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Quarenghi Giusi - Io sono il cielo che nevica azzurro |
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Titolo | Io sono il cielo che nevica azzurro |
| Autore | Quarenghi Giusi | Prezzo Sconto 15%
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€ 8,50
(Prezzo di copertina € 10,00 Risparmio € 1,50)
|  | | Dati | 2010, 128 p., ill., brossura |
| Editore | TopiPittori
(collana Gli anni in tasca) |
| Età di lettura | da 10 anni |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Quando nasci in un piccolo paese perso fra i monti, per crescere hai a disposizione pochi riferimenti. La bambina protagonista di questo libro ne ha due. Due maestre: sua madre, infaticabile, sempre immersa nel lavoro della trattoria e della casa, ma sempre attenta, sempre capace di dire, fare, guardare, con il suo occhio infallibile, le sue parole semplici e profonde, i suoi gesti forti e sicuri. E poi la valle: quell'immenso spazio aperto per trovare il quale la bambina deve sfuggire alla prima maestra, per diventare una cosa sola con l'erba, il cielo, la roccia, l'acqua, e ascoltare i suoni emozionanti delle sue mille lingue segrete. Due scuole tanto diverse, eppure necessarie per prendere la strada di sé che coincide con quella che porta lontano, verso l'infinito della pianura. Età di lettura: da 10 anni.
alida airaghi (24-11-2011) Chi è nato intorno agli anni 50 si riconoscerà in questi nove racconti della scrittrice bergamasca Giusi Quarenghi:cioé si riconoscerà nei dettagli comuni di una storia familiare e paesana,ma anche civile e collettiva, tratteggiata dall'autrice con delicatezza e nostalgia,con ironia e lucidità. Originaria della Val Taleggio, nata in una famiglia che gestiva una trattoria("la cucina dove si stava tutti, noi e anche i clienti"),con un grosso padre "sublime maestro del farniente ("una vita intensa, pur senza una goccia di sudore", appassionato giocatore di carte e di bocce,a suo modo filosofo e osservatore dei costumi contadini) e una madre che invece lavorava per tre (commoventi e ricche di interesse le pagine dedicate alla preparazione del bucato), Giusi Quarenghi non descrive la sua infanzia con un retorico amarcord. Semplicemente narra di un mondo in cui i tempi erano scanditi dal suono delle campane, dall'avvicendarsi dei giorni di festa, dalle cerimonie religiose e dalla cura degli animali, che vivevano allora in simbiosi con gli esseri umani. Ma di questo mondo racconta anche le ingiustizie, le ottusità e le superstizioni, prima fra tutte quella che riguardava la scarsa considerazione in cui veniva tenuto il sesso femminile. Una realtà condivisa da parenti e vicini, amici e villeggianti, e in cui la corsa al denaro e al successo non assorbiva i pensieri e le ambizioni di tutti come succede oggi. La narrazione induce a un sorriso intenerito soprattutto quando si sofferma sui particolari di un'educazione e di tradizioni in quell'epoca condivisi un po' da ogni famiglia: la raccomandazione rivolta alle bambine di stare "composte", sedute con le ginocchia "unite e coperte";la vestizione per la Messa grande ("calzette bianche e traforate e scarpe bianche con le fibbie");i titoli dei temi assegnati dalle maestre;gli elastici "grogren"; le visite ai morti;le cacche delle mucche per strada.E la natura,la gente,la storia che avanza e cambia abitudini e coscienze... Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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