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Andreucci Donato - Cometa | Ecco una singolare storia di provincia tenera e malinconica, di brevi amori in corsa verso l'Amore Assoluto. La onnivora Mamma Italiana è lì, impellente, come in un complesso edipico, un po' fuori moda. Con una prosa ritmica, impressionistica, emozionata, Donato Andreucci, esordiente non giovanissimo e neppure giovane, riesce a essere persuasivo nell'intreccio di voci che raccontano incontri in bilico fra erotismo e tenerezza. E Nilo, protagonista di tutte le vicende rievocate, che fa? Va al cimitero perché non gli piace vedere fiori secchi sulle tombe...
Media Voto: 4.5 / 5pippo (21-12-2006) Per Nilo, il protagonista di Cometa, conquistare ragazzi è un modo meraviglioso per sentirsi vivo. Tra incontri e perdite, avventure e amori che preservino la giusta distanza, la vita di Nilo scorre nell’ossessiva lotta contro ciò che costituisce il suo vero dramma: la solitudine esistenziale, la fragilità di tutti i rapporti che si è costruito intorno. Sullo sfondo di una provincia italiana culturalmente contraria alla diversità dell’amore, il protagonista ama, spinto dalla necessità di dimostrare a se stesso che di lui non ci si dimentica. Se ne accorgono presto i ragazzi che egli di volta in volta incontra, e ognuno dei quali troverà in lui proprio ciò che cerca: un amico, un padre, un amante, una guida. Nilo si materializza attraverso il loro punto di vista, e ci affascina perché rappresenta ciò che tutti noi vorremmo essere: il ricordo di qualcosa di speciale, unico. Se Cometa è un libro che parla d’amore, lo è nella misura in cui Andreucci, autore di una prosa che è puro sentimento e intuizione lirica, ci svela in realtà l’inadeguatezza di qualsiasi discorso su di esso. Meglio, allora, lasciare che siano i baci tenerissimi, gli sguardi fugaci, le timide carezze, i corpi che si sfiorano soltanto, a celebrare quel po’ che la vita ogni tanto ci regala, a mostrarci ciò che dell’amore ci è dato vivere in tutta la sua dolorosa imperfezione. Fedele a un ruolo che ha assunto per trovare un’identità che lo aiuti a soffrire dignitosamente, Nilo ama i suoi ragazzi per poi lasciarli liberi di andarsene. I suoi amori si scontrano continuamente con l’assenza, il vuoto, nel perpetuo intrecciarsi di rapporti umani che rappresentano tentativi di forzare il cerchio della solitudine e dell’isolamento, di placare nell’erotismo il male dell’insicurezza, dell’impossibilità di capire e capirsi, di costruire un qualsiasi rapporto che non sia effimero. Una testimonianza di inquietudine che serve a coprire la domanda elementare: cosa dobbiamo fare, noi uomini che amiamo altri uomini, di questo nostro destino? Voto: 5 / 5 |  |  |  |
fravin (14-03-2006) Un libro bellissimo che avrebbe meritato una maggiore visibilità... Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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