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Tutti viviamo in "bilico": è la condizione precaria dell'umanità, ma anche delle cose nell'universo storico che tutti ci comprende. È uno stato intermedio tra l'instabilità e la caduta. Ma tale condizione riguarda anche la forma della scrittura, che manifesta una compostezza del tutto provvisoria e già minata nel suo farsi.
Marco Giovenale (24-04-2004) Uno dei meriti di Andrea Inglese - da ascrivere già alla precedente raccolta, "Inventari" (Ed. Zona) - è quello di lavorare sul registro lirico e su quello antilirico contemporaneamente, mettendo i due "toni" non in cortocircuito o conflitto, bensì dimostrandoli implicati, legati. Il loro è un serrarsi a scacchiera. Come nella realtà - ma non con neorealismo. Questo libretto è tra i più coesi di una recente stagione poetica, che ha in Inglese uno degli autori più interessanti. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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