|
|  |
Carver Raymond - Da dove sto chiamando | Questo libro è l'autoantologia in cui lo scrittore americano, prima di morire nel 1988, raccolse i suoi trentasette racconti migliori. Sono storie di uomini e donne comuni, di vite dolorosamente normali, storie senza suspence e senza colpi di scena, ma perennemente vibranti di tensione e commozione: la violenza, la disperazione, la solitudine, l'impotenza, la fine dell'amore, l'incomunicabilità, ma anche, a volte, la tenerezza, la condivisione e la pietà, vengono disegnate coi colori neutri e i tratti nitidissimi dei gesti apparentemente più banali, degli oggetti e dei luoghi della quotidianità.
9 recensioni presenti. Media Voto: 3.55 / 5gl (19-07-2011) Carver ha scritto dei racconti molto belli, alcuni veramente magnifici (Cattedrale, Una cosa piccola e buona) ed ha creato un genere, o forse se vogliamo una scuola.
A me ricorda lo Scott Fitzgerald di alcuni racconti, quelli meno celebrati in verità, perchè in filigrana si scorge, dietro l'apparente semplicità, il lavoro che è stato necessario.
E' un' America diversa, quella che ci racconta Carver, ma non per questo meno vera, anzi.
Da leggere. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
max castel (23-07-2009) basta leggere le recensioni precedenti per capire che Carver o si "ama" o si "odia". Io lo amo. Non posso non amarlo, perchè racconta, nel suo stile che trovo fantastico, cosa significa vivere. Nei suoi racconti brevi non troveremo mai banalità o demagogia, ma pura e semplice narrazione dei fatti; tutto l'essenziale per concedere, a te lettore, di riflettere e se vuoi anche fantasticare su chi sei e chi sono gli altri. Consiglio di leggere i racconti di Carver... anche uno solo sarà sufficiente per imprimersi irreversibilmente nel vostro io. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
marco-carmignano (30-11-2006) A mio giudizio non è un'opera eccezionale, ma neanche da denigrare. A parte "vitamine" e "cattedrale", i due racconti forse più noti, spicca quella che ritengo una vera perla, e il migliore tra i racconti di Carver:"Di cosa parliamo quando parliamo d'amore". Ecco, se potete almeno quello dovete leggerlo. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
mira (13-11-2006) Un inquietante compagno di viaggio nelle notti insonni: la banale violenza del vivere quotidiano esaltata nei racconti.
Grande nel trasporre certi climax dell'America middle
Mi sono avvicinata a CArver quando ho scoperto che dai suoi racconti Altman ha girato America oggi
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Ste (02-11-2006) un po' perplesso per i primi due o tre racconti, poi sono entrato nello spirito e non l'ho lasciato più. poca azione, ma tantissima atmosfera, quella in cui carver lascia muovere i suoi personaggi come marionette istupidite, inconsapevoli dell'umanità che da tempo hanno perduto. dolente ma splendido, scritto con uno stile allusivo e asciutto che di rado si trova. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
casagrande (16-06-2006) "leggetelo. leggete ogni cosa che Carver ha scritto."
geniale epopea di perdenti. L' America come non l' avete mai vista. L'opera di Carver raggiunge livelli che pochissimi altri scrittori di racconti sono riusciti a raggiungere togliendo il racconto da quel ruolo di subalternità al romanzo che troppo spesso gli si è voluto attribuire. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
miro (30-05-2006) Uno degli scrittori più sopravvalutati della storia della letteratura. A chi lo esalta: avete mai letto i racconti di Cechov? Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Francesco Moscati (30-04-2006) Sono anch'io uno scrittore di racconti, ed ho comprato il libro attratto dalla fama dell'autore. Cercavo un maestro, qualcuno che mi aiutasse a migliorare lo stile e la struttura dei miei racconti. Sono rimasto profondamente deluso. Si suol dire che Carver sia un maestro del racconto breve, dell'essenzialità della storia. In un certo senso è vero, ma è anche vero che nelle storie di Carver non SUCCEDE ASSOLUTAMENTE NIENTE! Quindi anche poche pagine, per descrivere il nulla, o tutt'al più una sensazione, uno stato d'animo, mi sembrano assolutamente troppe! Per me un racconto è un romanzo concentrato in poche pagine. La sua brevità non deve trasformarlo in qualcosa di SOSTANZIALMENTE diverso da un romanzo; deve avere un plot narrativo, una struttura, deve farci comprendere PERCHE', in quel breve attimo narrato, i protagonisti si comportino così... Carver deplora i trucchi letterari come il colpo di scena finale, gli incipit, l'uso di flash-back e flash-forward, riduce i dialoghi a chiacchiericci senza profondità, e sembra non comprendere che sono proprio questi trucchi a dare spessore al racconto, a trasformarlo in qualcosa di più della narrazione di un fatterello senza importanza che annoia nonostante la sua brevità. A mio parere Carver è uno dei cattivi maestri che sta portando all'estinzione del racconto come genere letterario destinato ad un grande pubblico.
Insomma, un esempio da non seguire.
Inoltre, se si eccettua Cattedrale, i suoi racconti sono scialbi, senza idee originali. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
x (19-03-2006) il più bel libro di racconti che abbia mai letto. semplicemente magnifico Voto: 5 / 5 |  |  |  |
|
 | I più venduti di Carver Raymond |
| Chi sceglie questo libro legge anche |
|
|