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Lethem Jonathan - L' inferno comincia nel giardino |
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Titolo | L' inferno comincia nel giardino |
| Autore | Lethem Jonathan | Prezzo Sconto 15%
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€ 11,48
(Prezzo di copertina € 13,50 Risparmio € 2,02)
|  | | Dati | 2001, 263 p. | | Traduttore | Testa M. |
| Editore | Minimum Fax
(collana Sotterranei) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Riuscite a immaginare un padre di famiglia che torna periodicamente dall'aldilà e aiuta suo figlio a progettare un videogame ispirato alle sue avventure ultraterrene? Un inferno popolato di bellissime streghe a cavallo e cani robot? Un felino alieno che segue, come un agelo custode, due spacciatori di crack dilettanti? Un penitenziario le cui mura sono fatte di criminali incalliti? Sette racconti che mescolano il noir, la fantascienza e la pura fiaba, giocando a nascondere gli orrori del quotidiano dietro il velo della surrealtà.
Media Voto: 3.8 / 5Daniele Falcioni aristofane@email.it (23-07-2008) Si rimane con l'amaro in bocca: dopo aver letto "Memorie di un artista della delusione", "Men and Cartoons" e "Amnesia Moon" mi aspettavo molto di più da questa raccolta di racconti, non fosse altro perchè era stata presentata come l'opera summa di J.Lethem.
"L'inferno comincia nel giardino" raccoglie 7 racconti, molto diversi tra loro: si spazia dalla cronaca sportiva di "Vanilla Dunk" al genere noir, dalla fantascienza al non-sense di "Per sempre, disse il papero" (se può essere considerato un'etichetta): Lethem sì, sa scrivere di ogni cosa e lo sa fare anche abbastanza bene, e questo lo dimostra per l'ennesima volta, ma a volte il tutto si riduce a mero esercizio di stile: bastino come esempi "Cinque scopate", "Duri come la pietra" e "I dormiglioni"; quello che intendo dire è che non basta avere tanta fantasia e saper scrivere bene per creare qualcosa di buona qualità. Non fosse stato per "L'Uomo Felice", "Vanilla Dunk" e "Chiaro e il Sofferente", tutti e tre surreali ciascuno a suo modo ma intensi e veri, il giudizio sarebbe stato probabilmente più basso. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
marzia (19-05-2007) il racconto della festa. il racconto dei discorsi da festa. splendido. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Lorenzo Berti paperogonfio@gmail.com (27-07-2006) Mi piace di più il Lethem dei romanzi, e penso che la cosa sia facilmente condivisibile; tuttavia la presente raccolta non è nemmeno "Men & Cartoons". Ancora, forse, minimum fax aveva la sua misura... In ogni caso, a parte qualche eccesso ("per sempre, disse il papero", è il primo che mi viene in mente così - poi, è passato un po' di tempo dacché l'ho letto...) ci sono cose di livello assoluto ("L'uomo felice", e "Vanilla Dunk", ad esempio). Da leggere. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Latinese (18-05-2001) Dissento parzialmente dalla precedente recensione. Avendo letto i racconti in originale, sospetto che se c'è qualche parola di troppo la colpa potrebbe essere del traduttore (il condizionale è d'obbligo, non avendo letto la traduzione italiana). Comunque sia, Lethem merita assolutamente di essere letto. Sia che parli di una prigione costruita con i suoi prigionieri che di un morto che risuscita ma ogni tanti giorni deve tornare in un inverno personale e indomabile, di un'epidemia di sonno o di un party dove vanno le copie degli invitati e non gli originali, quel che scrive è degno della massima attenzione, e oltre ad essere bello è anche un libro che tira in modo folle. Se cominciate non smettete. Aggiungiamo che è anche un libro folle.
Che poi i romanzi siano meglio di questi racconti è probabilmente vero (solo per questo il mio voto è 4/5), ma questi sono un ottimo punto di partenza per scoprire il Meraviglioso Mondo Lethem. Uno scrittore di culto all'inizio della suo culto. Ne risentirete parlare. O forse, dopo averlo letto, sarete voi a parlarne. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Antonello (29-04-2001) "L'inferno comincia nel giardino" di Jonathen Lethem
In attesa dei romanzi piu' famosi di Jonathan Lethem ,esce in italia per
Minimum Fax una raccolta di racconti, di quello che viene indicato come
l'erede di Philip K. Dick.Sebbene questa breve antologia ,non sia un
capolavoro ,non si puo' far a meno di notare il genio fantastico dell'autore
,che sa creare -e qui l'influenza di Dick si fa sentire.-con estrema
disinvoltura scenari fantastici e surreali , che gli permettono di rendere
con discreta efficacia gli aspetti del reale di cui vuole scrivere.
Memorabili sono le sue carceri ,nelle quali i criminali recidivi
costituiscono le mura in una sorta di arte contemporanea dell'orrore.
Accanto a questo fanno sfoggio in una vera esibizione di immaginazione
fantastica:morti che tornano alla vita ,a patto' pero' di un obbligatorio
pendolarismo con l'aldilà,felini alieni fumatori di crack,soldati dormienti
,ipertute che fanno rivivere le mosse campionate dei grandi del basket
,amanti che vengono clonati .
Cosa manca a questo Jonathan Lethem per essere un grandissimo?
Forse dovrebbe migliorare l'aspetto reale delle sue storie nel quale pecca
di troppa descrittività,sopratutto quando dipana il filo dei suoi racconti
per arrivare al finale.Qualche parola in meno non guasterebbe.
Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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