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In "Caos" Jack è un vecchio romanziere "fuori moda" e vive in una New York piena di energia e disperazione, dove imperano le nuove droghe sintetiche, l'ansia di prestazione, l'ossessione per la vita sociale. Oltre a una realtà metropolitana disordinata e confusa, Jack deve fronteggiare il caos della propria mente che cancella appuntamenti, ricordi, nomi e che mette a repentaglio la sua attività di scrittore. Una debolezza che ne rende la vecchiaia frenetica, tra ansie finanziarie e un'incomprimibile vitalità erotica. E proprio in una di queste spasmodiche ricerche di occasioni sessuali Jack incontra Seth, un ventottenne mormone, con aspirazioni di attore e scrittore. Il loro rapporto assume subito contorni nebulosi, che Jack cerca di decifrare, riflettendo sul proprio invecchiare, sul desiderio e sul bisogno di essere amati. In "Un po' di casino per Billy" si racconta lo strano rapporto tra un professore universitario e uno spogliarellista che si esibisce in un locale di Key West, mentre in "Buon viso a cattivo gioco" assistiamo all'incontro tra un americano maturo e il fascinoso e giovane Davud, in una delle isole che fronteggiano Istambul. Con "L'epoca dei dischi", infine, Edmund White racconta con precisione struggente alcuni momenti della sua infanzia, e in particolare la visione in un cinema parrocchiale di una vecchia pellicola con Greta Garbo.
Media Voto: 3.5 / 5Alec (22-11-2011) Non posso dire noioso e statico perché la fama dell'autore me lo impedisce, ma di certo questi romanzi a quadri in cui si danno alcuni spunti e pochi approfondimenti non sono tra i miei preferiti. Malinconico al limite della depressione, lento a rasentare l'inamovibilità, scritto in modo analitico, ma poco sentito... che dire... un po' deluso... Voto: 2 / 5 |  |  |  |
La Recherche redazione@larecherche.it (05-02-2010) [...]Il libro è, come sempre con White, molto bello, scritto in modo elegante ed efficace con spunti intimisti ed ampie pennellate da grande affresco, costruendo così la chiara sintesi tra la vita dell’individuo rapportata al mondo che lo circonda, alla serena rassegnazione di chi piano piano viene relegato alla parte del benefattore perché non più oggetto di desiderio, ma quasi oggetto che desidera. Il libro ci mostra come talvolta un ambiente ristretto possa mostrarsi spietato verso i suoi medesimi adepti quando questi cominciano a perdere le caratteristiche che i più desiderano, ma è altrettanto vero che basta un po’ di disincanto e un po’ di forza per continuare a trovare quell’amore che tutti paiono relegare in secondo piano ma in realtà desiderano.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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