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Rigatti Emilio - Minima pedalia. Viaggi quotidiani su due ruote e manuale di diserzione... | L'avventura quotidiana di un professore ciclodipendente alle prese con un mondo globalizzato. C'è chi smette di fumare, chi smette di bere, di giocare a carte... e chi smette di andare in auto. Per sempre. Appende il volante al chiodo e inforca la sella della bicicletta. Emilio Rigatti ha lasciato per sempre l'auto e ora fa della bici e del viaggiare a pedali non solo un mezzo di trasporto alternativo, ma una vera e propria filosofia di vita. Questo volume è il racconto del primo anno di disintossicazione da macchina, tra esilaranti avventure e momenti di pura riflessione.
Media Voto: 4.25 / 5paolo paolotravers@hotmail.com (12-05-2008) Non è facile parlare di questo libro a chi non abbia mai fatto almeno 30 km in bici tutti in una volta. Ma anche senza raggiungere il radicalismo dell'autore (BASTA AUTO, SOLO BICI), si può prendere da queste pagine lo spunto per cambiare la propria vita ed forse anche un po' quella del disastrato mondo in cui viviamo. Il manuale di diserzione automobilistica inserito in appendice vale da solo il libro tutto. Bravo Emilio! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
maurizio '.mau.' codogno nda-abeb@myamail.com (18-12-2007) È possibile vivere senza usare la macchina? Emilio Rigatti, professore friulano di scuola media e ciclista amico di Altan e Rumiz, ha deciso di sì. Questo libro è il resoconto dell'anno scolastico 2002-03, con due libri-nel-libro: la gita pasquale tra Croazia e Slovenia (con la scusa di andare da un dentista fiumano), e la gita scolastica con la sua classe... il tutto fatto in bicicletta e al limite in treno, dopo aver venduto la propria auto. (ma tenendo quella della moglie, non è esattamente un talebano e nell'introduzione spiega che ad esempio per recuperare le damigiane di pinot bianco la bicicletta non è il mezzo più adatto. Se state cercando un libro su come fare il ciclista urbano, avete sbagliato testo: nella bassa friulana c'è ancora una quantità di stradine secondarie che vengono utilizzate amabilmente. Al più potrà esservi utile la sezione finale, con i consigli di vestiario e simili per chi vuole provare l'ebbrezza della bici come mezzo di trasporto. Forse, più che un diario, il libro dovrebbe essere letto come romanzo: va bene che Rigatti insegna lettere, però il testo è spesso troppo barocco, con una sfilza di immagini ed aggettivi che alla lunga risultano almeno a me stucchevoli. Non credo insomma che sarà riuscito ad acquistare nuovi adepti :-) Voto: 3 / 5 |  |  |  |
thegill@katamail.com patton (05-09-2005) Si presenta sotto forma di diario, racconta un anno vissuto senza automobile, opportunamente sostituita dalla bicicletta .. regala autentici momenti di poesia e cela una feroce critica al modello di società industriale imperante.. uno dei miei libri preferiti in assoluto... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Pietro piotor81@yahoo.it (27-03-2005) Davvero un piccolo gioiello questo libro...scritto per i ciclisti, ma anche mio fratello che dopo 2 km in bici si stufa si era appassionato a questo libro. La ragione è semplice: Rigatti scrive (molto bene) di cose quotidiane, vicine in teoria a tutti, ma godute dai pochi che cercano ancora il contatto con la natura. Non parla di storie incredibili o di viaggi fantastici, ma ci dice quanto fantastico può essere il mondo a pochi kilometri da casa nostra. E poi, se come me siete ciclisti, avrete uno stimolo in più per leggere il libro di questo autore che da 2 anni ha venduto la sua macchina e ora si sposta solo in bicicletta! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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