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Morozzi Gianluca - Luglio, agosto, settembre nero |
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Titolo | Luglio, agosto, settembre nero |
| Autore | Morozzi Gianluca | | Prezzo |
€ 13,00 |  | | Dati | 2002, 160 p., 2 ed. |
| Editore | Fernandel
(collana Fernandel) |
| | Disponibile anche in ebook a € 6,49 |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Un libro in sette capitoli attraverso il quale rivivere le drammatiche vicende del nostro recentissimo passato. Dalle giornate genovesi del G8 agli attacchi terroristici dell'11 settembre 2001, alla guerra in Afghanistan: i temi e le situazioni che hanno dato una nuova fisionomia al nostro tempo rivissuti attraverso la prospettiva di un gruppo di giovani bolognesi.
10 recensioni presenti. Media Voto: 3.8 / 5marcelloT (15-06-2009) Ma basta con questo continuo confronto con Brizzi: Morozzi non e' Brizzi e ognuno scrive a suo modo ( e di Brizzi ci si ricorda solo e sempre di Jack Frusciante ... ). Credo che gli argomenti trattati siano pesanti ma vengono descritti come probabilmente i giovani d'oggi fanno realmente: ci si parla sopra ma poi i nostri interessi e problemi prendono il sopravvento e ci si passa sopra. Scritto con il suo solito stile "terra-terra" ( bellissimo) credo che sia un libro che faccia pensare a come vengano trattati dai media ma anche dai giovani il G8 o l'attacco alle Torri Gemelle. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Sabrina (02-04-2009) Un libro conosciuto grazie al corso di letteratura contemporanea di Piero Pieri.
Davvero ottima scelta, un libro che ti prende e travolge, letto di filata in un soffio! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
alessandra (21-11-2007) Purtroppo scrivere, come Morozzi, di cose che sono successe a tutti con un tono aulico come se fossero le avventure che sono capitate solo ad una schiera di nobili eletti è una malattia diffusa. Fortunatamente non sono molte le case editrici come la Fernandel che queste cose le stampano e le vendono.
N.B. alcune avventure che Morozzi narra sono leggende urbane raccontate in diverse varianti da molti adolescenti che vogliono attenzione (sigh!) Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Pierluigi (30-09-2005) Appassionante, profondo e divertente. Un Morozzi in gran forma. Da non perdere! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
frella frella@alice.it (13-07-2005) Il romanzo che mi ha fatto scoprire Morozzi: fulminante, diretto, coinvolgente e scritto e intrecciato davvero bene! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Matteo Papi tevas@libero.it (07-06-2005) Letto tutto d'un fiato dopo il "cult" Despero, è la dimostrazione semplice e lampante di come Morozzi sappia scrivere. Il rimescolamento di più storie può essere la cosa più rischiosa e banale, tanto è una pratica inflazionata. Morozzi riesce invece a controllare il suo racconto dando eguale spazio alle singole vicende:esse iniziano a mille,diventano blande a metà per poi rialzarsi nel finale,permettendo così al lettore di appassionarsi a tutte contemporaneamente e, al limite, decidere solo alla fine del libro quella preferita.Personaggi che rimangono nella memoria,slang giovanili che rinverdiscono,e un'adolescenza raccontata nella maniera più azzeccata possibile.E' come se anche noi fossimo parte di quelle (dis)avventure,ci sentiamo accanto a Jericho e all'Orrido dentro quel macinino che divora kilometri nel cuore della notte.L'amarezza che accompagna la fine della lettura è quella di chi ha appena vissuto un momento irripetibile della propria esistenza.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
kronstdat (26-09-2003) Morozzi è stato definito giovilista-regionalista.
Un simil-Brizzi che cita continuamente gruppi rock e descrive la vita degli studenti un po' alternativi. Quindi facile da riconoscersi per un certo pubblico. Probabilmente la Fernandel ha individuato una certa potenzialità commerciale in questo giovane scrittore, pubblicandogli tre libri in tre anni, e bruciandogli (spero non definitivamente) le potenzialità letterarie che aveva. Comunque piacevole, scorrevole e divertente, anche se il tema del G8 viene affrontato talmente banalmente da irritare chi lo ha vissuto dolorosamente.
Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Paola Valpreda (17-05-2003) Le vite di un gruppo di giovani e meno giovani bolognesi tra amori sogni di musica, male di vivere, ordinaria quotidianità, scrittura, politica e calcio, si incrociano con due grandi sconvolgenti eventi: il G8 di Genova e la violenta repressione poliziesca e l’attentato alle Twin Towers.
Jericho e l’Orrido sulla loro ambulanza, Lajos, Betty, Lobo e l’Orrido in giro per partite e concerti, Mario e Anna con una vita divisa tra grigiore sogni che non vogliono morire, Red e Giulia che si amano e si lasciano da 17 anni, Dea terrorizzata a Genova, Numb freddo bastardo solo in apparenza, Kabra il protagonista di Despero e tanti altri personaggi vivi e veri restano nella nostra memoria coi loro piccoli eroismi, le loro umane vigliaccherie e i loro sogni smarriti.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
aldo sitta (16-02-2003) Una prova deludente, dopo Despero mi aspettavo qualcosa di maturo, invece trovo alcuni raccontini che sanno di posticcio, temi triti e ritriti e poi Brizzi era tutta un'altra roba. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Alberto Farina (28-07-2002) Letto in treno, in pochissime ore. Ed e' un colpo di fulmine: sette racconti fulminanti. Di quelli che li leggi veloci perché vuoi sapere come finisce - non l'intreccio narrativo, no, ma le coscienze, le emozioni, le anime dei personaggi. E poi, comunque, l'intreccio narrativo ti prende lo stesso e ti porta dove non te lo aspetti. E in qualche caso dove non avresti osato sperare.
Storie di ordinaria Bologna, tutte legate da personaggi che ricompaiono come comparse dopo aver fatto da protagonisti, da eventi che uno racconta e l'altro vive - come nella realtà, non come nei libri-concept studiati a tavolino - mentre nel resto del mondo succedono le enormità del kubrickiano 2001. Tutto a Bologna, fra giovani musicisti rock, autisti-d'ambulanza-ladri-gentiluomini, bulli e pupe, bikers, giovani punk e giovani dee, graffitari e studenti. Nei giorni dell'eccitazione (e del connesso senso di colpa) di Genova e di piazza Alimonda, di New York e delle due torri gemelle (viste da quella degli asinelli), dell'Afghanistan e delle bombe di Bush figlio, non più intelligenti di quelle di Bush padre.
Gianluca Morozzi scrive come mi piacerebbe scrivere se scrivessi storie: stile senza averne l'aria, ironico senza fare il furbo, addolorato sul serio, e spesso spaventato . Sembra uno che scrive come mangia, e deve essere uno che mangia quello che gli va, quando gli va. Uno che quando si guarda allo specchio sa molto bene chi è quello che lo scruta dall'altra parte. E non gli perdona niente, pur sapendo continuare a volergli bene.
"Luglio, agosto, settembre nero" è bellissimo, e se avete anche solo un po' di giudizio; se leggere vi piace almeno un po'; se volete conoscere dei trentenni abbastanza diversi da quelli di "L'ultimo bacio". Se tutto questo, allora compratelo subito, dico sul serio. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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