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Gabbanelli Michele - Perduti in un vagare adriatico | Questa storia nasce da una bizzarra alchimia: un'estate sabbatica, il neoclassicismo di Stravinsky, litri di espresso, la boa dei trent'anni, il suono che fanno le parole e l'odore dell'asfalto dell'autostrada. Come pretesto, uno spettacolo mai realizzato su Amleto, principe piccolo e inconcludente. E gay. Sfondo improbabile: l'azzurro del mare Adriatico.
Media Voto: 3.8 / 5Stefano quartusantelena@libero.it (23-09-2007) Chi non si è trovato, tra noi maschietti, girovagare sull'adriatica nelle nostri notti da grandi viveur? Simpatica storia da leggere tutta d'un fiato. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Mauro colin7@libero.it (25-08-2004) Ogni tanto capita di essere fortunati; ti consigliano un libro, lo inizi svogliatamente, e ti ritrovi a stare alzato fino all'alba per divorare pagina dopo pagina. "Perduti in un vagare adriatico" comincia in maniera insolita: la scrittura di Gabbanelli è sopra le righe, quasi barocca. L'effetto d'inizio è stordente,
ubriacante, ma con lo scorrere della narrazione, l'attenzione si sposta sulla storia di Nicola, un ragazzo consapevolmente disilluso alla ricerca di qualcosa che lo faccia ancora emozionare. Persone, luoghi, situazioni. Niente sembra portare luce nella malinconia. Ma proprio quando tutto sembra ormai perduto nel vagare adriatico, ecco spuntare un'occasione, una possibilità, che ci fa capire che dipende da noi, che dobbiamo pretendere di essere felici, che dobbiamo lottare per questo. Mauro Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Alessandra (23-04-2004) Difficile all'inizio ma poi lo scopri ferocemente ironico e intrigante. L'ho trovato un libro "insolito" e raffinatissimo sul piano del linguaggio. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Samantha (07-04-2004) Pessimo. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Marco (15-03-2004) Davvero piacevole ed originale! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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