie, al di là di queste sottolineature, è molto brava. In poco più di 100 pagine ci ha fatto provare i brividi della pura sottomissione all’autorità, e fornito risposte per salvarci dall’aguzzino di turno. STUPORE E TREMORI è un bellissimo libro, che meriterebbe ben più del 5 assegnato. È una satira garbata, senza pretesa sociologica, su un grande ed importante paese, qual’è il Giappone.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
chiara171 chiara171@libero.it (20-06-2003) Dov'è finita la prima edizione del libro? In tanti avevamo già scritto la recensione e le abbiamo tutte perse, a discapito di tutti i lettori (o possibili tali) seguenti...
Stupefacente lo stile arguto e pungente della Nothomb, l'originalità dei dialoghi minimi e perfetti, l'uso delle parole tagliente e preciso. E divertenti le avventure tragi-comiche di Amélie-san nella sua rapida discesa verso l'inferno aziendale nipponico. Bellissimo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Sandra (22-05-2003) Imperdibile ritratto di una donna occidentale che tenta di lavorare in un'azienda giapponese. Ridiamo pagina dopo pagina delle assurde disavventure di Amelie, ma quanta verità...
(per i gestori del sito IBS: potreste recuperare le recensioni della vecchia edizione? grazie!) Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Marco N. (28-04-2003) Eccellente! Si tratta di un altro capitolo della stravagante autobiografia di Amelie, questa volta ventiduenne impiegata a tempo determinato in una grande azienda nipponica. L'autrice impara così a conoscere l'altra faccia del Giappone, dopo quella meravigliosa e onirica vissuta nella prima infanzia descritta in Metafisica dei Tubi: la faccia dura del mondo del lavoro, spietatamente autoritario e gerarchizzato. Ironica e originale come sempre, la Nothomb ci racconta della sua "discesa agli inferi" impiegatizia, da interprete a "signora pipì"; del suo persistente amore per il Giappone e per le sue contraddizioni; del potere assoluto della bellezza e del rapporto ambiguo fra vittima e carnefice; del fascino dell'etimologia; dell'importanza di conoscere (ma a volte anche di ignorare) le lingue; dell'arte tutta occidentale dell'ironia... e di tante altre cose ancora. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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