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Bergamo Paolo; Miliani Valberto - Sono morto una notte di luglio | "Non che mi fossi aspettato una folla da stadio, né un corteo di zelanti adulatori come quelli che, in vita, mi giravano spesso intorno, e neppure quei giornalisti e quelle telecamere che spesso mi avevano gratificato e talvolta insultato. Non mi aspettavo neppure gli opportunisti dell'amicizia, quelli che nei momenti felici erano "amici di Paolo", che spesso sedevano alla mia mensa o che mi invitavano alla loro per esibirmi come un gioiello di famiglia. E non mi aspettavo neppure colleghi (ma un paio c'erano), dirigenti federali, stendardi e bandiere. Capii, d'un tratto, cos'era che mi aveva spento. Era la "morte civile", della quale avevo letto e sentito parlare senza immaginare la ferocia con la quale sapeva aggredire".
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