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I miei analisti, Mio padre, Mia madre, Le mie marchette, Le mie donne, La mia Europa, Il mio master, I miei biondi, Il mio Genet, I miei amici. Sono questi i capitoli dell'autobiografia che Edmund White scrive mescolando dramma e ironia, intrecciando la propria parabola personale con gli sviluppi della Storia e della società. Considerato fra i maggiori autori della letteratura americana contemporanea, Edmund White racconta gli Stati Uniti "sedati" e omofobi dell'era Eisenhower, gli anni della rivoluzione sessuale, ma anche l'oggi attraverso una storia d'amore inconsueta e toccante. Un percorso esistenziale raccontato con sincerità.
Media Voto: 4.33 / 5lanfranco (28-05-2009) Edmund White è semplicemente uno dei più interessanti scrittori viventi, sia che scriva di cose da gay, sia che scriva di altre cose.
Uno sguardo sempre imparziale eppure sensibile e complice sulle spersone e sulle cose: non dà mai giudizi definitivi e non pretende di enunciare verità assolute - parla con estremo candore dei lati più hard della sua vita, quasi fosse tutto normale (e forse a volte lo è) ma mai scontato!Da leggere assolutamente 'Sinfonia d'autunno', pre-autobiografia. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Tommaso (18-01-2009) Un romanzo lungo e a tratti noiosetto, interessante perchè c'è la storia di una persona che ha vissuto una vita "violenta" ,oserei dire, e oggi si ritrova ad essere uno stimato scrittore e insegnante. Sicuramente poteva dilungarsi nel descrivere le sue imprese sessuali ma resta cmq un libro interessante. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Sebastiano (22-06-2007) Il più grande, grandioso, autore americano vivente nella sua scanzonata e insieme malinconica autobiografia. Da non perdere per lo sguardo - intimo, irresistibile, a volte irrefrenabilmente comico - sull'omosessualità dagli anni cinquanta fino ad oggi. Aids, Europa e America, infanzia, amici, marchette e molto altro. Con una scrittura magnetica, angelica. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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