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Carver Raymond - Di cosa parliamo quando parliamo d'amore | Con questi diciassette racconti, pubblicati negli Stati Uniti nel 1981, Carver che fu subito riconosciuto come maestro della "short story", mise di fronte a scrittori, critici e lettori un nuovo universo narrativo. Scrisse "The Nation" all'uscita del libro, "Duecento anni fa Wordsworth e Coleridge diedero inizio ad una rivoluzione quando proclamarono di voler scrivere con la "lingua veramente usata dagli uomini". Ma nessuno dei due ci riuscì fino in fondo. In questi racconti Raymond Carver ci è riuscito. In maniera impressionante."
Recensioni 1 - 20 di 21 recensioni presenti. Media Voto: 4.04 / 5Alessandra (31-07-2011) Folgoranti. Spietati. Bellissimi Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Tommaso (10-01-2010) Questi racconti non mi son piaciuti, sarà che forse è preferibile leggere prima altre raccolte di questo autore, però credo di capire il perchè di alcune stroncature fatte qui. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
miro (16-04-2009) Un autore sopravvalutato. Avete mai letto Cechov, Hemingway, Parise? Voto: 1 / 5 |  |  |  |
maria cristina aschieri maricris.aschieri@libero.it (04-11-2008) Fermo restando il rispetto per i gusti di ognuno, consiglio, a chi voglia nutrirsi di emozioni forti, di astenersi dal leggere Raymond Carver, se non altro per non arrivare qui a fare pietosi commenti.
Si rivolgano alle pagine dei giornali dedicate alla cronaca, che provvedono a darci in pasto quotidianamente quel tipo di subletteratura.
Per quanto riguarda lo stile di scrittura, arrogarsi il diritto di levare la propria voce per criticare un must della narrativa al pari di Carver mi pare solo indice di immaturità e supponenza.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
GuidoR guirob@yahoo.com (12-05-2008) Il valore delle parole.
QWuelle dette e ancor di più quelle non dette, sospese nella mente del lettore...
Fotografie dalle quali emergono i sentimenti più profondi e una sottile vena di malinconia.
Un modello.
g Voto: 5 / 5 |  |  |  |
lorenzo piantini (26-04-2007) I racconti di Carver ti lasciano sospeso, a volte angosciato. Il loro pregio maggiore (oltre all'incredibile realismo, si vedano i dialoghi) sta nel non indirizzare il lettore attraverso fatti univocamente interpretabili, nel fornire nessuna chiave di lettura. Ognuno interpreta i racconti come vuole, trova storie che non ci sono, motivi che forse neanche Carver aveva immaginato. Chi ritiene questi racconti insignificanti, o inconcludenti non ha capito niente di Carver. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Mimmo (13-02-2006) Ok mi sono sbagliato,questo è stato il mio primo pensiero una volta finito il libro.Avevo letto alcuni racconti di Carver qualche tempo fa e il mio giudizio fu negativo,la verità però,credo,è che ero prevenuto,perchè mi fu presentato come un piccolo Hemingway.Oggi,dopo un'attenta rilettura, mi rendo conto che queste storie sono un pugno allo stomaco,pura vita che emoziona,e Carver merita di essere giudicato positivamente. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Roberto robell54@alice.it (27-12-2005) C'è qualcosa da aggiungere alla chiara sintesi di Orl@ando, con cui mi trovo perfettamente d'accordo? Forse una: ho letto Carver tutto d'un fiato in una sera. In fin dei conti sono semplici racconti. Però ne terminavo uno e qualcosa si agitava dentro: disagio, disagio puro. E incapacità di esprimerlo. Ne concludevo un altro e l'inquietudine cresceva. E quando ho finito il volume, nella penombra della notte, anche gli oggetti nella stanza sembravano trasmettere uno stato d'angoscia incomunicabile. Anche questo è Carver: ti mette di fronte al disagio, a quel disagio che hai provato e che proverai in mille situazioni della vita, ti mette di fronte alla tua incapacità di esprimere ciò che veramente vorresti. Ti mette di fronte alla tua inquietudine. E te la fa toccare.
Mettiamoci d'accordo: non è necessario essere ammiratori di Carver e del suo stile. Si campa lo stesso. Se avessi trovato, nei commenti, un plebiscito, un coro unanime di consensi, mi sarei insospettito; però non stiamo facendo i "compitini". Una provocazione ci sta: chi ha rifilato un bel 1 come giudizio, cambi genere; ci sono delle notevoli strenne natalizie anche su novella 2000, con tanto di buona morale e lieto fine. Ma lo sappia: la vita è altrove. E in Carver c'è quasi tutta. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Orl@ndo orlando_swinton@yahoo.it (07-12-2005) Di che cosa parliamo quando parliamo di Carver? Parliamo di minimalismo? A mio parere no. Parliamo di stile. Se dovessi definire lo stile di Carver con una parola sceglierei: precisione. Non c'è una parola fuori posto, nei racconti di Carver. Tutti nitidamente tagliati sulla pagina. Non si sprecano parole, non ci sono sbavature emotive, eppure l'effetto di profondità e di contatto con la realtà vera, la realtà della vita è perfettamente riuscito. Non capire Carver è come non capire la stoffa con cui sono tagliati gli abiti della nostra vita quotidiana, della vita quotidiana dell'America, quella vera, non la zuccherosa e patinata immagine che proviene dalla filmografia hollywoodiana.
I racconti di Carver si possono leggere e rileggere, e non danno l'effetto nauseante delle bevande iper-zuccherate, iper-colorate e iper-gassate che molti americani tracannano a litri.
Leggete "Di cosa parliamo quando parliamo d'amore". Poi rileggetelo. Poi parliamone. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Stefano liuk67@hotmail.com (22-07-2005) questo libro contiene alcuni fra i più bei racconti scritti da Carver, li ho letti tutti oramai (anche negli altri libri) il commento lo lascio qui perchè "Di cosa parliamo quando parliamo d'amore" è semplice e bello.... c'è molta americanità in tutti i suoi racconti non a caso il film di Altman American stories è tratto dai racconti di Carver...
ringrazio Dispenser di Radio2 che me lo ha fatto conoscere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
sa (07-07-2005) Leggendo queste recensioni deduco che carver o si ama alla follia o si detesta.
Io evidentemente sfuggo alla regola. Mi è piacuto questo libro, ma qualche perplessità m'è rimasta.
Non tutti i racconti sono riusciti, ma Carver ha qualcosa dell'Hemingway dei 49 racconti, a mio modesto avviso. E una lettura la merita eccome. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Albertus (05-02-2005) Carver dice le cose come sono e scusate se è poco. La sua scrittira è semplice. pochi aggettivi. Soggetto, predicato, complemento oggetto. Sembrano frasi scritte alla lavagna da una maestra per fare un analisi logica, ma quanta realtà vibtrante dietro quelle frasi, i nudi fatti sottratti da ognisporadica suggestione per essere il più possibile vicini alla realtà! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
vlad (14-12-2004) Un capolavoro. Chi ha dato un giudizio negativo sull'autore in questa pagina si merita davvero un plauso.
Evidentemente ne sanno piu'loro di tutti gli scrittori, giornalisti e professori universitari che considerano Carver un maestro.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
sara (03-11-2004) magnifico. Carver era un genio Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Gaddo (20-10-2004) Un gran libro veramente Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Massimo (11-07-2003) densità di scrittura che ricorda Kafka.
Un genio. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
max (19-03-2003) ci sono libri di racconti che non vale la pena di finire ,perche tanto quando arriverai alla fine sara come non averli letti.A me con carver e capitato questo,ho finito l ultimo racconto e lo trovato come il primo , vale a dire inutile.ma a chi possono davvero interassare,intendo dire interessare veramente,racconti come mirino o meccanica per tutti-probabilmente solo al suo autore o alla sua corte. Questo libro non e un capolavoro,nemmeno mancato.E un pezzo mancante della letteratura piu ricco di buone intenzioni che di racconti decenti Voto: 1 / 5 |  |  |  |
marcob marcob57024@yahoo.it (01-07-2002) In poche righe, l'autore - un genio - riesce a condensare la realtà della vita quotidiana di ognuno di noi, i nostri sentimenti, le nostre paure, le nostre frustrazioni. Questi racconti sono perfetti nella loro essenzialità: alla fine di ogni racconto ti accorgi che non sarebbe stata necessaria alcun’ulteriore parola. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
preferireidino (20-05-2002) bello, sempre ('inesisente' - penso, pensando al commento precendente - è un aggettivo che sarebbe forse piaciuto a carver; "il punto di inesistenza" di ogni amore, ecco ciò di cui laconicamente si parla) Voto: 5 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 21
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