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Bonafini Francesca - Mangiacuore |
Alfredo ha deciso di chiudere con l'eroina e si ritrova ad affrontare le difficoltà che la disintossicazione comporta, in primo luogo quella di reinventarsi una vita: ad affiancarlo nel suo travagliato percorso c'è una ragazza che lui, romano, chiama "la ragazza del nord", una volontaria conosciuta durante il soggiorno in una comunità di recupero. Due persone apparentemente così diverse ma tormentate dallo stesso bisogno di trovare qualcosa che sia davvero autentico, al di là delle maschere che ci si mette addosso per camminare nel mondo. Una storia d'amore raccontata a due voci, un dialogo serrato alla ricerca di un senso mai dato una volta per tutte, un percorso accidentato fra costruzione e distruzione, fra speranza e disincanto.
10 recensioni presenti. Media Voto: 4.9 / 5Matteo (07-09-2009) Ho letto il libro in poche ore, dalla sera alla notte, rapito dalla storia, dai personaggi e dal modo di scrivere profondo ma scorrevole dell'autrice, uno stile che "dà dipendenza". L'ho letto in poco tempo solo perché sentivo di farlo. E se un libro ti chiama così prepotentemente, non si può non rispondere. Un esordio da tenere d'occhio, che conferma la piccola casa editrice Fernandel come una fucina di nuove scoperte e ideale approdo per quegli autori in grado di scrivere opere coraggiose e degne di nota. Voto: 5 / 5 |
mariapia (29-01-2009) Due voci narranti, due cuori che si cercano, in mezzo la dipendenza da eroina che (forse) è il terzo protagonista del romanzo. Una storia ficcata come un ago doloroso dentro la nostra realtà, ma anche un racconto d'amore e di rinascita che fila via grazie a una scrittura dal ritmo curato, piacevole (che mi ha ricordato un po' quella di Tondelli...). Bella lettura che consiglio (e ho già consigliato ai miei amici). Bellissimo anche il titolo: Mangiacuore! Voto: 5 / 5 |
marco (28-01-2009) questa storia m'è piaciuta molto: l'ho letta tutta in una notte senza staccarmi mai dalle parole che scorrevano con fluidità e ritmo. certi passaggi mi hanno commosso per l'autenticità dei sentimenti che muovono i due personaggi. droga e amore: un tema spinoso che avrebbe precipitato uno scrittore meno abile in una palude di ovvietà stucchevoli e rimandi psico-sociologici triti e ritriti... invece francesca bonafini, dotatissima, è riuscita a cesellare una scrittura originale, avvincente. considerando che è un esordio... complimenti! Voto: 5 / 5 |
cordobes (18-11-2008) Riletto. Ancor più bello e denso. Ad ogni passaggio calchi quel palcoscenico e soffri le stesse pene dei personaggi, ancor più pasoliniani, rispetto alla prima vorace lettura. Il testo rende al meglio se letto cercando i tempi dell'autrice e ad alta voce. Si spera che gli addetti ai lavori colgano la magistrale costruzione teatrale e il susseguirsi filmico della storia; e che l'autrice mandi in libreria un altro romanzo. Voto: 5 / 5 |
mina (14-09-2008) Bello il libro della Bonafini. Bello e doloroso. Uno stile ricercato e già maturo per un'esordiente. Un tema sociale stranamente poco trattato in letteratura, e una appassionata storia d'amore. L'ho letto tutto d'un fiato, catturata sin dalle prime pagine. Trovo coraggioso l'argomento trattato, è facile cadere nel cliché. Non è stato questo il caso di questa giovane autrice. Continua così! Voto: 5 / 5 |
Monica monicaparisato@libero.it (12-09-2008) Un libro di forte impatto, l'autrice riusce a tenere il lettore incollato alle pagine fino alla fine.Nonostante i toni siano molto forti si riesce a carpire una bellissima storia d'amore e di devozione totale.Importante l'argomento toccato (la droga),descritto con crudezza ed estrema realtà.Ottimo il complesso ,un libro che ti trasmette delle forti emozioni. Voto: 5 / 5 |
Stella (02-08-2008) Vorrei provare a raccontare a chiunque passi di qui e abbia solo sentito parlare di Mangiacuore, le ragioni per cui dovrebbe leggerlo e cosa si perde a non farlo. Tempo fa ho sentito dire che per scrivere un buon libro occorre avere il pane e i denti, cioè le storie e lo stile: il libro della Bonafini li ha entrambi. Leggi due pagine e già ti senti addosso una voce nuova, inconfondibile, ricca di suggestioni, carica di poesia, di lirica durezza. Una voce che sa assumere - e tenere con maestria - il ritmo di due registri esistenziali senza cedere mai, e soprattutto senza eccedere. Senti subito che c’è della sostanza vera e spessa, quella che solitamente cerchiamo ma ci aspettiamo di trovare solo nei libri dei “grandi”… Io, in quelle pagine ho trovato tanta bellezza: il piacere di fermarmi sulle parole, di ritornare su una frase per assaporarne il ritmo, sempre giusto, sempre riuscito. Ogni cosa nel suo luogo e perfettamente necessaria. Voto: 5 / 5 |
remo (25-07-2008) Una sorpresa. Il contenuto (sulla dipendenza dalla droga e sui rapporti interpersonali di chi vive il problema delle tossicodipendenze) e la scrittura (due registri, uno popolare e uno elevato, che poi si fondono) non sono bene rappresentati, come qualcun altro ha fatto notare, dalla confezione del libro (copertina più titolo).
peccato, perché questo libro e questa autrice non meritano di passare inosservati. Voto: 5 / 5 |
NT (20-07-2008) Ottimo esordio di un'autrice che si era già fatta notare con racconti pubblicati su riviste e antologie. Una storia a due voci intensa, dai toni variegati, poco ammiccante e molto autentica, che si compie nell'inatteso finale. E' una luce rara nella narrativa italiana contemporanea e continuerò a seguirla, speriamo pubblichi presto qualcos'altro. Voto: 4 / 5 |
Benito Mascitti (17-07-2008) Bellissimo libro, ben scritto e ben costruito. L'autrice rifugge dalle tendenze (deleterie) della moderna editoria coltivando con efficacia la migliore tradizione del romanzo italiano ed europeo. Nel dettaglio il lettore verrà catturato totalmente da una storia che si legge tutta d'un fiato e che descrive, con scenari a tratti pasoliniani, temi scomodi per la cultura dominante, che ci vorrebbe tutti ben omologati. Chi è abituato a scegliere un libro anche dalla veste grafica non dovrà farsi condizionare da una copertina oggettivamente inadatta al prodotto complessivo. Voto: 5 / 5 |
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