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Scanzi Andrea - Il piccolo aviatore |
15 recensioni presenti. Media Voto: 3.6 / 5Marcos (08-03-2005) Alla fine è un po' noioso. Comunque è gradevole. Voto: 3 / 5 |
Roby (22-02-2005) Si lascia leggere. Poi lo dimentichi. Voto: 3 / 5 |
Matteo (21-02-2005) Non aggiunge nulla a quanto già c'era in giro. Voto: 2 / 5 |
sergio gunpowder@libero.it (07-02-2005) Ricevuto in regalo dalla mia fidanzata perché appassionato del Grande Gil, arrivato alla frescaccia del Gran Premio del Canada dell'81 in cui l'autore sostiene che se lo sia strappato spontaneamente urtando il muro durante la gara, l'ho chiuso e gettato in fondo alla libreria. Voto: 1 / 5 |
Dadem (01-01-2005) In volo libero.
Scanzi ci accompagna per mano, indicandoci le stelle più belle...
Voto: 5 / 5 |
Susanna verdemovimento@libero.it (13-05-2004) L'ho ricevuto in regalo e non l'ho finito. Scanzi
è evidentemente innamorato di se stesso. Retorico. Voto: 1 / 5 |
alessandro alessandro.belloni@fastwebnet.it (13-05-2004) errori grossolani coperti dalla glassa della "poesia". L'autore spesso la fa fuori dal vaso, nonostante ciò si riesce a leggere senza ompegno. Voto: 2 / 5 |
Key (02-02-2004) Scanzi è un gigante. Voto: 5 / 5 |
Andrea B. bacci.andre@libero.it (09-01-2004) Andrea Scanzi è un "aviatore" della letteratura sportiva (ma non solo), plana con le parole dal cielo, tocca dolcemente il cuore dei lettori. Gilles Villeneuve era materiale adatto al suo modo di scrivere. Il risultato è eccellente. Voto: 5 / 5 |
Lidia (02-12-2003) Un libro regalatomi dal mio fidanzato, patito per la Ferrari. Non credevo mi piacesse così tanto. Lo consiglio anche a chi non si interessa di formula uno, qui lo sport è un pretesto per raccontare la vita di un sognatore. Scritto decisamente molto bene. Voto: 4 / 5 |
Steve (02-12-2003) Praticamente perfetto. Voto: 5 / 5 |
Valerio (27-11-2003) Sono di parte, perché adoro tutto quello che Scanzi scrive su Manifesto e Mucchio, ma questo suo primo libro (anche se aveva già coscritto l'autobiografia di Baggio) è bellissimo. Vi faccio presente il capitolo "Disillusione", e le canzoni prima di ogni capitolo. Grande Scanzi e grande Gilles. Voto: 5 / 5 |
Michele giommo66@yahoo.it (20-11-2003) Un libro BELLISSIMO. I pochi errori di data o luogo della prima edizione (Lauda compreso) sono stati tolti nella seconda edizione, ma la forza del libro è un'altra, e va ben oltre la veridicità storica: riuscire a raccontare con passione e fantasia, mediante una scrittura straordinaria, un pilota che ci manca e ci mancherà. Insieme ad "Ayrton Senna" di Beppe Donazzan e le cose di Brera e Arpino, il più bel libro che abbia letto di sport. Voto: 5 / 5 |
Federico (20-01-2003) Un libro a tratti scritto molto bene ma che nulla aggiunge alla letteratura che riguarda il grande Gilles, ha comunque il merito di rinnovare l'interesse dei lettori verso questo leggendario pilota. Alcuni errori di sintassi, ortografia e stroria (scrivere che Lauda ebbe l'incidente a Hockenheim e non al Nurburgring è di una grossolanità che non appartiene agli scrittori) rovinano spesso la lettura di questa opera.
Speriamo che, se ci saranno altre edizioni, l'autore abbia più affetto verso la sua opera e la renda migliore. Voto: 3 / 5 |
Andrea (26-12-2002) Un libro su Gilles Villeneuve che nonostante gli anni ormai trascorsi è ancora in tanti di noi, memori delle emozioni uniche che ci ha saputo dare. L'ho letto in un pomeriggio, un pò perchè perlava di Gilles ma un pò anche perchè è scritto bene, con passione e con affetto verso un personaggio sempre più unico.
Spero questo libro abbia la fortuna che merita. Voto: 5 / 5 |
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