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Ionesco Eugène - Il solitario |
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Titolo | Il solitario |
| Autore | Ionesco Eugène | Prezzo Sconto 15%
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€ 10,20
(Prezzo di copertina € 12,00 Risparmio € 1,80)
|  | | Dati | 2007, 157 p., rilegato | | Traduttore | Bosco G. |
| Editore | Gaffi Editore in Roma
(collana Godot) |
Normalmente disponibile per la spedizione entro 3 giorni lavorativi | | 
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| "I solitari albergano soprattutto nel mondo di Eugène Ionesco: il loro destino è quello di restare come ultimi esemplari di universi al tramonto, insterilito da difficoltà radicali di comunicazione, distrutto da guerre, pesti, catastrofi assortite, tanto grottesche quanto tragiche. Non per caso è questo il termine che dà il titolo alla sua unica prova romanzesca, parte di una trilogia composta dalla pièce "Che inenarrabile casino" e dal film "La vase (Il fango)", in cui lo scrittore rumeno compariva anche come attore. L'io narrante è quello di un impiegato, uomo grigio e votato alla mediocrità, che si trova a ereditare un cospicuo patrimonio da un provvidenziale zio d'America, potendo così finalmente vivere un'esistenza che crede libera, senza i detestati e mal vissuti obblighi lavorativi. Al protagonista resta una sola azione possibile: guardare, continuamente, dalla finestra del salotto di casa o dalle vetrine di un bistrò, l'esistenza altrui, i volti dei passanti, sognando di ritrovare un viso sorridente nella folla, che possa provare interesse per il suo, così indistinto, così segnato dai furtivi segni di un'ansia crescente, così poco illuminato da due occhi azzurri slavati, incapaci di attirare lo sguardo, nel ricordo ossessivo delle poche donne che hanno reso più tollerabile una esistenza decisamente votata alla routine." (L.S.)
Media Voto: 3 / 5ric richimcmurphy@libero.it (13-02-2009) No, non ci siamo. Assurdo ed inconcludente. C'è più gusto a fumare un Montecristo, formato edmundo, anello del 52.
E' vero, siamo tutti nella mediocrità. Però scriverne non è arte; arte è
emozionare, è prospettare un credo diverso, è aprire una luce, è proporre un
modo di vedere non mediocre. Certo, non è facile sottolineare la mediocrità
nella mediocrità, ma non è letteratura, è trattato filosofico tutt'al più. In
tal caso il confronto con altri esistenzialisti, tipo Sartre e Camus non regge
per Eugen, naturalizzato Eugene. Non discuto che Eugene e Samuel Beckett siano
i fautori del teatro dell'assurdo, ma del teatro, appunto.
Non siamo di fronte ad un romanzo, nemmeno fantastico. Non a caso Ionescu,
naturalizzato Ionesco, ne scrive solo uno di "romanzo", IL SOLITARIO che
opportunamente rimane da solo, come espressione romanzesca del nostro.
E' come far passare un documentario breve, semplice, tra l'altro poco sorretto
da una ricerca vera sul campo, per un film eccezionale, sperimentale, pieno di
novità nell'uso dei mezzi a disposizione. Un libro che non mi ha dato nulla. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Gaddo Della Gherardesca (12-01-2009) A distanza di cento anni esatti dalla nascita del grande drammaturgo questo racconto lungo, misogino e lisergico quanto basta va riletto. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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