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Cometto Maurizio - L' incrinarsi di una persistenza e altri racconti fantastici | "Nei loro occhi, negli occhi del nemico, Luca rivedeva gli schiavi, intenti sotto il sole rovente a misteriose occupazioni. Nei minareti che si stagliavano alti a lambire la luce del sole, confondeva la sagoma oblunga del maledetto obelisco. E nell'odio, nella furia che guidava tutti loro, intuiva l'influsso lontano della mummia, sepolta a decine di migliaia di chilometri". Un disco, più che un libro. Un disco rock che canta di terribili imprese ciclistiche e fantasmi sui treni, tombe egizie torinesi e abissi cittadini, concerti fantascientifici e incubi belanti, terre di sogno e stanze dalle porte chiuse. Un'opera uscita in sordina anni fa, riportata alla luce e rinnovata in modo da essere oggi un libro nuovo di zecca.
Media Voto: 4.33 / 5Renzo Montagnoli renzo.montagnoli@gmail.com (26-02-2009) Già mi aveva interessato Il costruttore di biciclette, ma questa volta sono stato letteralmente avvinto dai racconti piemontesi di Cometto.
Ho riscontrato infatti una straordinaria abilità nel rendere verosimili fatti che non hanno nulla di reale, nel proporre al lettore vicende e situazioni dotati di un’originalità più unica che rara, il tutto accompagnato da una sottile vena ironica che sdrammatizza le situazioni senza nulla togliere al pathos delle stesse.
Sono tredici racconti che, se si ha il tempo, si leggono d’un fiato, scritti in modo impeccabile e che confermano quindi il giudizio di Evangelisti.
Già il primo, Maglia a pois, ha il tono epico delle imprese ciclistiche di altri tempi, ma, quel che più conta, ricrea l’atmosfera magica di una difficile corsa, inserendo elementi propri del fantastico che si potrebbero definire perfino possibili. Il finale, poi, credetemi, è del tutto imperdibile.
Commovente, straziante perfino, è poi L’incrinarsi di una persistenza, che dona il titolo all’intera raccolta.
Non è mia intenzione, tuttavia, scrivere di tutti i racconti, ma di limitarmi a quelli che, a mio giudizio, sono veramente delle chicche e così ai due precedenti ne aggiungo uno piuttosto lungo che da solo, opportunamente ampliato, e c’è di certo la possibilità, potrebbe anche diventare un romanzo.
Mi riferisco a “Lo scaricamento della bara” che, al di là della stupenda trama, presenta caratteristiche del tutto particolari, con una precisa e incisiva definizione del carattere dei protagonisti, circostanza questa che, unita a un’ambientazione particolarmente riuscita, fa emergere le qualità stilistiche di Cometto, un autore che potrebbe cimentarsi anche nel classico romanzo con risultati che sarebbero altrettanto soddisfacenti.
Se è così tanto piaciuto a me, che non sono un amante del genere, raccomandarne la lettura diventa, quindi, la naturale conseguenza di chi, con sorpresa - lo ammetto - arrivato all’ultima pagina si è lasciato sfuggire una semplice esclamazione: fantastico!
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Alessandro Del Gaudio (23-06-2007) Un bel libro di racconti, in cui forse l'autore pecca di uno stile un po' acerbo, ma indubbiamente sopra la media di molti giovani autori italiani. Chi ha già letto qualcosa di Cometto sa che il nostro sa raccontare in mille modi diversi la stessa storia, e quest'opera oltre che proporre storie anche molto diverse tra loro, sa mostrare prospettive di volta in volta diverse. Cometto non parla di ciò che non conosce, e dalla semplice lettura si capisce che ha una cultura enciclopedica, di cinema, musica, sport e letteratura. Non scrive per scrivere, insomma. Il racconto più bello è senz'altro The impossible pop-rock festival, che fa il verso a Io sono leggenda, ma particolare menzione meritano anche Immaginary girl - ghost-story sentimentale di grande effetto, Maglia a pois - cronostoria ciclistica, Spazio 2999 - apocalittico racconto che non manca di una sua comicità, e il toccante L'incrinarsi di una persistenza, che dà il titolo al libro. Leggetelo, non è lungo e non vi annoierà. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Lorenzo Nicotra talisac@libero.it (25-06-2004) Traboccante di “senso del meraviglioso”, la raccolta di Maurizio Cometto è paragonabile ad una cesta piena di delizie per il cultore del genere Fantastico.
Le idee intriganti, accattivanti, sorrette da uno stile efficace e diretto, sarebbero piaciute a un Poe, o a un Borges, essendo perfetti esempi di “enigmi in forma di parole”, che incuriosiscono e talvolta commuovono, giungendo a far vibrare l’immaginazione e nutrendola di emozioni intense e al contempo delicate.
Un ritmo serrato e ossessivo prevale in Maglia a pois, che esplode in un finale mozzafiato, chiudendo il racconto “a cerchio”, come nella migliore tradizione;
narrazione inquietante e tecnicamente superba in L’incrinarsi di una persistenza, che si affaccia su nuove dimensioni di linguaggio e di atmosfere;
una mitologia stellare vibrante di lirismo rende omaggio a una famosissima serie televisiva in Spazio 2999;
la metafisica e il soprannaturale esplodono in La Tierra Blanca, misterioso resoconto del destino di un vascello sommerso, mentre in Cami qui sta bene, deliziosamente ermetico e dal finale sconvolgente, l’autore raggiunge altissime vette di inventiva.
Insomma, Cometto centra appieno il concetto di “racconto fantastico”, dimostrando di aver ben chiara la struttura e la forma della narrativa del meraviglioso, e – cosa forse ancor più importante – di saperla arricchire conferendole sensibilità e gusto.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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