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Cassitta Giampaolo - Asinara. Il rumore del silenzio |
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Titolo | Asinara. Il rumore del silenzio |
| Autore | Cassitta Giampaolo | Prezzo Sconto 10%
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€ 12,09
(Prezzo di copertina € 13,43 Risparmio € 1,34)
|  | | Dati | 2001, 160 p., 3 ed. |
| Editore | Frilli
(collana La ragnatela) |
Normalmente disponibile per la spedizione entro 5 giorni lavorativi | | Attenzione: difficile reperibilità | | 
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| Tre voci narranti, quella di un detenuto politico, di un agente di polizia penitenziaria e di un educatore, s'intrecciano e si fondono dentro un'isola che si materializza nei loro sguardi e nei loro pensieri. Il romanzo è la storia di tre destini apparentemente distanti e diversi che s'incontrano e si scontrano in una realtà ostile in cui regna sovrano un solo rumore forte, risoluto e quasi assordante: il silenzio. Tre uomini vivono un'esperienza unica e irripetibile; la storia di un viaggio che riunisce i protagonisti nella realtà dell'Asinara, carcere duro sino agli inizi degli anni '90, denominata "l'isola del diavolo" e la "Cajenna italiana", raccordo naturale per detenuti e criminalità organizzata. L'Asinara diviene l'unica protagonista di un quadro corale costituito da colori, odori e piccole storie intrecciate che hanno trovato la loro ragion d'essere nell'isola stessa. Permane attraverso tutto il racconto il rumore di un silenzio senza limiti, che diventa voce e si materializza in un viaggio che sembra senza fine. Il silenzio che accompagna i tre protagonisti all'interno di una terra d'incontaminata e selvaggia bellezza, diventerà il prolungamento di una memoria comune. Un rumore inconfondibile che solo quest'isola-carcere è riuscita a creare.
Recensioni 1 - 20 di 24 recensioni presenti. Media Voto: 4.5 / 5alex (26-03-2011) Un libro a tratti commovente, capace di far inabissare il lettore nei dedali grigi e angusti del carcere e delle sue orribili esistenze di "non" vita. Realiste le descrizioni dei tre personaggi e quasi liriche le rappresentazioni dell'isola, della sua natura e del mare, dove quest'ultimo spesso diventa il luogo in cui il pulsare umano affoga le proprie speranze, i propri desideri, le proprie paure e i sentimenti più reconditi di ogni "ospite" forzato e non di quest'isola, tanto bella ma anche tanto sorda al grido di solitudine che si leva inascoltato dal cuore dei protagonisti di quest'ottimo libro. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
mariantonietta ziccky (13-03-2007) Quando le cose si scoprono per caso hanno il gusto della freschezza. Come questo primo libro di Cassitta, letto dopo "il giorno di Moro". Scopro, dunque, che il nostro autore è anche finissimo poeta, che regala visioni dolcissime dentro queste pagine e non è solo un giallista noir niente male. Per dirla con lui (che ama le citazioni musicali) questo libro è legato, essenzialmente ad un motivo: "le discese ardite e le risalite". Bellissimo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
serenella78 (11-12-2006) E' uno dei libri più belli e forti che mi sia mai capitato di leggere. Altissima la prosa (che rasenta la poesia) bella la figura del detenuto (direi bellissima quella dell'educatore ma anche quella dell'agente). Mille emozioni e sussulti cosparsi dentro una trama lieve, che cammina quasi sospesa. Un libro che è un lungo abbraccio per un'isola dura e lontana. Da regalare per Natale. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
marco giustini (21-03-2006) Non male. Ben scritto indubbiamente, anche se risente di alcune frasi retoriche e troppo pensate. Bella la storia del detenuto, un pò più blande e scontate quelle dell'educatore e del poliziotto. Quest'ultimo poi un pò troppo "colto" e poco aderente alla realtà. In definitiva, un bel libro sul carcere da chi il carcere lo conosce ed è riuscito a raccontarlo. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
francesca sireni (30-11-2005) Il libro ti trasporta dentro un mondo che, apparentemente è duro, perchè il carcere (almeno io credo) è molto duro. Cassitta riesce invece a cambiare le regole del gioco e i tre personaggi, in un profondo nichilismo, si muovono con una rarefattezza unica, dolcissima. Sembrano lievitare. Ottimo romanzo, può solo migliorare. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
marisa cozzili marcos65@tin.it (01-08-2005) veramente un bellissimo libro. Complimenti all'autore. Ho visto il suo sito e ho scoperto che ha scitto altri libri che acquisterò zenz'altro. Questo è stato fantastico. Ho imparato davvero tanto sul carcere, sull'umanità e sulla dolcezza. E' un libro leggerissimo, che ti trasporta dentro un silenzio denso, forte, fatto di piccole parole che Cassitta riesce a plasmare. Lo consiglio a chi vorrebbe intraprendere un viaggio e chi vorrebbe conoscere unostrano carcere. LAsciatevi accompagnare da Cassitta-Caronte. Lo sa fare in maniera minimale, ma il racconto e la storia ti restano come attaccate in maniera indelebile. La pagina più bella è quella legata al mancato permesso per il detenuto. Una scrittura e una partitura altissima. Molto musicale. Il libro è musica. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
armando viezi arvier@tin.it (14-06-2005) Bello, amnche se, in molti casi troppo scontato.
Si legge bene e si capisce il carcere. Il secondo (che sto leggendo) mi sembra più bello. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
fabiana zeri (28-08-2003) posso dire solo tre parole? E' semplicemente bellissimo.
Aggiungo solo:grazie per le emozioni che questo libro è riuscita a darmi. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
andrea persici perand@virgilio.it (03-07-2003) Devo ammettere che il titolo sembrava interessante ed intigrante. Ma, incredibilmente, il libro è molto più bello, impreziosito dalla introduzione del giudice Caselli.
Un viaggio tra inferno e paradiso, l'apologia del viaggio nell'anima.
Un libro veramente bello e scritto in maniera magistrale. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
antonella (13-05-2003) Ho avuto modo di conoscere l'autore nella trasmissione "cominciamo bene" di rai 3 lo scorso 7 maggio. E' bravissimo e sa parlare come sa raccontare. I due libri sono infatti bellissimi.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
antonello basso (31-10-2002) Non conoscevo l'esistenza di questo libro che ho scoperto nel mio viaggio in Sardegna. Il titolo mi ha colpito e l'ho letto. Devo dire che inizialmente ero piuttosto riluttante (i libri sul carcere sono sempre molto retorici) invece ho scoperto un mondo che non conoscevo, che non sapevo potesse esistere e soprattutto ho conosciuto il carcere fotografato da tre persone che il carcere lo vivono davvero, seppure in maniera diversa. Semplicemente bellissimo, anche se con qualche concessione barocca, ma ho potuto vivere le sensazioni e le emozione che l'autore aveva dentro.
Chiaramente dopo questo libro (ero in zona) mi sono recato all'Asinara.
Una piccola delusione. Le guide turistiche non sono all'altezza della situazione e tutto mi è sembrato più triste.
Sarebbe bellissimo se ci fosse una sota di racconto dei luoghi della memoria così come descritti magistralmente dal libro. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
marinella serri mariseri@tin.it (26-09-2002) per essere il romanzo d'esordio è un buon esordio. Gioca molto con i sentimenti e forse si aggrappa troppo ai sentimentalismi. Non so se il carcere sia poi così sempre colorato ma, aldilà di questo è scritto con rara maestrìa, bello o addirittura bellissimo in certi frangenti. La figura più bella? Quella del detenuto. Si vede che chi scrive conosce bene gli uomini.
Complimenti Voto: 4 / 5 |  |  |  |
fernanda peirotti ferpe@supereva.it (01-02-2002) non sono d'accordo su come qualcuno ha trattato questo libro che è semplicemnte bellissimo. Io l'ho acquistato per caso in Sardegna e dopo averlo letto tutto d'un fiato (e questo non vale per tutti i libri) sono andata a visitare l'Asinara da Siniscola dove mi trovavo. Ne è valsa la pena. Cassitta racconta in maniera sublime i colori dell'isola che è bella di per sè, ma anche maledetta, così come quando ho visto Fornelli sono subito andata a ricordare la figura di Ugni, il suo pestaggio, la sua cella. Vi giuro, mi sembrava di essere in un film.
Circa poi il gioco di Baricco, non sono molto d'accordo, aldilà di oceano mare, dove Baricco gioca con le parole, in seguito cambia assolutamente stile e questo libro non è paragonabile a nessun Baricco. Ci vedo invece e sono d'accordo, un pò Sepulveda anche perchè l'Asinara è un pò il mondo alla fine del mondo.
Grazie Cassitta e complimenti. Io direi di continuare, magari con altri episodi accaduti sull'isola.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
antonello marischelli marche84@tin.it (23-01-2002) no. non ci siamo. Non mi è piaciuto, perchè, paradossalmente è troppo piacione. Tutto troppo bello, tutto troppo scontato. Il carcere è un'altra cosa. Io lavoro in una comunità e ho sentito diversi detenuti ex tossicodipendenti che mi hanno raccontato cosa è il carcere. Del libro, di cui salvo la scrittura (cassitta è bravo, questo occorre dirlo) salvo solo le pagine del pestaggio ai detenuti: quella è la realtà. La figura dell'agente di custodia è decisamente stucchevole. Se è vero che l'autore ha trascorso 13 anni all'Asinara, ci faccia capire cosa è relamente successo in quegli anni. O lui dormiva?
Ritengo che se dibattito intorno a questo libro e al carcere ci deve essere, deve partire da questo presupposto. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
marzia gersi (22-01-2002) Ho avuto modo di acquistare il libro dopo aver letto le recensioni. Intanto quanta fatica per trovarlo. Comunque ne valeva la pena. E' un libro decisamente singolare, poetico, dove il rumore del silenzio si sente. E' vero c'è un pò oceano mare, ma solo un pò. Ho trovato invece alcune cose che ricordano Sepulveda (almeno il primo e dolcissimo Sepulveda) e soprattutto ho trovato un grosso attaccamento alle radici e alla terra. D'accordo sulla figura del detenuto. E' probabilmente quella meglio riuscita. Complimenti anche all'editore. Bella veste grafica.
In via definitiva un libro da consigliare (se avesse un pò più di visibilità e pubblicità non sarebbe male). Voto: 5 / 5 |  |  |  |
antonio tersi anter@yahoo.it (18-01-2002) devo confessare che a me piacciono i gialli e pertanto ero convinto che questo libro parlando di carcere raccontava qualcosa tipo guardie e ladri. Ho trovato invece un libro un pò difficile e ricercato e sinceramente seppure bello, mi sembra non ci sia trama. Mi è piaciuta solo la figura del detenuto, per il resto manca il finale Voto: 3 / 5 |  |  |  |
lorella marchi marloreçyahho.com (15-01-2002) Piccolo libro e grande progetto. Mare che appare subito protagonista (tanto che ricorda, per certi versi Oceano mare di Baricco). Scrittura dolce, forse a volte troppa enfasi narrativa ma la stoffa c'è. Bello come credo sia bella l'Asinara.
Da leggere durante le vacanze magari in Sardegna
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
antonello steri antster@tin.it (15-01-2002) Allora, io ho letto il libro, mi sono letto la recensione di borachhiello e ho visto la presentazione del libro ad Alessandria. L'autore mi ha convinto e pertanto ho deciso di acquistare il libro, anche se, devo dire, molto titubante. Mi devo ricredere. I piccoli autori crescono e questo libro è semplicemente favoloso. Fa il verso a Baricco, ammicca De Carlo, gioca con Pasolini, concede sprazzi di Saramago sulla bellezza e l'attenzione del viaggio, ricorda il primo Sepulveda quando sapeva curiosare e raccontare piccole storie.
Mi è veramente piaciuto. Bravo Cassitta
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
antonella renti antren@libero.it (10-01-2002) semplicemente favoloso. Ti porta dentro un mondo sconosciuto in maniera delicatissima. Mi ha fatto venire voglia di visitare l'Asinara. Ma è possibile contattare l'autore? Chi conosce la sua e-mail?
Voto: 5 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 24
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