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Negrin Fabian - Favole al telefonino |
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Titolo | Favole al telefonino |
| Autore | Negrin Fabian | Prezzo Sconto 15%
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€ 11,48
(Prezzo di copertina € 13,50 Risparmio € 2,02)
|  | | Dati | 2010, 28 p., ill., rilegato |
| Editore | Orecchio Acerbo
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| Età di lettura | da 4 anni |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| "Con la loro estrema malleabilità e capacità di trasformazione, le fiabe trasportano da una generazione all'altra, dall'adulto al bambino, un nucleo narrativo immortale la cui origine si perde nella notte dei tempi, fino a confondersi con l'origine dell'uomo. Sono vere e proprie forme di vita preistoriche che portiamo dentro di noi. Cercare di contenerle dentro i 160 caratteri di un sms è un omaggio giocoso e, al tempo stesso, il tentativo di dare un piccolo aiuto al loro viaggio verso il futuro. Con la speranza che le fiabe ci portino con loro. " (F. Negrin) Età di lettura: da 4 anni.
| La recensione de L'Indice |
 L'anno rodariano, che ricorda insieme i cento anni dalla nascita, i cinquanta dal Premio internazionale Andersen e i trenta dalla morte del più grande scrittore italiano per ragazzi del Novecento, si conclude degnamente con un albo di Fabian Negrin che riprende uno dei capolavori assoluti, Favole al telefono, aggiornandolo ai nuovi tempi e alle nuove tecnologie. Non più telefoni a gettone ma cellulari e tredici Sms per un massimo di 160 caratteri (che l'autore, italiano di origini argentine, credeva che significasse "Storie Molto Succinte"). Cambia anche molto altro. Al sostanziale ottimismo con cui Rodari guardava al futuro (cinquanta-sessanta anni fa), Negrin, con occhio disincantato anche se dolente, sostituisce uno humour nero, spesso esaltato dal contrasto tra i bianchi e soprattutto i neri e i parchi colori, la durezza se non la crudeltà della quotidianità ancorché immersa nella favolosità, l'insicurezza e sfiducia per il domani, tragicommedie in due battute tra sarcasmo e ironia, la paura utilizzata dai bambini per difendersi dalla cattiveria di grandi ancora più spaventati. Un esempio, l'ultima favola: "Son tornata, urlò la strega. Il bambino continuò a leggere. La strega entrò nel letto. Hai paura? Buonanotte vecchia! E la rinchiuse dentro il libro x sempre". Non cambia, invece, come si vede, la bella abitudine di raccontare storie ai bambini, vecchio ma insuperato modello di pedagogia della lettura (di persona, al telefono, con messaggini) e si conferma l'estrema duttilità del fiabesco, materia prima per l'immaginario, in una sorta di contaminazione fra tradizione e contemporaneità (principesse che si riaddormentano, principi azzurri un po' tonti, streghe destinate a una brutta fine, lupi che qualche volta riescono a mettere nel sacco o meglio in pancia una bella bambina, orchi e maestre disoccupate costrette anche loro a mangiare i bambini). Da sette anni (e per tutti). Fernando Rotondo |
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