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Harris Sam - Lettera a una nazione cristiana | In questa lettera Harris denuncia apertamente l'influenza della fede nella vita pubblica e auspica che "nel corso del XIX secolo gli esseri umani imparino a parlare delle loro questioni più profonde - riguardo all'etica, alla spiritualità e all'inevitabilità della sofferenza umana - in un modo che non sia tanto palesemente irrazionale". Attraverso un'argomentazione oltremodo razionale, l'autore offre un rifiuto misurato ma deciso alle credenze che costituiscono il fulcro del fondamentalismo cristiano. Nel corso della trattazione, individua e sviscera temi assolutamente attuali: la ricerca sulle cellule staminali, le coppie di fatto e le unioni tra omossessuali, l'aborto e la regolamentazione della pillola contraccettiva, la teoria dell'evoluzione, il problema dell'AIDS in Africa, i privilefi economici della chiesa. Un pamphlet politicamente scorretto, tradotto in 10 lingue.
Media Voto: 4 / 5Antonio (16-10-2010) Ma che politicamente scorretto, è la solita rifrittura che va sotto il nome di "sano laicismo" ma corrisponde al laicismo furioso... Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Gabriele gabsim@libero.it (09-02-2009) Bellissimo libro, una boccata d'ossigeno in mezzo a questo soffocante fetore ipocrita clericale. Illuminista e non violento, un libro da leggere, rileggere e far leggere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
marco (23-04-2008) Quello di Sam Harris è un libro che affronta l'argomento dell'ateismo e della pericolosità delle religioni con una logica stringente e soprattutto priva del sarcasmo gratuito proprio di gran parte di questo tipo di letteratura. Per questo mi sento di consigliarlo a tutti, credenti (di qualsiasi religione) e non credenti, cristiani integralisti e "moderati" (l'autore si rivolge spesso soprattutto a questi ultimi) come spunto di riflessione sull'inaccettabilità di certe visioni nella società di oggi e di domani.
Sottolineerei comunque che per chi ha già letto l'altro libro di Sam Harris, La fine della fede, questo testo non contiene nulla di nuovo, anzi per certi versi è solo un riassunto sintetico e semplificato della sua opera prima. Non necessariamente questa è una pecca intendiamoci, dopotutto ora anche gli atei hanno il loro utile vademecum (si legge in un paio d'ore) da consultare ogni tanto per rinfrescare le proprie argomentazioni. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Loretta (12-02-2008) Io ho letto l'edizione originale in inglese... è un libro graffiante. Direi che, per come stanno le cose, in Italia c'è davvero bisogno di letture politicamente scorrette ma intellettualmente oneste !!! Consiglio a tutti! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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