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Pallavicini Piersandro - Anime al neon | Negli otto racconti di "Anime al neon" i protagonisti indugiano sulla nuova soglia della maturità: soglia che si sta spostando da qualche parte tra i trentacinque e i quarant'anni. Da questo confine si girano indietro a gettare uno sguardo su una vita di cui vogliono tirare le somme. Sguardo che è senza rabbia e senza rinpianti ma carico di sgomento: questi quasi quarantenni scoprono solo ora che le tessere del loro immaginario pop, delle loro poco appagate fantasie sessuali, dei loro egoistici rapporti familiari non si compongono a formare un disegno. Non c'è più un'età adulta, sembrano voler dire questi racconti, non c'è svolta: bisognerà allora cercare una nuova consapevolezza e scoprire le carte del gioco proprio e altrui.
Media Voto: 3.5 / 5Lisa (07-03-2003) Mi sembra che la scrittura sia claudicante e che l'assillo dell'autore sia solo quello di dire, a ogni costo. Ci vorrebbe più pazienza e un lavoro di cesellatura più completo. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Mauro Sella mauro_sella@yahoo.it (13-07-2002) Esemplare. Non ho altre parole per definire quest'opera.
Non ho altre parole, ed è difficile col lavoro di continua analisi che faccio. Non ho parole; questo librò è un esempio perfetto di :
cosa non si farebbe per vendere un libro.Di testi come questo ne sono stati scritti a migliaia, nei paesi anglosassoni, fino a sei anni fa. Adesso che la moda, là, è finita, gli editori italiani credono di poter sfruttare qua - adesso - quella tendenza per ottenere guadagni sull'onda degli investimenti delle etichette straniere. Nulla da ridire allo scrittore - se non che poteva evitare la furbizia di scrivere il già scritto per ottenere attenzione ( cosa che ha già fatto, e cogli stessi risultati) - molto da ridire a questa politica che continua a non dare spazio a nuove linee di idee.
Prof. Mauro Sella
Istituto di Ricerca Critica "Leopoldo Iannazzo".
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
icqultura icqultura@yahoo.it (04-06-2002) 7 racconti. La soglia della maturità. Un passato difficile da inquadrare. Anime al neon, il titolo è giusto. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Bartolomeo Di Monaco bartolomeo.dimonaco@tin.it (01-06-2002) Mi piace il modo di scrivere di questo autore che non conoscevo, e questa raccolta di sette racconti è stata per me una lettura assai gradevole, in cui alla scorrevolezza di una scrittura fatta in punta di dita si mescolano il disagio e il dramma, che accompagnano molte delle avventure umane.
Si comincia con Basquiat 2001, che è un racconto costituito da sole lettere, scritte da un omosessuale, sposato e senza figli, Vittorio Nuvolani, quarant'anni, ad un giovane pittore negro, Ruby Mboga, verso cui prova un affetto speciale, non legato al sesso. Lo sente come un figlio e gli confida nelle lettere cose intime, tra le quali: che spesso a casa sua si tengono incontri a tre, e sua moglie fa sesso con un negro di nome René. Questa rivelazione, forse, ed alcuni malintesi rispetto al desiderio di Vittorio di aiutare il pittore ad affermarsi, sono talmente forti per Ruby - così immagina il protagonista - che il giovane nero mai gli risponde. Senza che se lo aspettasse, ormai convinto di non avere figli, ecco che la sua Robertina un giorno gli dice che è incinta. Sembra che si realizzi il suo sogno, ma Robertina ha un dubbio atroce. Dai conti fatti, quel nascituro, dovrebbe essere stato concepito proprio in occasione di uno di quegli incontri con il nero René. E se fosse così, e se il bimbo nascesse nero?
È a questo punto che emerge il significato di questa storia veramente dolorosa, e sempre attuale, almeno qui da noi.
I rapporti instabili tra marito e moglie, l'assenza di figli nel caso del protagonista, il padre del protagonista definito costantemente come un vecchio pazzo, o giù di lì, sono fili tesi ad unire tra di loro questi sette racconti, tutti belli, perché trapassati da quel sentimento delicato che arriva sempre, senza mai fallire, sino a noi.
Ho avuto per qualche ora un bel libro tra le mani. Chapeau.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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