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Morozzi Gianluca; Alberti Paolo - Le avventure di zio Savoldi |
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Titolo | Le avventure di zio Savoldi |
| Autore | Morozzi Gianluca; Alberti Paolo | Prezzo Sconto 15%
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€ 11,90
(Prezzo di copertina € 14,00 Risparmio € 2,10)
|  | | Dati | 2006, 224 p., brossura |
| Editore | Fernandel
(collana Fernandel) |
| | Disponibile anche in ebook a € 6,49 |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Sei tifoso di una squadra che negli anni Trenta faceva tremare il mondo, negli anni Sessanta giocava come si gioca solo in paradiso, negli anni Ottanta si copre di ridicolo nelle categorie minori. A te, per motivi anagrafici, sono toccati in sorte gli anni Ottanta, quelli del Bologna che si copre di ridicolo tra la serie B e la serie C. C'è di buono però che quando cominci a tifare per una squadra nell'anno in cui questa perde tre volte contro la Rondinella, ben poco, dopo, può turbarti. Ti aspettano vent'anni di vittorie a Lisbona e di sconfitte a Leffe, di semifinali europee e di retrocessioni umilianti. Di maglie rossoblù indossate da Baggio come da bizzarre meteore finlandesi.
| La recensione de L'Indice |
 Mancava, alla recente eppure già nutritissima produzione narrativa di Gianluca Morozzi (classe 1971, bolognese), un'opera tutta dedicata al mondo del calcio e ai suoi tifosi. Dopo aver visto i suoi deragliati personaggi muoversi nel mondo dei gruppi musicali e dei concerti rock, è ora un piacere ritrovarli a soffrire per il Bologna, in curva, in questa piccola grande epopea del tifoso rossoblu: con il caldo e con il freddo, in casa e fuori, in tutte le categorie cui le alterne vicende destinano la squadra emiliana, un tempo gloriosa. Si tratta di un libro di racconti, scritto in collaborazione con Paolo Alberti, uscito per Fernandel, l'editore di Ravenna di cui Morozzi è diventato, con le sue storie giovaniliste e il suo stile di scrittura, l'autore portabandiera: un ritorno, dopo le recenti pubblicazioni con Guanda (l'editore della consacrazione). Il libro è tutt'altro che un'indagine sociologica sui tifosi, almeno non lo è nelle intenzioni (e nelle sue precedenti storie giovaniliste, del resto, Morozzi ben si guardava dal voler cogliere lo spirito di una generazione; come troppo spesso si vorrebbe in questi casi): più di ogni altra cosa a Morozzi interessa, e al meglio riesce, raccontare; con il suo stile disinvolto, godibile, irresistibilmente ironico, colorato come un fumetto. Strano destino, certo non agevole, quello del tifoso di una squadra che negli anni trenta - così si diceva - "tremare il mondo fa", sei scudetti vinti; che negli anni sessanta giocava come si gioca "solo in paradiso" e negli anni ottanta si copre di ridicolo nelle serie minori. È "sfiga anagrafica" - come sostiene il narratore - trovarsi a essere tifoso di quest'ultima, fino a giungere all'ultima stazione di questo tormentato percorso nell'umiliazione: quella domenica a Leffe, in serie C, per assistere alla partita da una curva che era un terrapieno con graziosi alberelli, e perdere vergognosamente. Dura la vita del tifoso (in modo proverbiale, poi, per i tifosi di certe squadre: Torino e Inter, per dirne due che senza dubbio meritano una menzione in questa speciale classifica), ma così è: "Non è un divertimento, è un lavoro, una tortura. Non ci rinuncerei per niente al mondo". Il libro è un atto d'amore per il Bologna (o Bologna Football Club 1909, come è costretto a ribattezzarsi dopo il fallimento societario nella nerissima estate del 1993), fazioso come ogni atto d'amore spudoratamente sa e vuole essere, ma è anche una grande testimonianza di attaccamento, di strenua passione per il calcio, nonostante tutto: "Appena mi affaccio sul secondo anello, le cose che amo ancora del calcio mi investono tutte insieme. Il campo verde. Gli spalti. I canti. I novanta minuti. Soprattutto i novanta minuti. Mica il marcio, i personaggi orrendi, le trasmissioni dei subumani. I novanta minuti, sì, per i novanta minuti vale sempre la pena di fare dei chilometri, di spendere soldi, di prendere neve pioggia e nebbia e caldo africano. Per la partita, per il Bologna, vale sempre la pena". Marcello D'Alessandra |
11 recensioni presenti. Media Voto: 4.45 / 5anticonemico (31-05-2009) Morozzi e' uno scrittore gradevole che tra l'altro mi piacerebbe conoscere perche' penso sia anche simpatico. Questa specie di bibbia del tifoso mi ha strappato qualche sorriso e qualche fragorosa risata perche' piu' di una situazione ricorda le macchiette fantozziane pero' dopo un po' le situazioni si ripetono e qualche sbadiglio si fa strada tra le pagine.Sconsigliatissimo a chi considera il calcio uno sport di serie c. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
ant lomell@libero.it (07-09-2007) La forza del libro sta nella miscela di storie parallele, cioè le partite del Bologna e il vissuto del narrante, con un mia personale preferenza verso le vicissutidini extra-calcistiche del protagonista Voto: 3 / 5 |  |  |  |
MAURO S. mauro1061@virgilio.it (03-11-2006) Sfido chiunque abbia frequentato lo stadio con assiduità a non ritrovarsi in questo meraviglioso libro di morozzi.
Bellissime soprattutto le sensazioni descritte dall'autore mentre il 'suo' bologna retrocede nelle serie minori ed è costretto a confrontarsi con una realtà estranea alla sua gloriosa storia..che dire di più..tifosi di tutte le squadre italiane COMPRATELO! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Paolo (10-07-2006) Molto divertente.
Il linguaggio a tratti è inutilmente rozzo, ma forse è voluto.
Con il Morozzi condivido passioni musicali, la città in cui vivo ed il tifo per il Bologna, ma non bastano per farmelo eleggere come scrittore del momento: non ho ancora deciso se è un bluff o un potenziale Benni (per il momento è molto potenziale e poco Benni): aspettiamo quelche libro con maggior spessore, meno Bologna e musica (che sono divertenti ma prima o poi esauriranno il loro fascino), per valutare il Morozzi come scrittore. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Greta gretel68@virgilio.it (18-06-2006) Considerazione:
Non è assolutamente necessario essere tifosi del Bologna per leggere questo libro. E’ necessaria una piccola conoscenza del calcio, tipo si gioca in undici e ogni squadra ha la propria maglia e i propri colori.
Poi bisogna avere un buon senso dell’umorismo e riconoscere all’autore un’autoironia da manuale.
Io amo Morozzi. Lo adoro. Proprio perché è ironico e poi (cosa di enorme importanza) sa scrivere e sa prendersi in giro. E’ uno scrittore davvero versatile, l’ho conosciuto con “Black aut” e l’ho subito adottato, l’ho letto ancora volentieri con “L’era del porco” , credendo di trovare lo stesso stile del primo libro da me letto, e invece ho trovato un mezzo comico che con perizia e mestiere ha messo in circa 300 pagine la sua avventurosa avventura di giovane autore.
Ecco, “Lo zio Savoldi” è sulla lunghezza d’onda di “L’era del porco”.
In questo libro ci sono tutti i patemi, le disgrazie, i malesseri, i fatti divertenti che possono capitare ad un accanito tifoso di una qualsiasi squadra di calcio. Nella fattispecie il Bologna. E siamo tutti d’accordo nel constatare che questa squadra ne ha passate di cotte e di crude negli anni passati e che per un suo tifoso deve essere a dir poco spiacevole ricordare.
Morozzi con il suo stile giovane, fresco, attuale, parla della sua ossessione calcistica, e lo fa con simpatia e conoscenza diretta. Ma non è solo un libro sul calcio, mette molto anche di vissuto personale, alternando trasferte da incubo con amoreggiamenti vari che danno un pizzico di sale alle vicende assurde che capitano al tifoso CREDENTE.
E’ decisamente un buon libro, scritto da un autore che diventa sempre più bravo e vorrei poter dire: ecco l’erede di Benni. Ma Benni ha una lunga vita davanti e molte opere da scrivere.
Morozzi me lo ricorda molto (quando parla di Bologna intendo), senza essere così tragicamente comico, non vorrei che si adagiasse su questo stile, perché può spaziare davvero in ogni altro genere. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
fede fruggine@libero.it (10-06-2006) a me è venuta voglia diverse volte di chiedergli cosa pensa di De Santis, se lo incontro in giro per Bologna glielo chiedo, sperando non mi mandi... là! A parte questo, un libro bellissimo, come gli altri. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Pier (07-03-2006) Morozzi è così bravo che dopo aver letto Accecati dalla luce sono diventato fan di Springsteen, e dopo aver letto "LE AVVENTURE DI ZIO SAVOLDI" sono diventato tifoso del Bologna... a questo punto spero che non scriva un romanzo gay... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
marco (27-02-2006) Come sempre Morozzi sa portarci nel suo mondo, il mondo di una generazione, grazie ai suoi personaggi, che tutti quelli che lo seguono dai tempi di Despero considerano ormai amici. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Lorenz (12-02-2006) Stupendo!!! Lo specchio in cui potrà vedere riflessa la propria perfetta immagine oggi vero tifoso del glorioso Bologna FC 1909. In questo libro potremo trovare ogni attimo, ogni scarica di adrenalina, ogni versamento di bile, ogni lacrima e ogni urlo di gioia liberatrice che ha contraddistinto la nostra magnifica e dolorosa storia di tifosi di quella straordinaria e balenga squadra di calcio che è il BFC 1909. Bravissimo Morozzi! FORZA VECCHIO CUORE ROSSOBLU'
Consigliato anche ai tifosi di: Torino, Sampdoria, Genoa, Cagliari, Bari, Napoli, Palermo ... insomma a tutti eccetto a quelli di Juve, Milan e Inter che però non sanno cosa si perdono!!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
dexme dexmecube@yahoo.it (02-02-2006) Bellissimo!!! A tratti davvero molto molto divertente scivola via che è un piacere. Chi conosce almeno un pochino il mondo del pallone apprezzerà ancor di più alcune finezze... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Pierluigi (01-02-2006) Appena comprato... dai primi brani letti devo dire che Morozzi ha fatto centro ancora una volta (e non c'era da dubitarne)... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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