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Giordano Salvatore - Tota nostra |
Tota Nostra è un "finto saggio". Il libro presenta una mescolanza di stili innovativa e accattivante e, per la prima volta, il linguaggio e i metodi delle scienze sociali fanno il loro ingresso in un'opera narrativa.
Media Voto: 5 / 5cantoliber (12-03-2009) Eccellente libro: né carne né pesce, ma
... come la satira cui allude il titolo, è un piatto succulento e godibilissimo.
Raro esempio di letteratura osmotica che, con un semplice pretesto, attraversa i generi e li discioglie come neve al sole. Voto: 5 / 5 |
periferia dell'impero (14-03-2008) Letto dall'America, questo libro ha un sapore particolare che racchiude il piccolo e il prezioso contrapposti all'inutilità e all'invadenza del "mega iper spersonalizzante" ...
Eppure il suo implicito messaggio è che ogni paese è mondo. E che tutto il mondo è paese. Un piccolo paese da raccontare, da amare o da odiare, da abbandonare o da rimpiangere. Un libro che come il mondo merita letture e stimola riletture. Voto: 5 / 5 |
mirror armoire (25-09-2007) Un libro da leggere, non soltanto per il suo stile perfetto e per le sue citazioni, riferimeti e allusioni, ma, soprattutto, per la narrazione di una storia improbabile con avvenimenti e fatti quotidianamente reali. Forse, a volte, si avverte un po' troppo distacco, come se la vita di una comunità, un insieme di menti e di cuori, fosse troppo "facile" per spiegare il dolore e la gioia, la complessità e la semplicità.
Un libro semplice e disarmante che parte un po'lento, riprende tutta la sua classe immediatamente per tenere un livello altissimo sempre. Mi ricorda un sogno siciliano, quello del Candido di Sciascia. Voto: 5 / 5 |
Menichella (12-09-2007) Il mio commento non può che arrivare in ritardo rispetto alla data di pubblicazione del libro. Il tema della narrazione, per svariati motivi, mi coinvolge in modo diretto, e ho atteso, forse invano, di percepire anche minimamente quel senso di distacco che consente di approcciarsi ai fatti in modo obiettivo, o avvertito come tale. Invano, perché l’osservazione delle cose, come il libro sembra suggerire, è sempre oltremodo coinvolgente. In Tota Nostra, un ricercatore free lance analizza e descrive il suo oggetto di studio, un paese e la sua comunità, lasciandosi assimilare dalle leggi non scritte che regolano e guidano la vita dei suoi abitanti. L’osservazione da partecipante si fa sempre più partecipata: l’oggetto di studio affascina, cattura e alla fine ingloba l’osservatore che assumerà uno dei ruoli socialmente più visibili e riconosciuti dalla cultura della piccola comunità. La giusta punizione per chi pretende di osservare e giudicare impunemente i comportamenti degli altri, in questo caso degli abitanti del paese, di contro, la verifica della comprensione per il ricercatore. Come sempre, è una questione di punti di vista. I ruoli, per quanto dotati di vita autonoma, possono essere non solo riconosciuti e percepiti come tali, ma anche utilizzati per confermare l’ipotesi della loro esistenza e l’indubbio potere ad essi conferito.
Nella piccola comunità, protagonista del racconto-saggio, spiccano alcune figure per l’originalità da esse posseduta: il mistico, lo scemo del villaggio, il principe dagli atteggiamenti poco provinciali rispetto alla cultura dominante e perciò avvertito come pericoloso. La lettura sociologica, per quanto gradevolmente romanzata, è evidente ed emerge con uno stile che attrae e invoglia all’approfondimento.
Ecco perché Tota Nostra piace a chi si interroga sulle leggi dell’agire umano e cerca di comprenderle avvicinandosi senza timore di rimanerne coinvolto, anche a costo di assumere un ruolo risibile agli occhi dei più.
Voto: 5 / 5 |
tatà (09-07-2007) mirabilmente scritto, il libro è originale e ambizioso, ma riesce nel suo intento. Un "finto saggio" che risulta molto realistico e, allo stesso tempo, fantastico.
All’inizio stenta leggermente a entrare nel vivo e a interessare il lettore (anche questo sembra fatto apposta per abituare chi legge al lessico e agli stili eterogenei), ma da un certo momento in poi il ritmo ti prende, il testo stimola continuamente l'interesse, e non ti allontani fino all'ultima riga.
Voto: 5 / 5 |
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