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Humphreys Helen - Cani selvaggi |
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Titolo | Cani selvaggi |
| Autore | Humphreys Helen | | Prezzo |
€ 13,00 |  | | Dati | 2007, 167 p., brossura | | Traduttore | Cartolano C.; Fortezza D. |
| Editore | Playground
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 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| In una piccola città della provincia canadese, la chiusura di un mobilificio vero centro economico dell'area - genera inquietudine. Le vittime di un clima a tratti pesante sono soprattutto le donne, i bambini e i cani. Proprio sei cani, senza apparenti avvisaglie, fuggono o sono spinti a fuggire dalle case dove sono cresciuti e dove sono stati nutriti, scegliendo di vivere nel bosco, di essere selvaggi, liberi. I loro padroni - Alice, Jamie, Lily, Walter, Malcolm e una misteriosa biologa - ogni sera si ritrovano in un campo ai margini del bosco e chiamano i loro cani nella speranza che tornino a casa. Fra i sei padroni si stabilisce un legame molto stretto, che sovrappone all'attesa del ritorno dei cani, speranze di amore, di amicizia e di risoluzione delle proprie solitudini, mentre, sullo sfondo, si prepara la resa dei conti, la dolorosa soluzione alla incomprensibile e "intollerabile" storia dei cani che hanno scelto di diventare selvaggi.
| La recensione de L'Indice |
 Nata a Londra, ma canadese d'adozione, Helen Humphreys è una scrittrice e poetessa che ha vinto moltissimi premi e ha ottenuto grandi riconoscimenti. In Italia arriva solo con il suo quarto romanzo, questo Wild Dogs che la casa editrice Playground ha saputo individuare e tradurre con una davvero ottima resa in italiano. Si tratta di un romanzo perfetto, nel suo congegno e nella sua idea di partenza. Ci sono sei cani sullo sfondo di un piccola città di provincia canadese depressa dalla mancanza di lavoro che, d'improvviso, all'unisono, scompaiono. I loro rispettivi padroni, diversi per età, provenienza sociale, livello culturale, genere, si trovano costretti a frequentarsi, e a darsi un appuntamento, sul far della sera, al limite del bosco, per cercare di rintracciare la muta e salvarla dai cacciatori che vogliono sterminarla. Forzatamente, dunque, s'intrecciano relazioni, odi dissimulati e profonda comunione tra queste persone accomunate tutte da un fatto luttuoso (da una perdita in senso analitico) cui è seguita una prolungata solitudine. Il romanzo è costruito attraverso le testimonianze dirette dei padroni dei cani: ognuno di loro racconta i fatti, arricchendo e complicando la storia, aggiungendole nuove direzioni, inedite possibilità di lettura. La relazione principale questo elemento, solo in parte, spiega l'uscita del romanzo presso Playground, che si è specializzata in tematiche omosessuali si svolge tra Alice, benzinaia notturna, uscita da diversi amori mal digeriti, e una giovane, misteriosa biologa, chiamata la "donna dei lupi". Tra le due nasce un amore forte, crudele perché incapace di fare i conti con la mediazione, assoluto al punto che sarà inevitabile la separazione. Le pagine che raccontano l'amore (il riconoscimento dell'altro, l'unicità dei suoi gesti, il fondo naturale che regola l'attrazione tra due esseri umani) sono sorprendentemente alte: più alte ancora quelle che descrivono lo struggimento che accompagna Alice dopo l'abbandono, "per secoli dopo che te ne sei andata ho cercato i segni di un tuo ritorno. Un picchio crestato che in codice batte la sua fame contro il tronco di un albero morto. Due falchi che volteggiano lenti nel cielo. Una volpe che corre attraverso un campo. Queste apparizioni inaspettate del mondo naturale sembravano alimentare una speranza. La percezione di un movimento conosciuto nella foresta o in cielo portava con sé una piccola ondata di ottimismo". Il romanzo è come infiltrato da presenze, a tratti ostili a tratti amiche, naturali. Naturali nel senso che, i cani, in primo luogo, ma pure il diradarsi dell'erba, la punta di una roccia, il pelo di un gatto, sono altrettanti personaggi che concorrono a creare un'atmosfera incantata e sospesa, prima che la finale tragedia si consumi. Il finale vede infatti i due mondi riunirsi in un simbolico omicidio in cui ciò che va sacrificato è l'istinto. Istinto che sembra aver abbandonato esseri umani e bestie, per sempre. La scrittura ha una capacità evocativa assimilabile alla poesia di Edna St. Vincent Millay, con quello sfacciato mettere davanti a tutto la propria identità, piuttosto che alla narrativa delle sue conterranee più famose nel nostre paese, Alice Munro e Mavis Gallant. Camilla Valletti |
8 recensioni presenti. Media Voto: 4.62 / 5Falco (02-12-2010) Un libro semplicemente straordinario. Una grande metafora sull'amore, la libertà, la vita selvaggia, il ritorno. Poetico e terribile. Di una profondità rara. Da leggere e da rileggere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Matt eeriespirit@yahoo.com (22-12-2008) Un ottimo romanzo che si sviluppa coralmente intorno ad una bella idea. Sei personaggi ai margini, ognuno arrivato al proprio confine personale, che si incontrano e mostrano in modo struggente come sono complessi i rapporti fra le persone. Uniti dalla speranza apparente di ritrovare i loro cani, diventano essi stessi un branco, con regole e abitudini precise. Ognuno di loro alla fine, troverà la propria risoluzione, il modo di oltrepassare il proprio confine. Scritto molto bene, con uno stile asciutto, secco ma anche poetico che sa cogliere la profondità della relazione fra uomini, animali e natura. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
gianluca guidomei sidner@libero.it (07-09-2008) "...a volte mi chiedo se quello che mi ha fatto sentire in trappola - l' amore - non fosse, paradossalmente, il mondo selvaggio nel quale sarei potuta entrare. Forse, essere del tutto selvaggi significa fidarsi completamente."
"La gente ha sempre avuto paura dei lupi. Ma cos' è questa paura, in realtà? Non è forse la paura del selvaggio che è in noi? Non è forse tutta la struttura della società finalizzata a farci entrare in gabbie sempre più piccole? Più siamo imprigionati dal dovere e dall' amore, più il nostro lato selvaggio ne esce addomesticato e più pensiamo di sentirci sicuri. Ma, naturalmente, non è vero. Non ci sentiamo affatto sicuri."
E' difficile descrivere la complessa bellezza di questo libro. Credo sia soprattutto un romanzo che indaga il bisogno di sentirsi amati, ma anche di fuggire e la forza di non cedere all' amore, che come un cane selvaggio, se ti salta addosso non ti molla più. Non è un caso che sia ambientato in un luogo liminare, di confine, tra il bosco e la vita di città; un punto da cui partire per addentrarsi nella natura selvaggia, perchè non ci si sente più amati o compresi, come vorrebbero simboleggiare i cani che diventano lupi, ma anche un luogo a cui tornare, come conclude Alice:
"Il cuore è una creatura selvaggia e in fuga. Il cuore è un cane che torna a casa."
Mi ha fatto ricordare quell' aria selvaggia, ferina, che avevo assaporato leggendo "Variazioni selvagge" di Hélène Grimaud Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Giovanni B. (11-05-2008) Peccato, a me invece non è proprio piaciuto. Non dico che sia brutto..ma comunque mi ha deluso. Peccato, visto l'entusiasmo dei commenti precedenti. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
stefano 67 serse67@hotmail.it (08-02-2008) C'e' qls di magico nel modo di narrare di questa autrice. Forse il libro piu' bello che ho letto negli ultimi anni. Da leggere e rileggere.
Credo che un plauso vada anche all'ottima traduzione . Voto: 5 / 5 |  |  |  |
paola it67s@yahoo.it (22-12-2007) Libro stupendo sulla fragilità umana che ruota attorno a un nucleo oscuro e selvaggio, quello dei cani fuggiti dai loro padroni. Mentre l'inizio del romanzo è segnato da inquietudine e amarezza alla fine, dopo la "necessaria" tragedia, ogni nodo si scioglie e ciascuno ritrova il senso della propria vita che sembrava smarrito. Romanzo corale che poggia su una trama di solitudini che si incontrano e si fondono. Di straordinario impatto emotivo. Una perla da non perdere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
betta (02-11-2007) bellissimo!leggetelo assolutamente, e speriamo che ci traducano anche gli altri libri, perchè la signora Humphreys ha "il dono". Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Sebastiano Ricci (27-10-2007) Non perdertevi questo straordinario, struggente romanzo. Sei personaggi e i loro cani che li abbandonano. La felicità, probabilmente, è un cane che torna. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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