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Bender Aimee - Un segno invisibile e mio |
Mona, vent'anni, insegna matematica alle elementari, ha come portafortuna un'ascia affilata e rifugge dalle storie d'amore mangiucchiando sapone; il signor Jones, il suo vicino di casa, porta ogni giorno il proprio umore appeso al collo sotto forma di un numeretto di cera; Lisa, la sua alunna preferita, è affascinata dai tubi delle flebo e dall'ospedale dipinto di blu; il signor Grey, suo padre, è un ex atleta il cui destino potrebbe essere segnato dal numero del pettorale da maratoneta. Tenero, visionario, commovente, venato di tristezza ma colorato di surrealtà, il primo romanzo di Aimee Bender è una favola per adulti per il nuovo millennio.
Media Voto: 4.6 / 5Bè (29-01-2008) ogni volta che passo nel reparto ferramenta di un supermercato...devo legarmi le mani per non acquistare un'ascia.... ;-) decisamente un bel libro. uno di quelli in cui puoi non riconoscerti. e brava aimee Voto: 5 / 5 |
passepartout (15-12-2003) Ho finito il libro ieri, perchè l'ho comprato? Per la copertina, per la microrecensione di Jonathan Lethem nel retrocopertina? Non lo so, comunque il libro è spiazzante, di quelli che non si leggono tutti i giorni, forse leggermente sopravvalutato, ma meglio questo che molti altri. Non siamo di fronte ad un capolavoro, si intenda, però mi trovo a leggere tante belle idee, strampalate, grottesche, amare, commoventi...c'è un pò di tutto in questo libro, perfino troppo per essere racchiuso in un commento che dovrebbe essere breve ma incisivo..non viresta che leggerlo e a noi attendere nuovi frutti, Miss Bender Voto: 4 / 5 |
Sheila nemoenautilus@yahoo.it (26-05-2003) Ho adorato questo libro dissacrante e grottesco, mi ha ricordato autori che pensavo estinti.
Il racconto del prologo ti butta in un mondo surreale, fantastico e terribile ad un tempo che ti sorprende ancora e ancora nel percorso di scoperta di se che Mona compie. Vittima di piccole manie comuni ai più ma qui minuziosamente raccolte e catalogate. E' un personaggio pazzesco, una sorta di "Amelie".
Un racconto frizzante che sconfina nella follia delle piccole paranoie che ci rendono tanto ridicoli e unici. Voto: 4 / 5 |
loziolimone ziolimone@inwind.it (27-03-2003) Un segno invisibile e mio di Aimee Benders è un libro molto bello e spiazzante. Un'idea ce la da il folgorante prologo del libro che ci fa entrare in un'atmosfera grottesca ricca di iperbole. Un prologo che è una fiaba raccontata dal padre alla protagonista del romanzo che ci introduce a quella che è a tutti gli effetti una fiaba per adulti.La protagonista, Mona Gray (uno dei più bei personaggi in cui mi sia capitato di imbattermi), giovane insegnante di matematica alle elementari non è altro che una principessa colpita da una maledizione. L'ipocondria del padre diventa così il fuso avvelenato che fa “addormentare” la nostra bella avviluppandone la vita in una spirale senza fine. La vita di Mona è bloccata in un continuo “smettere”. Smettere qualsiasi tipo di attività: dalla corsa, della quale lei era una campionessa, al pianoforte. La stessa cittadina sembra essere sotto gli influssi di una malia che impedisce a lei ma anche ai suoi concittadini di andarsene. Ma come in tutte le favole arriva il principe azzurro, questa volta nei panni del professore di scienze che, tramite la forza dell'amore riuscirà a spezzare il vortice nel quale era caduta Mona. All'interno di questa trama che può sembrare molto semplice, si intersecano in realtà numerose altre storie e surreali personaggi che, con un continuo uso di metafore grottesche, dipinge una cittadina “amputata” della voglia di vivere. Senza voler allargare l'obiettivo dell'opera, intendendola uno spietato ritratto dell'immobilità delle piccole cittadine della profonda America, ci si può limitare a considerarla una “semplice” fiaba con una morale che, una volta tanto, non è così banalizzata. Voto: 5 / 5 |
guido remusat@tin.it (21-12-2002) un segno invisibile e mio è bello. molto. e in questo spazio immagino si dovrebbe spiegare il perché, perchè uno dovrebbe leggerlo o regalarlo. ma io questo non lo so. la storia è divertente, orginale, i personaggi buffi e commoventi, raccontanti in una lingua sciolta e ritmata (salingeriana si è detto, e salingerina è). ma c'è qualcosa in più, in un libro, che ti fa venire voglia di cacciarlo in tasca ai tuoi amici. non è nemmeno il senso. che in questo caso si potrebbe riassumere nel tradizionale romanzo di formazione, cioè di affrancamento dai genitori e di apprendistato al dolore e alla morte. no, nemmeno questo. ecco (salingerianamente, ancora), sarà la voglia di alzare un telefono e dire: pronto, parlo con miss aimee... niente, volevo solo dirle che ho appena letto il suo libro. ma lei cosa fa 'sta sera? Voto: 5 / 5 |
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