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Badino Giovanni - Un color bruno | Il testo è articolato sullabase dell'insostenibilità della continua esigenza di esplorare il mondo. I diversi concetti di esplorazione. Speleologia e glaciospeleologia.
natalino russo (10-11-2006) In questo libro Giovanni Badino, noto speleologo e viaggiatore, professore associato presso l'Università di Torino, propone un modo diverso di parlare di grotte e di esplorazione. Il titolo prende spunto dalla celebre metafora dantesca della fiamma che divora la carta: il “colore bruno” è la tonalità che la carta assume bruciando, nell’attimo prima di annerire e ridursi in cenere. Il libro parla, appunto, dell’esploratore, perennemente in cerca di luoghi vergini, e della contraddizione che egli vive nel momento in cui quei luoghi, per paradossale quanto logico effetto dell’esplorazione, divengono noti. Quindi, per certi versi, anneriti. Il territorio dell’esploratore si estende in quella parte di color bruno che, in lento movimento, avanza verso il bianco, portandovi il nero. Nelle grotte questo processo non è soltanto metaforico, ma reale e tangibile, al punto che l’argomento sta divenendo molto discusso tra gli speleologi: quanto l’esploratore contamina l’ambiente che esplora? quanto è giusto disostruire? e quanto è legittimo che altri, estranei alla speleologia, facciano delle grotte usi sgraditi ai primi esploratori? Per fortuna questo libro non contiene risposte, ma intelligenti domande che contribuiranno senz’altro a stimolare la coscienza di esploratori e geografi. La narrazione procede fluida in un’alternanza tra brevi racconti e riflessioni dell’autore sui temi della ricerca del nuovo, dell’inquietudine e delle motivazioni di chi dedica la vita alla ricerca. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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