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Philopat Marco - I viaggi di Mel |
Milano, 1966: i primi capelloni invadono le strade. Tra loro Mel, un siciliano da poco tornato dalla Svezia, dove ha conosciuto il sesso libero e un pianeta nuovo. Insieme ad alcuni amici tonda la rivista "Mondo Beat" e inizia a praticare nella vita quotidiana la filosotia beatnik. I giovani accorrono in massa. Nasce Barbonia City, ed è subito scandalo! Mel, però, non può fermarsi. Uomo senza radici, dinamitardo della natura umana, fugge quasi subito dalla città e inizia un viaggio lungo cinquant'anni. Da leader della contestazione si trasforma in istrione, artista, erotomane paradossale, abile provocatore della comunicazione e campione di audience in molte trasmissioni televisive. Melchiorre Gerbino: l'affabulatore, lo storico e il cialtrone.
Media Voto: 3 / 5Luigi (03-11-2005) Una chiacchiera senza capo nè coda, a forma di spirale che annette tutto quanto gli capita davanti in una specie di minestrone borderline così autosufficiente e così chiuso da non avere più nessi con ogni realtà circostante, fino al delirio che si vorrebbe trascritto in un linguaggio "orale", molto povero, infarcito di luoghi comuni e intollerabile per miseria e volgarità anche linguistiche. Voto: 1 / 5 |
alice alice@arcilettore.it (15-07-2005) La mamma dice sempre di non andare con i barboni, di non dar loro confidenza, ma lo spiritello cattivo che ha affittato una parte della mia testolina mi ha detto di non preoccuparmi, che non c’è pericolo. Infatti mi metto in viaggio con Mel e mi annoio, dopo qualche minuto in una delle mille località che Mel ha visitato ho voglia di tornare a casa a leggere qualcos’altro. Melchiorre Gerbino è il protagonista, fondatore di Mondo Beat ed emarginato professionista. C’è qualcuno dei testimoni che a un certo punto dice che Mel sembra inadeguato in ogni posto dove va. Con lui anch’io mi sento inadeguata, anzi mi sento fuori posto, come se ogni volta tra le diverse possibilità che gli si offrono Mel scegliesse sempre quella che per me è quella sbagliata. Me ne viene un senso di disagio per lui, dato che oltre che un personaggio è anche una persona. Oltre a questo, tutto il viaggiare senza stabilire legami è come se mi spegnesse lo spirito d’avventura che mi anima e mi spinge a ribellarmi alle regole e alle raccomandazioni di mamma. Insomma, se qualche bimba come me aspirasse ad una vita un po’ spericolata e leggesse le avventure di Mel forse rimarrebbe attaccata alle gonne di mamma. Voto: 3 / 5 |
Chiara c.foleni@hotmail.com (09-12-2004) Ma come ha fatto Philopat a seguire un folle come Melchiorre Gerbino? In questo libro sono raccontate storie incredibili, assurde! La madre sicula, il padre fascista, l'elettroshock da giovane, i serpenti. E poi Stoccolma, i capelloni di "Mondo Beat" del '66, il Marocco del prefreak romano, l'Africa l'America l'Asia, ti viene voglia di viaggiare per il mondo. Ludmilla e Sterlizia i suoi amori bizzarri e strazianti. Chissa' se è tutto vero? Comunque è eccezionale! Come gli altri due. Complimenti! Voto: 5 / 5 |
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