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Dettori Lina - Baffi di cacao |
Carlo Menzinger (05-04-2008) Storia ambientata in una Sardegna che ben poco concede al folclore, ma che si presenta legata alla storia e alle vicende della penisola di cui è parte integrante.
Come ne "La famiglia immaginaria", anche qui i personaggi sono molteplici, anche se su tutti ne emergono alcuni. L’affresco che viene dipinto è quello della famiglia Bellu, in qualche modo rappresentativa non solo della popolazione dell’intera isola, ma, in definitiva, dell’Italia, di cui l’autrice ci offre un interessante spaccato, in cui i “pesanti” anni di piombo hanno uno spazio importante.
“Baffi di cacao” è composto da alcune storie dall’intreccio lineare ma che, unite alle altre ci forniscono una rappresentazione estesa ed articolata del mondo descritto. La Dettori mantiene forte anche in questo romanzo il suo spirito di “cronista” della società e la sua narrazione procede per successione di eventi.
Il libro scorre piacevolmente sotto gli occhi e riesce a descrivere, con sguardo attento ma con sufficiente distacco, la “singolare normalità” di questa nostra Italia, in cui conta forse di più la “figuraccia” di esser finiti in prigione con due baffi di cacao stampati in volto, che non l’aver tradito la fiducia e l’affetto di chi credeva in noi. E questi baffi di cacao diventano quasi il simbolo di questa società dell’apparire in cui siamo ormai sprofondati tutti quanti.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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