|
|  |
Bloch R. Howard - Il plagiario di Dio | Giunto dall'Alvernia a Parigi negli anni Quaranta del XIX secolo, il reverendo Jacques-Paul Migne è figura emblematica del passaggio, in Francia, ad un'economia di carattere industriale. Sono quelli gli anni nei quali si impone la produzione di massa di oggetti eseguiti in serie, gli anni in cui nascono i primi grandi magazzini, gli anni nei quali anche l'editoria si fa industria. E di questa nuova industria l'abbé Migne, deciso a proporre gli scritti dei «buoni padri a buon mercato» fu un protagonista che, nel bene e nel male, anticipò molte tra le moderne forme di produzione e promozione editoriale. Con una prefazione di Umberto Eco.
| La recensione de L'Indice |
 Il nome "Migne" per gli studiosi della letteratura cristiana antica designa due monumentali raccolte degli scritti dei Padri della Chiesa (Patrologia Graeca in 242 volumi; Patrologia Latina in 217) che pur essendo state pubblicate circa centocinquant'anni fa continuano a vivere nelle biblioteche specializzate e ora (per la sola serie latina) anche nella rete telematica. Il saggio di Howard Bloch (che insegna filologia francese e romanza alla Columbia University) ricostruisce la vicenda umana del reverendo Jacques-Paul Migne editore delle due Patrologie e di voluminose "enciclopedie" di teologia cattolica esegesi biblica e storia ecclesiastica direttore e proprietario di giornali nella Parigi della metà del XIX secolo. L'abbé Migne è figura emblematica del periodo in cui l'evoluzione tecnologica con l'invenzione di nuovi macchinari per la stampa porta alla nascita dell'industria editoriale moderna. La produzione "in serie" e la distribuzione su vasta scala consentono all'abbé di ridurre i costi in vista della maggior diffusione possibile - al prezzo più basso possibile – delle pubblicazioni del grande centro editoriale da lui fondato moderno scriptorium basato sull'efficienza produttiva e sulla potenza della stampatrice a vapore. Il libro di Bloch evidenzia in modo avvincente luci e ombre del personaggio: spregiudicato affarista abilissimo nella promozione dei propri prodotti librari e nello stesso tempo interamente consacrato alla missione di trasmettere in modo completo il sapere dei Padri. Sfruttatore di manodopera intellettuale e instancabile catalizzatore di energie sempre al confine tra pirateria e legalità riuscì tuttavia a portare a termine un grandioso progetto di divulgazione culturale. Maria Cristina Torchio
|
| |