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Valerio Chiara - A complicare le cose |
Media Voto: 5 / 5rubicante (14-09-2003) Un libro bellissimo, che ho letto con bulimia, i racconti uno via l’altro senza sputare il nocciolo. Lo stile, irto di asperità e mai corrivo, segue da presso uno sguardo obliquo sull’esistenza quotidiana e assente di un’umanità dissonante dall’immagine convenzionale che ne ritraiamo guardandoci (drittamente) d’attorno. Le immagini sono vivide, immediate, incise con un bulino raffinato e attento. Leggere “Asma” per una terapia omeopatica contro la nevrosi. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
elsa poli yource@iol.it (07-08-2003) Chiara Valerio non appartiene al novero degli autori che ci fanno apparire la letteratura come un oggetto semplice, familiare, a portata di mano. Che forse potremmo toccare, se appena volessimo. Tutt’altro. Il suo obliquo e disincantato punto di vista, il suo caleidoscopio in grado di frantumare e ricostruire a piacimento, ma sempre con pietruzze autentiche, l’immagine di qualche adusata quotidianità esistenziale o di imprevedibili immaginari emozionali ci consegna l’idea di una letteratura alta, e sideralmente lontana dalle potenzialità “comuni” di chi, anche osservando a lungo, non riuscirebbe a vedere se non ciò che vedono e osservano tutti gli altri. Ed è invero compito dello scrittore farci leggere significati altrimenti inaccessibili, e per questo universali, proprio in quei brandelli che rischiamo di scartare perché inutili, lucidati dall’usura e dall’abitudine, apparentemente inservibili.
Lo stile è aguzzo, tagliente, la costruzione della frase mai scontata o ridondante, ricercata al limite dell’impervio ma sempre al servizio di una materia narrativa complessa, le immagini folgoranti. Lo strumento letterario suona mostrando un talento autentico e maturo.
“A complicare le cose” cerca lettori colti, instancabili, ancora in grado di stupirsi, e di emozionarsi di fronte alla scoperta. Perché la letteratura di Chiara Valerio è una scoperta. Continua. Speriamo sia il primo di una lunga serie.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
yource yource@iol.it (04-08-2003) Chiara Valerio non appartiene al novero degli autori che ci fanno apparire la letteratura come un oggetto semplice, familiare, a portata di mano. Che forse potremmo toccare, se appena volessimo. Tutt’altro. Il suo obliquo e disincantato punto di vista, il suo caleidoscopio in grado di frantumare e ricostruire a piacimento, ma sempre con pietruzze autentiche, l’immagine di qualche adusata quotidianità esistenziale o di imprevedibili immaginari emozionali ci consegna l’idea di una letteratura alta, e sideralmente lontana dalle potenzialità “comuni” di chi, anche osservando a lungo, non riuscirebbe a vedere se non ciò che vedono e osservano tutti gli altri. Ed è invero compito dello scrittore farci leggere significati altrimenti inaccessibili, e per questo universali, proprio in quei brandelli che rischiamo di scartare perché inutili, lucidati dall’usura e dall’abitudine, apparentemente inservibili.
Lo stile è aguzzo, tagliente, la costruzione della frase mai scontata o ridondante, ricercata al limite dell’impervio ma sempre al servizio di una materia narrativa complessa, le immagini folgoranti. Lo strumento letterario suona mostrando un talento autentico e maturo.
“A complicare le cose” cerca lettori colti, instancabili, ancora in grado di stupirsi, e di emozionarsi di fronte alla scoperta. Perché la letteratura di Chiara Valerio è una scoperta. Continua. Speriamo sia il primo di una lunga serie.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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