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Chesterton Gilbert K. - La saggezza di padre Brown |
La saggezza di padre Brown è la seconda antologia, in nuovissima traduzione, dedicata alle avventure spiritual-investigative dell'acuto Joseph Brown che, con le sue ironiche e talvolta assurde confutazioni, affronta ancora il crimine e la morte con socratica saggezza. Il suo scopo è di arrivare a conoscere il senso anche delle azioni più assurde compiute dagli uomini, per condurli ad un cammino verso la conoscenza che ognuno deve compiere da sé, per se stesso e la propria salvezza. I teatri in cui si muove questa volta l'acuto pretino dell'Essex, accompagnato dal fedelissimo Hercule Flambeau, investigatore con un passato da ladro, sono L'Italia, l'Inghilterra, la Germania e la Francia.
6 recensioni presenti. Media Voto: 4.16 / 5Sabina Nicolini (16-01-2009) "Per me il primo e fondamentale principio e' che il fine di una storia del mistero, cosi' come di ogni altra storia e di ogni altro mistero, non sono le tenebre ma la luce". Basterebbero queste righe scritte da Chesterton sul suo "G.K.'s Weekly" per offrirci una chiave di lettura per "La saggezza di Padre Brown". Questi racconti, giocati sul paradosso e su una penetrante intuizione, mettono in scena precisamente un duello, quello fra la luce e le tenebre. Duello che ha luogo nel cuore dell'uomo, che viene mille volte vinto e perso nelle sue azioni. Perche', ben al di la' di una visione sentimentale, "la vita e' una lotta, pericolosa e sorprendente". Il duello si decide infine per la vita quando viene rischiarato da quella luce che si chiama "grazia". Ne e' portatore il nostro sacerdote-investigatore, che arriva alla verita' proprio perche' ha il coraggio di uno sguardo totale sulla realta'. E se questo sguardo puo' sembrare banale, o ingenuo, forse e' perche', come scrive Chesterton, "la verita' e' qualcosa di evidente, per quanto i materialisti escano pazzi a furia di cercarla". Se non abbiamo un frammento di questo sguardo, un po' di questa leggerezza, un pizzico della sua ironia, forse non ci resta che impararla. Voto: 5 / 5 |
Paolo Pegoraro (15-01-2009) Ovviamente Chesterton era uno sciocco. Perché solo gli sciocchi cadono volontariamente e felicemente nella grande trappola della vita - come mr. Pickwick! - e fanno tutte quelle felici e conturbanti sciocchezze come innamorarsi, costruire una casa, sposarsi e dare un seguito a quella gloriosa sciocchezza che è la vita. E tanti suoi illustri lettori hanno invidiato a Chesterton la sua eroica capacità di arrendersi alla sciocchezza, e ne hanno amato le pagine: ammiratori come Kafka, Hemingway, Borges, Magris, Cases, Gaiman... Ma ovviamente ci sono alcuni che sono troppo intelligenti per tanta sciocchezza, e prefiscono stare in un angolino, a ridere da soli con la propria algida, ridicolissima perfezione. Voto: 5 / 5 |
Maria Cristina (15-01-2009) Divertente, saporoso, serio con ironia, narra la storia di un povero sacerdote, in un angolo di mondo, alle prese con la sempre imprevedibile realta umana. Straordinario libro, offre mille livelli narrativi. Si puo' leggere una storia, si puo' conoscere un'esperienza umana, si puo' esplorare mondi nuovi, come in ogni libro. In padre Brown, una sana dose di speranza (rarissima, ormai) accompagna ogni pagina. Da lettrice veramente accanita, un 10 e lode. Voto: 5 / 5 |
osteriavolante (14-01-2009) Cheserton antisemita, fascista, noioso e sentimentalista? Ma stai parlando di Chesterton o di Eugenio Scalfari da giovane?
Comunque, la "Saggezza di Padre Brown" è meraviglioso. Con l'insuperabile ironia di Chesterton abbiamo la possibilità di esplorare gli abissi del cuore dell'uomo senza sopportare per forza quell'insopportabile pesantezza dei romanzi psicologici post-freudiani. Un romanzo che opera un elegante rovesciamento dei principali pregiudizi della cultura contemporanea, mostrando ad esempio come l'intuito di p.brown, capace ogni volta di anticipare la polizia, poggia sull'amicizia tra fede e ragione tanto bistratta dai suoi e nostri contemporanei. E' una lettura piacevole, allo stesso tempo leggera e profonda proprio come il suo autore, instancabilmente saltellante tra Cielo e Terra, affetto dalla malattia più odiata dalla modernità: la gioia di chi ama la vita.
Ciao, osteriavolante Voto: 5 / 5 |
luciano comida luciano.comida@libero.it (14-01-2009) Ha ragione l'informatissimo Giuseppe (che ha studiato sul "Corrierino dei Prevenuti" e sulla "Gazzetta del Non So"). Ha ragione: quant'era antisemita e filonazista, Chesterton. Che a tal proposito scrisse (nel 1936): "sono inorridito davanti alle atrocità commesse da Hitler. Esse non hanno né ragione né logica. Rappresentano ovviamente l'espediente di un uomo che è stato spinto a cercare un capro espiatorio ed ha trovato con sollievo il più famoso capro espiatorio d'Europa, il popolo ebraico" Quant'era antisemita e filonazista.
Voto: 4 / 5 |
Michele (22-10-2008) Chesterton è uno sciocco. Nulla conosce delle zone di luce e di ombra della vita umana, del bene e del male nella Storia; come i personaggi questo libro, vive in un mondo immaginario, una sorta di noioso parco giochi oratoriale nel quale, in definitiva, non succede mai nulla di grave. Non ha gli strumenti analitici per decrittare gli orrori e le grandezze del ventesimo secolo: per lui la vita è, come ne scrisse Eliade (altro sciocco come l'autore) un romanzo sentimentale. Non v'è dunque da stupirsi se Chesterton assunse sempre posizioni sbagliate: dallo (sciocco) entusiasmo patriottico per lo sconvolgente macello della Prima Guerra Mondiale, alle simpatie per fascismo e nazismo, al suo repellente antisemitsmo. Vivamente sconsigliato. Voto: 1 / 5 |
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