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Pardini Vincenzo - Lettera a Dio |
"Lettera a Dio" segna il ritorno al romanzo di Vincenzo Pardini. In un passato così recente da confondersi con l'attualità, un ragazzo che vive solo della realtà del suo paese viene sospettato dalle forze dell'ordine di collaborare con Regnante, presunto emissario delle Brigate rosse, e si ritrova, suo malgrado, in un susseguirsi di eventi in cui la realtà appare come vera e propria fabbrica kafkiana di artifici e raggiri. Tutto in questo romanzo diventa equivoco, torbido ma terribilmente verosimile e in questo caos l'unico possibile e rassicurante appiglio è la presenza di una natura solidale nella sua inarrestabile ciclicità.
Media Voto: 3.5 / 5ant lomell@libero.it (22-07-2005) E' un testo che per contenuti può intrigare, ma lo svolgimento è ingarbugliato e intricato, non appassiona insomma Voto: 2 / 5 |
lorenzo lorenzo@mercatanti.it (21-03-2005) Vincenzo Pardini è il Jack La Motta della narrativa italiana e questo è l'ennesimo racconto in pieno volto.
"M'assaliva un'angoscia senza eguali e avrei voluto scoprire cosa fosse la fede per poter parlare con Dio. Disperato, pregavo."
Perchè viene perseguitato il protagonista di questo romanzo di Pardini?
Per l'innocenza con cui subisce il fascino di Regnante? Come se Regnante, personaggio uscito da non si sa quale passato, fosse un racconto... uno dei romanzi di cui il protagonista si nutre insofferente a studi regolari.
Senza considerare che tutto è stato e sarà sempre stato racconto.
La fuga a cui è costretto, senza via di scampo, lo costringe all'immersione in questo racconto prima di ogni racconto fatto di cose e piante e animali, che affonda le radici in un'oralità attraversata di sperma e sangue, dove dolore e tenerezza sono confusi insieme e schiacciati, come il cielo pare alle volte abbassarsi fino a schiacciare il protagonista e chi cerca di aiutarlo.
Regnante regna.
E il racconto si fa necessario, com'è necessario "farsi un fuoco" (London) se si vuol sopravvivere a una notte al gelo, se no si muore assiderati.
Da qui l'estremo tentativo: una lettera a Dio, "una preghiera," come scrive Cioran, "posteriore a Dio e alla stessa fede." Voto: 5 / 5 |
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