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De Luigi Stefano; Amis Martin - Pornoland |
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Titolo | Pornoland |
| Autore | De Luigi Stefano; Amis Martin | Prezzo Remainder - 55%
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€ 11,25
(Prezzo di copertina € 25,00 Risparmio € 13,75)
|  | | Dati | 2004, 103 p., ill., rilegato | | Traduttore | Cavallo G. |
| Editore | Contrasto DUE
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 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Un paese dove il sesso è simulato, evocato, esaltato, spinto al suo eccesso; dove la finzione, d'obbligo, è tutta intorno al corpo e alle sue possibili e perverse combinazioni sessuali. Ecco "Pornoland", mondo fantastico e parallelo dove quotidianamente vengono girati e prodotti i film pornografici. Le fotografie di Stefano De Luigi, e il testo di Martin Amis che le accompagna, ci guidano in questa terra, tra attori capaci di prestazioni straordinarie (anche se non proprio da Actor's Studio), registi in grado di girare un intero film in un solo giorno, set improvvisati, plot quasi inesistenti e scenografie sempre uguali l'una all'altra.
Maurizio Crispi maurizio.crispi@gmail.com (27-05-2008) Le belle foto di Stefano De Luigi e il testo di Martin Amis, offrono un'impietosa carrellata sul mondo del porno. "Pornoland" non è un libro in sé "pornografico" ma un'incisiva inchiesta sul porno.
Le foto, presentate in sequenza e senza spiegazioni sul luogo in cui sono state scattate, hanno sul lettore un forte impatto, perchè parlano del porno senza essere "pornografiche". Una delle caratteristiche del "porno" è che le cose vengono presentate in maniera diretta e concreta, senza alcuno spazio per l'elaborazione simbolica da parte del fruitore. Qui, invece, le immagini parlano simbolicamente: si tratta di dettagli, di istantanee di scena mosse apparentemente casuali, di fuori campo che danno l'idea di ciò che, solitamente, sta dietro le quinte e che non deve essere mostrato. I colori fortemente saturi e la voluta sfuocatura rendono queste foto fortemente "esistenziali", spingendo il lettore ad intravedere un mondo di relazioni cupo e angosciato, senza gioia, senza felicità, ma dominato da un'intera gamma di solitudini. Solo alla fine, accanto alle icone di ciascuna delle fotografie presentate in grande formato, compare l'indicazione di "location" e data di scatto. Il commento di Martin Amis è illuminante, sia perchè dà delle delucidazioni preziose sulle nuove frontiere dell'industria del porno sia perchè - senza veli e senza compiacimenti - dà voce ad alcuni personaggi che si muovono in un mondo "al limite" in cui - al di là dell'apparenza di vitalità e di gioiosa disponibilità - i personaggi femminili, pur dominati da un tono crepuscolare e depressivo dell'esistenza, non cessano di nutrire la speranza di conqistare un modo diverso di vivere. Martin Amis illustra - tra le tante cose - la differenza tra il cinema porno "feature" (porno con un accenno di storia ed una sceneggiatura-canovaccio che impone agli attori una forma embrionaria di recitazione) e il genere "gonzo" (che sembra si stia imponendo nel gusto dei fruitori contemporanei) in cui scene sessuali estreme sono presentate senza alcun pretesto. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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