|
|  |
Balestra Adriano - Orwell, 1984 |
15 recensioni presenti. Media Voto: 4.53 / 5Beatrice (30-04-2009) Come ha già detto qualcuno nelle recensioni precedentemente lasciate, il libro lascia angoscia, un'angoscia così grande che pare quasi di non poter respirare; ma non considero questa sensazione d'oppressione negativa per il libro, sono convinta che Orwell lo abbia scritto con l'esatto intento di trasmettere tale emozione al lettore. Non vuole essere un romanzo in cui il protagonista viene oppresso fino alla fine e poi liberato dalle mille catene che lo tenevano in quel carcere, no, il libro vuole esprimere ciò che Orwell ha espresso con grandissima maestria. Per questo è staordinario, oltre che geniale nella sua logica che sembra contorta, eppure è così semplice. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
mark faber530@alice.it (19-04-2007) Soffocante, angosciante, paranoico. Solamente una mente astrata come quella di Orwell poteva creare un capolavoro come 1984. Mai come oggi ci avviciniamo a un mondo nel quale poche persone controllano le masse e che creano paure per mantenere il proprio potere è imporre la loro idea di libertà, malsana e falsa. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
rocco roccocut@hotmail.com (31-07-2006) uno dei libri più belli in assoluto
profetico,angosciante...esattamente il nostro mondo...
"i libri più belli sono quelli che scrivono ciò che già sai.."
Winston Smith Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Carl (15-05-2005) Bello, ma troppo angosciante. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
carmafreh (28-02-2005) Spettacolrae, semplicemente fantastico. Lessi per la prima volta 1984 circa 8 anni fa, all'età di 20 anni: ne rimasi letteralemnte folgorato. E' il libro più profetico, più profondo, più bello che il grande Orwelll ha scritto. Ma la cosa più assurda è che lo ha scritto nel 1948: 36 anni prima di quel 1984 che lui immaginava così lontano e che, invece, si materializza sotto i nostri occhi ogni qualvota accendiamo la televisione per vedere un qualsiasi telegiornale, ogni qualvolta apriamo un qualsivoglia giornale, ogni qualvota si parli di politica con qualcuno chicchesia. Tanto emblematico nella sua cupa ambientazione in stile previttoriano quanto splendente nella lucida analisi di un mondo malato visto dagli occhi del povero Winston costretto suo malgrado ad arrendersi alla volontà solenne del grande fratello, all'odio irriverente che egli e il suo potere centellinava meticolosamente. Strepitoso.
"L'ignoranza è forza"...Orwell è stato profetico anche in questo: provate a chiedere a 10 persone qualsiasi (conoscenti, colleghi, amici, parenti, mogli, figli, mariti) chi è il grande fratello. Bene, il 99% percento vi risponderà che è una trasmissione televisiva.
L'ignoranza è Forza. Caro Orwell, avevi perfettamente ragione.
Carmafresh Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Pierino sanculamo@hotmail.com (23-12-2004) Semplicemente geniale, appassionante e pieno di colpi di scena e suspance. Il lettore è catapultato nella testa del protagonista riuscendo a sentirne l'angoscia continua in cui egli è costretto a vivere. Interessante la riflessione sull'idea che la realtà sia ciò che noi crediamo (vogliamo) essa sia. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
gabriella gabrigallo@libero.it (27-11-2004) ho trovato questo libro alquanto sconvolgente, credo siano portati all'esasperazione alcuni temi quali la libertà di pensiero, e tutto ciò che è in relazione ai regimi totalitari, ma ciò che più colpisce è lo strapotere dei mezzi di comunicazione che entrano nella vita dell'individuo fino ad annullarne completamente la personalità, credo vuol essere un monito per le società future. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Cosmo cosmovallone@yahoo.it (18-10-2004) Mi sono avvicinato al libro, sotto il tam tam del GF e di Echelon, ma, sinceramente, non credo abbia con essi qualcosa in comune. Il romanzo di Orwell è una lettura del mondo a venire con gli occhi di chi nel 1948 non aveva difficoltà a prevedere una guerra atomica "calda", una deriva della democrazia partecipativa e rappresentativa, una secolarizzazione del laicismo clericale. La politica, da contesa democratica dentro e fuori la città, quale deve essere nel suo paradigma ideale, diventa qui dipendenza di un senso del potere, ormai amorfo e autoreferenziale. Le superpotenze non vogliono, infatti, prevalere l'una sull'altra e dall'annullamento di uno dei nuovi leviathani non è prevedibile, nè augurabile una nuova era di felicità o benessere che nessuno desidera più. Il tema più interessante mi sembra quello relativo ai prolet, che rimane, a mio parere, oltre alle tensioni psicologiche tuttora valide dei personaggi, uno degli argomenti oggi ancora visibili. I prolet descritti nel romanzo sono effettivamente il ceto medio, i nuovi spettatori circensi delle moderne società. Ma, mi domando, e se lo è chiesto sicuramente anche Orwell, se la loro forza vitale sia indispensabile per l'abbattimento di uno status quo, anche deprecabile. Che cosa aspettarsi dal futuro? Una nuova Unione Sovietica, una riproduzione del fondamentalismo iraniano? I prolet sapranno resistere al potere? Lo so; è una vecchia questione a cui non sono in grado di aggiungere un contributo di indagine che non sia già stato ampiamente dibattuto. Credo comunque fermamente che da parte dei nuovi prolet ( precari, famiglie monoreddito, persone sole, nel migliore dei casi o uomini e donne sotto le bombe, affamati, ammalati, tossici, gente torturata e privata della liberta, nel peggiore) almeno per quanto riguarda la nostra parte di mondo sarebbe auspicabile cominciare a sposare alcune idee di cambiamento tobin tax, annullamento dei debiti ai paesi poveri, no a brevetti sui medicinali, no guerra, no satrapi e Bush, no pacifisti, si pacificatori. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Daniel N. (10-09-2004) Il mio preferito in assoluto. La cosa più angosciante è che il mondo del libro sia verosimile. Indimenticabile lo slogan: la Guerra è Pace, la Libertà è Schiavitù, l'Ignoranza è Forza. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Duncan (27-07-2004) Un libro molto ben costruito dal punto di vista delle emozioni che suscita e della coerenza interna della vicenda e del mondo ipotizzato (temuto forse), non lo consiglierei però ad alcuno, avendo il brutto difetto di non accogliere alcun barlume di speranza per l'uomo e il futuro. A mio parere assomiglia troppo ad una "cattiva novella" e penso che lasci al lettore solo angoscia. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Tommy guidetti.s@libero.it (01-07-2004) Un romanzo inquietante e sconvolgente nel modo di presentare la realtà. Eccellente Orwell nel denudare e denunciare catastroficamente le brutture e i mali che affliggono la nostra società. Importanti i temi di libertà, guerra, tradimento, amore, vendetta, inglobati in un'atmosfera opprimente che annulla l'individuo a vantaggio dell'uguaglianza di massa. Notevole. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
lalla (16-05-2004) bellissimo e sconvolgente. destabilizza ogni certezza. sottolinea come l'arte sofista sia la vera arma di distruzione, e come sia vero che la libertà è schiavitù, per chi non riesce a soreggere il peso della libertà. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
M. Tamburri (20-03-2004) Poesie impegnate che definire pessimiste sarebbe troppo gracile disamina. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
lele (11-02-2004) Forse il mondo descritto non è molto lontano dalla realtà. A tratti sconvolgente
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
herny (18-01-2004) un libro quasi profetico nella sua crudezza. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
|
 | I più venduti di Balestra Adriano |
|
|