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Cartabia Amos S. - Billy Jhordan. Io serial killer |
"Mi scuso con i lettori per il linguaggio, la crudeltà e, a tratti, l'esasperazione del carattere del personaggio, ma la prospettiva del serial killer, mi ha spinto a descrivere le situazioni e i comportamenti di un fantomatico omicida che attende "il verdetto finale" per ciò che ha commesso. Scrivendo questo thriller a tinte forti, ho tentato di scrutare nella mente di un killer seriale per intuirne i pensieri e adottarne il linguaggio, crudo, diretto, spesso volgare. Ne consiglio, quindi, la lettura a un pubblico adulto e considero questa mia opera un testo a cui avvicinarsi pensando, comunque, che simili personaggi esistono veramente!" (Amos Cartabia)
11 recensioni presenti. Media Voto: 4.09 / 5Paola (05-05-2009) Complimenti. Ho comprato il libro la scorsa settimana su ibs e devo dire che me ne servirà ancora una copia se la mia amica non me lo restituisce. Bello e accattivante, crudo e spietato... a volte degenerativo ma comprensibile. Diciamo che è una bella storia, ti lascia l'amaro in bocca all'inizio quando sai già che morirà, ma il finale è proprio un'americanata. Positiva s'intende e... consigliato a chi ha voglia di leggere qualcosa fuori dagli schemi. Non conoscevo l'autore del libro, ma penso che sia sulla buona strada.
Paola Voto: 4 / 5 |
katia (28-04-2009) Impressionante come la descrizione del serial killer ti porti in un mondo conosciuto solo tramite la televisione. Complimenti all'autore, complimenti a chi ha inventato questo tipo di libro, anche graficamente e soprattutto complimenti a chi, come me, lo ha letto in sole due notti. Consigliato al massimo, soprattutto per come è stato scritto e per come trasporta il lettore nella mente malata del protagonista. (inventato si spera). Voto: 5 / 5 |
Francesca (10-04-2009) Può un serial killer affascinare? Può un serial killer suscitare simpatia?
La risposta più ovvia sarebbe, senza ombra di dubbio, “No”, ma, dopo aver letto Billy Jhordan, si potrebbe avere qualche incertezza nel rispondere prontamente.
Il libro in questione è scritto in prima persona dall’autore che si immedesima in un efferata macchina di morte astuta e calcolatrice e che riesce, pur nella crudezza del suo linguaggio, a farci affezionare al protagonista.
È il caso o forse il destino ad aprire gli occhi di Billy su un mondo diverso e a farlo “giocare” con le vite degli altri ed è proprio per questo motivo che il protagonista sembra muoversi: per puro divertimento.
Da dove nasce allora l’affetto nei suoi confronti?
Dal fatto che Billy si costituisce e che si prende gioco, fino all’ultimo, di polizia ed istituzioni varie (persino del Presidente degli Stati Uniti) costringendoli a scendere a patti con lui, il colpevole, il killer. Oggetto del patto un libro in cui il carnefice confessa i suoi crimini: il libro dovrà essere pubblicato senza correzioni (la particolarità del romanzo infatti è quella di essere scritto proprio come l’avrebbe scritto Billy: carattere della macchina per scrivere, linguaggio spesso scurrile, forte, con lessico semplice, errori e cancellazioni) né censure prima del giorno in cui sarebbe stato “fritto” sulla sedia elettrica. Garanti del patto: due giovani ragazze in ostaggio.
Alla fine, tra una poesia, un disegno ed una battuta ci accorgiamo di trovare quel pazzo maniaco simpatico e, perché no, noi donne, forse pure un poco attraente.
Voto: 5 / 5 |
anna (09-04-2009) Bravissimo, il libro che attendevo di leggere da anni. Confermo quello che ho detto a mio maito: un autore che sa emozionarti con la sola scrittura e ti fa entrare nel personaggio." Aspetto l'ultimo suo lavoro. Anna. Voto: 5 / 5 |
luana (03-02-2009) Ciao Ragazzi, io penso sia un libro incisivo ed eccezionale. L'ho letto nonostante la copertina mi turbasse un poco, ma vi assicuro che ho apprezzato il tipo di scrittura ed il personaggio. Billy è... diciamo il bello e dannato che fa sognare ma riserva qualcosa di crudo, spietato, di... perverso.
Complimenti, diciamo che lo consiglio alle donne. Voto: 5 / 5 |
simone golucci (11-11-2008) Concordo con Luca...il libro parte molto... dettagliato, poi, poobabilmente per meri vincoli della casa editrice al numero di pagine, accelera eccessivamente verso la fine...diciamo quando il protagonista comincia a operare a Boston. Detto questo, mi pare di non poter definire il libro "illeggibile" come ha fatto il mio rispettabilissimo predecessore (che spero di non offendere). Trovo invece sbalorditiva la figura di Billy Jhordan, quasi affascinante nella sua perfetta pianificazione dei suoi omicidi, cosìccome delle sue truffe.
Ovviamente questo libro non verrà ricordato tra i capolavori immortali della letteratura ma direi che merita di essere letto...Ho letto solo un noir altrettanto incisivo in vita mia (Spider di Michael Morley) Voto: 4 / 5 |
Massimo (30-09-2008) Concordo con la recensione di Paolo, ma do "solo 2 stelline" perchè nonostante l'originalità della narrazione e lo sforzo dell'autore di immergersi nella mente di un serial killer, io l'ho trovato praticamente illeggibile. Non sono riuscito ad arrivare alla fine. Ma questa, voglio sottolineare è stata la mia personale esperienza di lettura. Voto: 2 / 5 |
luca (10-10-2007) un libro molto avvincente veloce e crudo....molto crudo!tutto il racconto e' incentrato su un unica pazza e inafferrabile persona che alla fine del libro speri che si salvi dalla sedia elettrica.Un po' strano pensando a cio' che a fatto.L'unica pecca il finale,troppo veloce. Voto: 4 / 5 |
Angelo (19-07-2007) Libro avvicente, ti prende per il carattere duro e vicino alla realtà quotidiana.-
I toni usati e sopratutto il linguaggio, talvolta crudo e vicinissimo ai giorni nostri, ne aiutano la comprensione sia dei ruoli, sia dei personaggi sia l'atmosfera ed i luoghi in cui si svolgono i fatti descritti.-
E'piaciuto, potrebbe essere la base per una serie televisiva da vedere in tv nelle serate invernali.-
Amos Cartabia, giovane scrittore Lombardo ma con alle spalle una già corposa esperienza; un candidato al premio Viareggio o Strega? chissà!!!
Angelo MARCHETTI Voto: 4 / 5 |
Sony (20-06-2007) Billy Jhordan ” è un thriller accattivante, continuo, dal ritmo frenetico . Le palpitazioni crescono man mano che lo leggi ... spero di non incontrare mai Billy ! Mi piace quella vena altruistica che Amos Cartabia è riuscito a dare a questo pazzoide ! A volte sembra "quasi " umano ! e perchè no direi anche geniale .
Voto: 4 / 5 |
Paolo Franchini info@paolofranchini.tk (18-06-2007) Il pensiero deviato di un serial killer che decide d'un tratto di consegnarsi alle Autorita' permea dall'inizio alla fine questo romanzo di Amos Cartabia. Il linguaggio e' spietato e crudele, piu' diretto e volgare del previsto e del prevedibile. E dire che gia' la copertina mette in guardia il lettore, con il suo "vietato ai minori" che fa bella mostra di se' fra le braccia che grondano sangue del folle pluriomicida.
Scritto in prima persona come fosse un diario, Io serial killer e' pieno zeppo di errori ortografici e correzioni spesso volutamente visibili. All'assassino, infatti, la Direzione del carcere non affida che una vecchia macchina per scrivere e qualche risma di carta. Se devi cancellare, gli dicono, usa i trattini e non rompere. L'autore di questa anomala autobiografia pigia i tasti come puo' e come sa, mentre lo Stato, intanto, gli prepara la sedia elettrica.
Perche' tutto questo? Semplice: prima di farsi ammanettare, il mostro ha rinchiuso in un bunker sotterraneo due povere fanciulle e, prima di liberarle, esige di poter terminare la propria folle opera letteraria. In cambio, due cifre alla volta seminate qua e la' fra le righe del diario, la combinazione segreta che consentira' all'FBI di spalancare l'uscio alle due sventurate.
Trecentosessanta pagine di pazzia e violenza, pagine e pagine di cattiveria gratuita. Inutile interrogarsi, impossibile dedicarsi alle analisi. Lo sanno gli investigatori e gli studiosi e, ora, grazie ad Amos Cartabia lo sanno anche i lettori. Voto: 3 / 5 |
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