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Avoledo Tullio - L' ultimo giorno felice |
Francesco, architetto cinquantenne di successo. Una domenica, insieme a moglie, figli e altre famiglie modello, si imbarca per una gita alle isole della laguna veneta. Ma non riesce a godersi la bella giornata. Il cellulare squilla in continuazione, e a ogni chiamata i fili della sua vita sembrano aggrovigliarsi nella sua testa in modo inestricabile. C'è quella ragazza, che sceglie sempre il momento sbagliato. E poi il Polacco, che polacco forse non è. E poi ci sono i ricordi, più vivi della gente che lo circonda. Quelli teneri dell'infanzia, quando giocava lungo l'argine del fiume e quelli molto più prossimi, che si affacciano come incubi. I terreni venduti, il dolore e la rabbia di suo padre sul letto di morte. D'altronde ne aveva bisogno. Di proprietà ne è rimasta una sola, quella dove abita zio Tarciso. Quel vecchio pazzo. Il lento snodarsi di un pranzo slow food, ricordi che montano fino a irrompere nella realtà con la cruda durezza del crimine. Un romanzo di atmosfere e rimpianto, in cui l'ironia lucida e disperata della prosa di Avoledo racconta il progressivo deterioramento dei nostri fiumi e delle nostre vite.
Media Voto: 3.66 / 5daniele danielemarotta.linfalibri@gmail.com (01-12-2009) L'Avoledo che non t'aspetti! Sinceramente, dopo le prove secondo me deludenti di Breve storia di lunghi tradimenti e soprattutto della Ragazza di Vajont, avevo timore che l'autore si fosse arenato, o comunque che avesse perso la sua verve. Poi e' uscito questo libretto. Bello, essenziale, toccante, profetico, ironico, amaro, c'e' un'infinita' di emozioni in questo piccolo gioiello. Non ho messo 5 solo perche' meritava un centinaio di pagine in piu', un opera simile. Ma forse e' bello anche per questo. E' tutto concentrato in 200 paginette. Ben tornato Tullio! Voto: 4 / 5 |
steven faust tolstoi@virgilio.it (02-12-2008) Il libro mi e' piaciuto e mi ha confermato, da un punto di vista lontano dal mio, il disfacimento del nostro mondo e il pessimismo che definirei inevitabile sul futuro nostro e delle generazioni che verranno. Voto: 4 / 5 |
Luciano lucibonaccorso@hotmail.com (22-10-2008) Libro molto interessante, che si legge bene, e che mostra in modo crudo la realtà malata della nostra società di oggi. Il cambio generazionale ha portato enormi disastri, al di là delle tematiche ambientali che vanno sempre considerate prioritarie in quanto riguardano la nostra salute, quello che emerge è questo vuoto cosmico che abbraccia il nostro vivere quotidiano. Il Dio denaro è l'unica guida riconosciuta, i rapporti sociali sono improntati alla massima superficialità, tutto è esteriorità ed apparenza, mentre di sostanza vera ne è rimasta poca. L'allarme è massimo: in questi momenti di crisi finanziaria bisognerebbe ritornare alle sane abitudini dei nostri padri e riconsiderare i nostri stili di vita. Forse siamo ancora in tempo! Voto: 3 / 5 |
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