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Mazzucato Francesca - Train du reve |
8 recensioni presenti. Media Voto: 4.62 / 5Tommy (31-07-2006) Bello. Solo questo. Un gran libro. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Alessandra Baraldi (09-07-2006) Questo libro mi ha attirato per la copertina, per quel calcio a una palla bianche e azzurra. Forse un'associazione mentale causata dai mondiali, chissà. Train du reve è un titolo che mi sono fatta spiegare, ci arrivavo appena con i ricordi del mio francese scolastico. Che strano. Che idea singolare mi sono detta. Leggendolo mi è sembrato chiaro tutto. La copertina, il titolo, la storia e le storie. E' un romanzo di grande delicatezza. L'unico appunto che mi sento di fare è la lunghezza del prologo dove si svela la voce narrante. E' complesso, difficile, bella scrittura ma complicata. Quando comincia il viaggio tutto si spiega e scorre come scorrono i sogni. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Alessandro M. (04-06-2006) Scivola la lettura in un pomeriggio statico( ieri) e mi ritrovo a sognare i personaggi di Francesca Mazzucato e questo treno bislacco, scivola la lettura e mi ritrovo quegli odori nelle narici e certe sue frasi che mi ripeto nella testa, ritornano, vanno via. Rileggo alcune righe in questo pomeriggio domenicale e mi dico che non posso non dire la mia su un libro di una scrittrice che ritenevo popolare ma non rientrava nei miei interessi, invece ha scritto un romanzo che ho inserito in evidenza nella mia libreria e che sono certo di riprendere in mano nel futuro. Certo, sono uno che ha letto e amato Zavattini e che non ha potuto non amare questo delicato, partecipato femminile omaggio a ZA, solo l'omaggio femminile, il resto è narrazione di bellezza universale. Il resto è un romanzo struggente e politico, così fortemente connotato politicamente che proprio non mi aspettavo. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
M.Milani (31-05-2006) Non mi avevano fatto impazzire i libri di Francesca Mazzucato su tecnologia e affini, tema, così come quello dell'eros, dove si è cimentata con pervicacia e a lungo. Non mi era piaciuto Web Cam e tanto meno il libro sui blog.
Questo è un romanzo eccellente. Io sono un amante del cinema italiano, e se la scrittrice voleva omaggiare il connubio Zavattini e De Sica in un contesto personalissimo, c'è riuscita in pieno. E, cosa non di poco conto, dal punto di vista del linguaggio, trattasi di opera di pregevolissimo rilievo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Dolores (31-05-2006) Da un erotismo raffinato a una storia di musica, stazioni che non sembrano stazioni ma posti magici, sogni resi carne. I personaggi sono sogni resi carne e diventati figure da circo, ma con un certo dramma. Portatori di un certo dramma anche quelli folli come quello che annusa, o la contessa pazza. Incarnare i sogni, faccenda non facile. Ecco perché un titolo così,francese. La leggerezza, i sogni e queste stazioni. Me lo sono chiesto per quale ragione il titolo. Lo leggi e lo capisci.Certe pagine ti portano a soffermarti. Ti portano a fare delle riflessioni. A ricordati piccoli pezzi di vita tua. A me è successo. Francesca Mazzucato mi ha invaso certe parti del ricordo. Mi ha rovesciato certe difese. Sembra che suoni tutto questo libro. Il violinista che va a Parigi è un personaggio che non si dimentica. Qualche punto appena appena ostico, altri che ti dispiace che finiscano. Stazioni che sono metafore, capitoli, perle di una collana. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Mirta (30-05-2006) E' stata mia madre a passarmi questo libro e l'ho trovato super. Ci sono personaggi folli, uno che fa di mestiere lo Sniffatore di Pianerottoli, un Creatore d'atmosfere, una donna che tiene in braccio un barboncino rosa. Tutto un universo fantastico che sembra sospeso fra il sogno e la realtà ma che ha un filo conduttore ben preciso, che racconta storie intrecciate che sanno anche essere divertenti( la Contessa ubriaca è un personaggio indimenticabile) Conoscevo la scrittrice Mazzuccato solo di nome ma non avevo mai letto niente. Pensavo scrivesse tutto altro tipo di libri, ma questo è uno dei migliori che ho letto nel 2006. Veramente bello. Io ho 23 anni e sono di Bologna. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Mirta Stella luciana.picco@katamail.com (30-05-2006) Ho 23 anni ed è stata mia madre a darmi questo libro che ha acquistato alla presentazione che l'autrice ha fatto a Bologna.
Ci sono delle storie incredibili e straordinarie. Dei personaggi che di mestiere fanno lo Sniffatore di Pianerottoli( mi ha fatto morire dal ridere) o il Creatore di Atmosfere( fantastico, adesso chiamo così un mio amico). Sono tante storie che avvengono in un treno che somiglia a un luna park ma sono tutte legate e molto magiche. Non ho mai letto niente di simile, perché è una via di mezzo fra la favola e la denuncia sociale che si sente. In certi punti. Ma ci sta bene, non sembra buttata li tanto per fare. Io questa scrittrice Mazzuccato la conoscevo solo di nome, ma pensavo facesse cose d'altro genere. Questo libro è uno di quelli che mi sono piaciuti di più che ho letto fino ad esso dall'inizio dell'anno( insieme a Zoo della Santacroce, anche di lei dicono che ha cambiato un po' stile e temi, ed è vero). Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Lydia (30-05-2006) Ho comprato questo libro alla Fiera di Torino. L'ho finito che non è molto perché è lungo, pieno di storie. Un tuffo nelle storie. Quante. Bello. Sono rimasta stupefatta. E' un libro sulle passioni di una viaggiatrie solitaria, c'è una voce narrante che rappresenta quasi l'essenza stessa del viaggiare, ci sono corpi di sconosciuti incrociati per caso o per destino, ogni stazione una soglia, incontri imprevisti capaci di rimanere veramente impressi, personaggi onirici, ricordi cullati dal movimento dei vagoni( Io che viaggio molto in treno, sono una pendolare, mi ci sono trovata tantissimo) E' certamente una dichiarazione d'amore per il viaggio e per le stazioni, un romanzo che fa continui riferimenti al film di De Sica Miracolo a Milano, e ci sono città della Liguria, i capitoli del libro, città che diventano vere e proprie metafore, "tratteggiate con pennellate da vera artista" come ha scritto on line il critico Gordiano Lupi. E' una prova letteraria diversa da quelle precedenti di Mazzucato, dove i corpi, l'eros, la tecnologia erano gli elementi fondamentali. Un'evoluzione che mi ha sorpreso alla grande, proprio tanto. Sempre Lupi scrive "Francesca Mazzucato dimostra di aver raggiunto una piena maturità stilistica e la sua penna raffinata è capace di comporre atmosfere nostalgiche e malinconiche" e mi trova completamente d'accordo, anche se avevo apprezzato alcuni dei suoi libri precedenti come Hot Line e Anarchiste( meno, molto meno il Diario di una blogger) Se la scrittrice continuerà su questa strada ci si possono aspettare davvero delle belle sorprese. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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