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Morozzi Gianluca - L' abisso |
Gabriele è un ex bambino prodigio, uno studente modello, unica soddisfazione della madre vedova e ormai anziana. Da qualche anno ha lasciato il paesello natio fra i monti e le capre, si è iscritto all'università come sognava la madre, ha superato tutti gli esami a prodigiosa velocità e col massimo dei voti. Oggi, finalmente, è il giorno della sua laurea: la madre si sta preparando a lasciare il paesello per andare alla laurea del figlio, il sogno di tutta la sua vita. È commossa e raggiante: è molto debole di cuore, e vive solo per quel figlio così intelligente e bravo negli studi. C'è però un piccolo problema: gli esami superati brillantemente, la laurea stessa, non sono che una bugia. Gabriele ha passato gli anni a falsificare libretti universitari e a millantare esami mai sostenuti, sempre convinto di poter recuperare con un prodigioso sprint finale. Ora è seduto sul divano del suo appartamento da studente fuorisede, ubriaco, e ha davanti a sé poche ore per trovare una via d'uscita.
15 recensioni presenti. Media Voto: 3.53 / 5davide davciv@gmail.com (22-09-2009) Bello, scorrevole e non pesante; ti tiene incollato alla pagina per arrivare a scoprire come il protagonista riesca a tirarsi fuori dai guai.... anche se in alcuni punti mi è sembrato "esagerato" e un po' artificioso solo per colpire il lettore... comunque non rimpiango di averlo comprato il che, visto cosa gira adesso in libreria, è già tanto!!! Voto: 3 / 5 |
Marcello T (19-01-2008) Stupendo. Ho passato piu' tempo a pensare come poteva tirarsi fuori dai guai (o casa avrei fatto io) che leggere il libro. E il finale poi ...
Da non perdere. Voto: 5 / 5 |
Stefania steassi@libero.it (26-12-2007) Morozzi ha il pregio di farti leggere i suoi libri tutto d'un fiato... Grande letteratura o meno, non posso che complimentarmi per la sua scrittura semplice e fluente, tema trito e ritrito o no è comunque sempre un piacere leggerlo. Voto: 5 / 5 |
Basta! (30-11-2007) Sono stanca di non poter apprezzare la letteratura italiana... qual è il mistero? Capisco che la scrittura scorrevole piaccia, ma un po' di vera energia, quella che faceva riflettere... di solito un'autore giovane ha il coraggio di sperimentare di andare contro la usualità... secondo me per essere accondiscendenti si può aspettare un po'... Voto: 1 / 5 |
Alecs (30-09-2007) Libretto tardo adolescenziale, buono da leggere sotto il banco a scuola o per introdurre un mese qualsiasi della Smemo. A tratti diverte, ma non conquista. Voto: 2 / 5 |
JOE (14-09-2007) LIBRO CON BUON RITMO CHE METTE TENSIONE ANCHE NEL LETTORE PRESO DA UNO STATO D'ANSIA PARAGONABILE A QUELLO DEL PROTAGONISTA.
DA LEGGERE. Voto: 3 / 5 |
Pierluigi (31-07-2007) Altro grande romanzo di Morozzi... che dire di più di uno scrittore che riesce a tenerti incollato dalla prima all'ultima pagina in ogni suo libro? Possiamo solo inchinarci alla sua bravura.
Voto: 5 / 5 |
ant lomell@libero.it (29-07-2007) Sicuramente scorrevole e spiritoso, com'è nella migliore tradizione di questo autore, ma anche stavolta devo fare una critica, il tema era già stato ampiamente trattato da Giuditta Russo con il suo: Confessioni di un avvocato senza laurea Voto: 2 / 5 |
Greta gretel68@virgilio.it (25-07-2007) Morozzi è un fine conoscitore della sua generazione, e non manca mai, in nessuno dei suoi libri, di descriverne i difetti e le avventure rocambolesche. Anche in quest'ultimo libro ci intrattiene piacevolmente sulla vita non proprio felice (o almeno non nelle ultime ore) di Gabriele, giovane studente bugiardo, che ha sempre fatto credere alla madre di essere a un passo dalla laurea, mentre invece gli esami dati sono solo quattro.
Il giorno fatidico arriva e il nostro "eroe" ha davanti a se solo poche ore per trovare una buona scusa alla sua non-laurea.
La scrittura è la solita di Morozzi, sciolta e ironica, con un retrogusto amaro e triste. In questo lavoro l'ironia è spesso in minoranza ed è lo sconforto che la fa da padrone, l'autore è sempre stato bravo nel mischiare le due cose: la spensieratezza della giovane età con l'amaro avvicinarsi all'età adulta e alle inevitabili responsabilità.
Curiosamente questo è il libro che meno mi è piaciuto; l'ho trovato meno completo degli altri e meno tagliente nei dialoghi che di solito sono una sua prerogativa, oltre alla narrazione che ammiro davvero molto.
Voto: 3 / 5 |
renato renatopolizzi2003@yahoo.it (26-06-2007) Gran bel libro. Morozzi da il meglio di sè e si avvicina, per ritmo ed eleganza al suo libro più riuscito: Blackout. pochi libri, fino ad ora, sono riusciti a raccontare in modo così aderente la generazione dei trentenni come fa Morozzi in questo suo ultimo lavoro. i vari Fabio Volo di fronte ad un libro del genere si dovrebbero finalmente fare da parte e lasciare fare ai professionisti perchè la letteratura è un lavoro serio.
geniale l'incontro sulle colline bolognesi tra il protagonista e una ragazza con un altro problema assurdo: è come una bolla in cui si incontrano per caso due casi di cronaca, di quelli qualitativamente assurdi ma non così rari; come se i coniugi di Erba avessero incontrato Erika...
e poi quando leggi non sai se sei più angosciato o più divertito. Morozzi ha aggiornato Fantozzi, ma senza scegliere il registro comico.
gran bel libro; alta letteratura? non so, ma fa sul serio! Voto: 4 / 5 |
patroclo (17-06-2007) nulla di trascendentale, ma sicuramente fresco e divertente.
a Morozzi interessa (per il momento) solamente descrivere adolescenze e gioventú e ingressi nella maturitá, il tutto ambientato preferibilmente nella sua Bologna.
ma lo fa bene, senza perdersi e sdilinquirsi, e confermandosi una sorta di Hornby nostrano, naturalmente ancora non a quei livelli (ma puó crescere). Voto: 3 / 5 |
Paola (23-05-2007) Finalmente un libro dove l'ossessione giovanilista di Morozzi (inutile che l'autore e Giorgio Pozzi dicano che non è così) scende a patti con la letteratura, e non con il diario. Un libro che si legge d'un fiato, un ritmo incalzante, una trama avvincente, appassionata, appassionante. Gli elementi "giovanilisti" qui hanno senso inseriti nella trama complessiva, e non peccano della stucchevole autoreferenzialità degli altri libri.
Era ora! Speriamo che la promessa di un Morozzi più maturo e meno ripetitivo si mantenga anche nei prossimi volumi. Complimenti!
Voto: 4 / 5 |
MAX67 INFO@BARONET.IT (16-04-2007) NON ESAGERIAMO CON I VOTI ,SCRITTO MOLTO BENE ALTRETTANTO FLUIDO NELLA LETTURA ,HA UN FINALE UN PO' SCARSO E CI POTEVANO STARE QUALCHE PAGINA IN PIU' . Voto: 3 / 5 |
pippi (10-04-2007) Bello Bello Bello e spassosissimo, originale, tanto per non smentirsi mai... Letto in un paio d'ore... Il Moroz ha la grande capacità di rendere i personaggi delle sue storie veramente accattivanti, che anche una storia che può sembrare all'apparenza banale, diventa veramente forte e piena di spessore... senza cadere mai nel ridicolo e sempre con quel pizzico di ironia alla Lansdale... E bravo ancora Moroz! Voto: 5 / 5 |
Simone simone@zuccherodicanna.net (21-03-2007) Grande Morozzi! In questo nuovo romanzo, non si trovano i personggi che amano tutti i Morozziani (escluso l'edicolante che si crede un supereroe), ma la carica narrativa, la capacità di sdrammattizare l'angoscia fino al grottesco, sono quelle tipiche del talento di Gianluca.
Una bella lettura, una prova narrativa ancora diversa dalle precedenti che coniuga claustrofobia e ilarità, capacità rara nel panorama letterario contemporeneo. Per l'ennesima volta Morozzi mi ha incollato al libro dalla prima all'ultima pagina!
Non c'è nulla da dire... questo è un grande scrittore! Voto: 5 / 5 |
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